Un appello serio serio (già: "nuova crisi per il manifesto")
Forse di solito questo non si fa, ma ho appena modificato l'articolo, che non era venuto granché. Non mi piaceva il titolo, per cominciare. Nuova crisi per il manifesto fa pensare a qualcosa di polemico e non voglio certo esserlo. Io credo che nel panorama dell'attuale informazione, il manifesto sia l'unico quotidiano libero in Italia. In via Tomacelli non c'è nessun padrone: né un editore di riferimento, né un partito - soltanto i giornalisti della cooperativa, o al limite i lettori. Di qui i problemi economici, le crisi ricorrenti di un «quotidiano comunista» dal prezzo tutt'altro che "proletario": 1,10 €, che presto saranno portati a 1,20 per un giornale "asciutto", essenziale (appena 18 pagine). I giornalisti del manifesto stanno tirando la cinghia: stanno, ad esempio, facendo contemporaneamente due o tre lavori, perché non vedono lo stipendio da 5 mesi.
L'unica maniera per impedire la chiusura del giornale, per salvare uno fra gli ultimi esempi d'informazione completamente libera del nostro Paese, è fare tutto il possibile e "partecipare alle spese": diventando lettori, abbonandoci, facendo una donazione, organizzando sottoscrizioni...
Pubblico di seguito un appello comparso sul blog lanessie, che mi è parso ben fatto e anche toccante, e poi quello comparso sul manifesto del 24 novembre, firmato da Valentino Parlato. Poi, se vuoi abbonarti on line... (Continua)
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