mariobadino | 02 Novembre, 2007 20:33
Ieri era il primo novembre e mi dispiace di aver mancato l’appuntamento con il giorno in cui si ricordano i caduti di tutte le guerre. È il tempo della memoria, che dovrebbe indurre noi fortunati abitatori d’Occidente a riflettere sul nostro presente fatato, derivante dal fatto che conosciamo la pace da circa un sessantennio. Poiché, salvo poche incursioni nel nostro territorio (i crolli dell’11 settembre, le bombe dell’11 marzo a Madrid e, al limite, il terrore di piccoli gruppi diluito nel tempo), la guerra si tiene lontana dalle nostre case. È un bene che ciò avvenga, naturalmente, anche perché non la sopporteremmo: non siamo più abituati. Della guerra noi non riusciremmo a concepire non dico i bombardamenti, ma i semplici disagi: il fatto che una lettera possa essere spedita e non arrivare a destinazione, che un treno parta soltanto quando può e giunga solo se ci riesce. Altri sono i Paesi, altri i popoli che hanno imparato a convivere con le difficoltà dei mondi senza pace.mariobadino | 01 Novembre, 2007 14:37
Forse non tutti sanno che il prossimo 18 novembre in Valle d’Aosta si terrà il primo referendum propositivo della storia d’Italia. Votando cinque semplici quesiti, i cittadini potranno trasformare in legge altrettante proposte (quattro rigurdano la riforma del sistema elettorale regionale, una la costruzione di un nuovo ospedale in sostituzione delle tre strutture oggi esistenti nel territorio). Per “trasformare il cittadino in legislatore”, sarà necessario un quorum del 45% degli aventi diritto al voto. Il testo delle proposte è consultabile nel dettaglio qui. Per ora mi limito a evidenziare l’aspetto di straordinaria novità dell’iniziativa: con il referendum, normalmente, è possibile abrogare in tutto o in parte norme già esistenti, non crearne di nuove. Quello propositivo è allora uno strumento davvero democratico, che va incontro al desiderio dei cittadini di vivere in prima persona la vita politica della loro comunità, aspirazione più volte evidenziata negli ultimi anni dall’attività di associazioni e movimenti e da fenomeni fra loro diversi (le primarie dell’Unione e quelle del Partito democratico, il V-Day, la manifestazione del 20 ottobre a Roma), ma tutti tendenti a coinvolgere direttamente cittadini stanchi, in vario modo, della distanza che intercorre tra i rappresentanti e i loro rappresentati.
Trovo strano che la notizia della consultazione popolare ormai prossima non abbia suscitato l’interesse dei media (e dei partiti) nazionali, soprattutto dal momento che si tratta di una novità assoluta, cosa che dovrebbe far gola a un’informazione sempre più orientata verso (mi si perdoni l’italiano) il gossip e lo scoop.mariobadino | 01 Novembre, 2007 14:09
Lo so che non vuol dire, ma finalmente qualcuno ha risposto a una delle tante lettere che ho spedito e raccolto nella sezione Posta prioritaria del blog! Mi ha scritto Oliviero Diliberto, segretario Pdci, a proposito dell’Appello alla “Cosa rossa”. Naturalmente è un messaggio molto breve: nella sua mail, il segretario si dice d’accordo con me sul fatto che, dovendo unire la sinistra, bisogna farlo bene, evitando di mettere in piedi contenitori elettorali vuoti. In ogni caso sono contento, perché è la prima volta che qualche politico ritiene di dover rispondere a una mia lettera, che poi è la lettera di un cittadino. Ho deciso d’inserire la risposta ricevuta in calce all’appello, dove pubblicherò le altre eventuali risposte (anche di semplici lettori). Come al solito, poi, chiunque lo vorrà potrà lasciare un commento. Infine, vedrò di linkare alla pagina tutti gli articoli che si occuperanno del processo di costruzione della nuova sinistra italiana.mariobadino | 30 Ottobre, 2007 14:32
"Non è aumentando le pene che si risolvono i problemi", dice il ministro Ferrero, motivando la sua astensione su alcuni punti del pacchetto sicurezza votato dal consiglio dei ministri. "I sindaci devono occuparsi di amministrare e le forze dell'ordine della sicurezza", aggiunge. "E' sbagliato sbattere in galera chi vende borse griffate contraffatte: non è un'emergenza sociale". E, infine, non è utile "escludere sempre le pene alternative". "Penso che il carcere per le piccole detenzioni, specie per i più giovani, non sia un elemento che aiuta a recuperare chi commette dei reati". Parole piene di buon senso, che sottoscrivo volentieri. Infatti, dopo l'indulto, misura votata dalla maggioranza assoluta dei parlamentari ma oggi dagli stessi variamente rinnegata, le carceri nostrane hanno già superato il limite di capienza regolare. Tra poco si tornerà ai livelli di sovraffollamento che hanno giustificato l'indulto. Bisognerà ripetere tale misura, quindi, oppure lasciare in condizioni disastrate la popolazione carceraria della Penisola. Alcuni, credendosi furbi, propongono di costruire altre carceri: lavori, soldi, cemento. Ma se davvero continueremo a individuare nella carcerazione l'unico intervento applicabile a chi commette reati (anche se il reato è essere clandestino senz'avere altre colpe, o aver fumato qualcosa di proibito, o magari aver proposto di lavare un vetro) di quanti nuovi carceri dovremo costellare la nostra liberissima Italia?
Sono contento che il ministro Ferrero abbia proposto un criterio diverso: la prigione va usata per le "emergenze sociali": soltanto quando lasciare una persona in libertà potrebbe essere pericoloso per tutte e per tutti. Se così non fosse, non vi sarebbe alcuna differenza tra sanzione e vendetta. Intanto, però, il ddl è passato e la filosofia repressiva che lo ispira sembra ancora una volta vincente...
Bene invece l'aver ripristinato pene severe per il reato di falso in bilancio. Senza paura di contraddirmi, poiché si tratta di un reato potenzialmente dannosissimo per la società, non esito a definirmi contento del fatto che, per una volta, il governo abbia messo gli occhi sulla sfera sociale più alta...
mariobadino | 28 Ottobre, 2007 21:30

mariobadino | 25 Ottobre, 2007 22:48
Carissimi compagni,
(poiché così vi piace ancora essere chiamati) al tempo in cui PC non significava ancora personal computer esisteva un motto che diceva: «Proletari di tutto il mondo, unitevi». Oggi dobbiamo chiederci per prima cosa se non sia estinto lo stesso concetto di «proletario», il che dovrebbe imporci di cercare di capire che cosa voglia e debba essere la sinistra oggi, in Italia e nel mondo. La manifestazione del 20 ottobre a Roma, contro ogni precarietà, contro la guerra, per i diritti di tutte e di tutti fornisce un programma chiaro da seguire, un invito, da parte del popolo di sinistra, i vostri elettori, la base, a ricominciare un’azione politica «altra», a partire da una piattaforma precisa, non negoziabile. (Continua)
mariobadino | 25 Ottobre, 2007 22:20

mariobadino | 24 Ottobre, 2007 16:48
Travaglio esordisce brutalmente, dicendo che quando il governo cadrà (molto presto) se lo sarà abbondantemente meritato. In due anni, infatti, l’attuale maggioranza è riuscita a bruciare grandissima parte del consenso che le aveva consentito di vincere le elezioni. Le cose buone fatte dall’esecutivo di centrosinistra sono, secondo Travaglio, due. Da un lato il ritiro dei nostri soldati dall’Iraq («ma, per qualche ragione misteriosa, non dall’Afghanistan») e dall’altro la politica di risanamento economico. Travaglio loda l’uscita del ministro dell’Economia, Padoa Schioppa, che ha definito «bellissime» le tasse, perché è stato l’unico a farlo. Negli ultimi anni, infatti, il berlusconismo si è esteso talmente che molti, anche nel centrosinistra, sono diventati berlusconiani senza neppure accorgersene. Quando nel ’94 il Cavaliere aveva detto che l’evasione fiscale non era un male, c’era stato un grande moto d’indignazione. Oggi no. Per Berlusconi bisogna tagliare le tasse, indipendentemente dal fatto che vi sia chi le paga e chi no, o da quali siano le esigenze dello Stato. Il che, commenta il giornalista, è «delinquenziale e demenziale». La cosa da fare, infatti, è pagare tutti per pagare meno, non, come sostiene l’ex premier, abbassare le tasse per convincere tutti a pagarle. «Nei Paesi seri», dice ancora Travaglio, «chi non paga il fisco finisce in galera». A proposito della berlusconizzazione della politica italiana, è esemplare come Veltroni, nel suo discorso agli imprenditori del nord est abbia recuperato il principio del leader di Forza Italia, secondo il quale occore pagare meno per pagare tutti. (Continua)


| « | Ottobre 2008 | » | ||||
|---|---|---|---|---|---|---|
| Lu | Ma | Me | Gi | Ve | Sa | Do |
| 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | ||
| 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 |
| 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 19 |
| 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 26 |
| 27 | 28 | 29 | 30 | 31 | ||