24.11.07
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Marcia Granparadiso estate
| 16:52
Poco più di un mese è passato dalla prima edizione dell’Aicram Granparadiso «I colori del bosco», che si è conclusa con la grande vittoria di Luigi Sorcelli (ritratto, nella foto, durante la gara), insegnante di Nus (Aosta), alla sua prima partecipazione lungo il tracciato della Marcia. Qualche giorno fa, Luigi mi ha inviato un piccolo testo a commento dell’esperienza (ottemperando alle richieste dell’articolo 8 del regolamento dell’Aicram). Ve lo propongo e invito tutti i partecipanti a scrivere anche loro. Per chi fosse interessato a conoscere la Marcia, rinvio qui.
Il prossimo appuntamento è per la metà di luglio.
Ebbene sì, pur con colpevole ritardo, adempio come da regolamento, ad uno dei miei doveri di vincitore dell'AICRAM versione autunnale e scrivo due righe su quel fatidico 14 ottobre (riguardo alla coppa credo che il regolamento mi conceda ancora tempo).
Che dire? Il mio fisico ha riassorbito anche se con una certa lentezza i postumi di quella gloriosa impresa: vesciche, indolenzimenti vari a gambe e piedi; l'ondata di popolarità che i media mi avevano procurato si è ormai sopita: certo che quando un alunno a scuola mi ha detto: "Prof.!!! Sa che l'ho visto sopra il giornale?!!" la mia felicità è stata così grande che non l'ho ripreso per la sua pochezza grammaticale! Non parliamo poi dei miei concittadini che vedendomi arrancare per Nus sciancato dalle vesciche mi hanno fatto i complimenti: io, ovviamente mi sono schermito dicendo che si trattava di una manifestazione tutt'altro che competitiva, anzi anticompetitiva; ma niente, la gente non voleva crederlo: eh sì, viviamo in tempi in cui il popolo ha bisogno di idoli, eroi.
Torniamo ora alla competizione. Conservo ancora (e lo custodirò gelosamente) lo stampato con il regolamento e l'itinerario e noto ora che il sottotitolo parla di "50 chilometri di allegra passeggiata": tutto vero, ma ad essere sincero la prima parte del percorso, dal prato di Sant'Orso a Les Ors Dessus è stata veramente massacrante: un salitone che non finiva più, ma secondo l'organizzatore, meglio farlo all'inizio che alla fine; ne convengo. (Continua)
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24.11.07
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Politica
| 16:35
Uno dei temi oggi più in voga (almeno fino alla messa in onda del prossimo “distrattore”) è il cosiddetto scandalo «Raiset». Questo mi induce a pubblicare, nonostante il grande ritardo, la cronaca dell’incontro con Giulietto Chiesa, giornalista e parlamentare europeo, tenutosi lo scorso 9 novembre all’espace populaire di Aosta. Si tratta, in particolare, della presentazione del film e del libro Zero, attenta ricostruzione degli attacchi dell’11 settembre 2001 negli Usa, che pone l’accento sulle incongruenze e le menzogne della versione ufficiale dei fatti. L’argomento (informazione e bugie) è quanto mai attuale, anche perché nel corso della serata l’autore avanza alcune proposte concrete per “guarire” la tivù italiana.
Il film non ha la pretesa di spiegare cos’è accaduto davvero; si “limita” a smascherare le bugie raccontate dal governo americano. Ascoltando Chiesa, ad esempio, restiamo stupefatti nello scoprire che, nel sito dell’FBI, Osama Bin Laden figura sì nell’elenco dei ricercati, ma non per l’11 settembre: è accusato di essere il mandante di alcuni attentati più vecchi, presso ambasciate americane nel mondo. Il motivo è semplice e lo spiega la stesso FBI: per quanto riguarda gli attacchi al World Trade Center, «there is no evidence». Vale a dire, non ci sono prove. Ma sulla base di un’accusa non provata la più grande democrazia del mondo ha dichiarato due guerre.
Secondo la versione ufficiale, il crollo delle Torri gemelle andrebbe addebitato all’impatto dei due aerei, combinato col calore dell’incendio che si è sviluppato subito dopo. Nel film ascoltiamo un superstite che, al momento dello scontro, si trovava sei piani sopra il punto della collisione. Per lasciare l’edificio e salvarsi, racconta, ha attraversato la zona dell’incidente. Ma com’è stato possibile attraversare una zona che oggi viene definita un inferno di fuoco? Forse qualcuno ci ha mentito, anche perché le spiegazioni ufficiali non rendono conto di alcune strane esplosioni prodottesi in piani molto più bassi di quelli colpiti dall’aereo. A giudicare dalle tracce di zolfo rilevate, potrebbe essere stata impiegata Termite, un esplosivo capace di portare in poco tempo l’acciaio alla sua temperatura di fusione. Una temperatura che il semplice incendio di carburante non consentirebbe in alcun modo di raggiungere.
Non esistono prove neppure del fatto che i dirottatori ufficiali siano effettivamente saliti sugli aerei. Molte incongruenze, in proposito, sono state rilevate dalla relazione finale della Commissione d’Inchiesta americana. (Continua)
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24.11.07
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Posta prioritaria
| 16:02
Abbiamo appurato ciò che già sapevamo: l’esistenza di rapporti tra dirigenti Rai (il cosiddetto servizio pubblico) e Mediaset (il cosiddetto concorrente privato). Abbiamo preso atto della reazione indignata di Silvio Berlusconi, secondo il quale consultare Mediaset su alcune iniziative era (è?) un «dovere dei dirigenti Rai» e i giornalisti di Repubblica, che hanno pubblicato le intercettazioni «non sanno più a che attaccarsi». Abbiamo smesso da un pezzo di sperare che l’esplodere di un caso costituisca la premessa per un cambiamento del sistema. Se così fosse, Mani pulite avrebbe dovuto trasformare il Paese. E allora, delle due l’una: possiamo emigrare in massa, oppure cercare davvero un appiglio cui aggrapparci (magari, insieme ai giornalisti di Repubblica).
Non vorrei che il mio continuo criticare comunicasse al lettore un senso di sconforto e neppure vorrei essere considerato sempre e a priori “contro”. Così, alla ricerca di un «appiglio», proverò, per una volta, a parlar bene dell’esecutivo. Il 15 novembre 2007 «è stato approvato», cito dal sito del governo, «ad ampia maggioranza (99 Paesi a favore, 52 contrari e 33 astenuti) il testo della risoluzione per la moratoria della pena capitale nel mondo, dalla Terza Commissione dell’Assemblea Generale dell’ONU. Si tratta di un passo decisivo verso l’adozione definitiva della risoluzione da parte dell’Assemblea Generale, che dovrebbe avvenire nella prima metà di dicembre».
Questa, ad esempio, è una buona notizia. Per una volta, devo fare i miei complimenti al governo Prodi. Il recente successo al Palazzo di Vetro dell’Onu non cambia le mie critiche nei confronti di una gestione del Paese che manca di un progetto in positivo che garantisca solidarietà, coesione sociale e la crescita dei diritti di tutte e di tutti. E tuttavia di un bel successo si tratta. Una volta tanto ho inviato al Presidente Prodi una lettera di ringraziamento.
***
Gentile Presidente,
io non so se per caso queste mie lettere giungano fino a lei e neppure so se qualcuno si prenda la briga di leggerle. Normalmente, scrivo per esprimere qualche critica sugli atti del suo governo o sulle magagne della politica italiana. Questa volta no: mi limito a inviarle un biglietto di congratulazioni per il successo del suo esecutivo presso il Palazzo di Vetro dell’Onu circa la moratoria della pena di morte. Mi raccomando, continui in questa direzione: quella per i diritti umani (primo tra i quali è, ovviamente, quello alla vita) è la miglior battaglia che si possa combattere e spetta ai governi delle nazioni garantire il rispetto dei principi fondamentali che fanno della vita umana qualcosa di degno di essere vissuto.
La prego allora, Presidente, di continuare con il suo governo a impegnarsi in tutti gli ambiti per valorizzare il rispetto dei diritti umani; in campo internazionale, come pure nella politica quotidiana della nazione, dove troppo spesso l’esplodere (sospetto) di «emergenze» sociali annebbia il lume della ragione e stimola sentimenti d’intolleranza verso l’altro indegni di un Paese democratico.
Ringraziandola ancora, Presidente, per il suo impegno per la moratoria della pena di morte, le esprimo i miei più cordiali saluti.
Mario Badino
"L'Appeso", la stampa che correda la lettera al Presidente Prodi è opera di Lara Cavagnino.
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23.11.07
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Lo straniero
| 20:40
Ultimamente mi sono dedicato in maniera quasi esclusiva al referendum propositivo che si è tenuto in Valle d’Aosta domenica 18 novembre, così sono rimasto un po’ indietro con quanto successo in Italia negli ultimi tempi. Cerco di rimediare, pubblicando il manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza verso i rom, i rumeni e le donne. L’Italia ha appena realizzato qualcosa d'importante, portando a buon fine la proposta di moratoria della pena di morte presso le Nazioni unite. Dalle Nazioni unite è stata però anche redarguita per il trattamento riservato alle popolazioni rom della Penisola. Il titolo del manifesto è «Il triangolo nero: violenza propaganda e deportazione»: si riferisce al triangolo nero degli asociali, che i nazisti facevano cucire sugli abiti dei rom. In calce all’appello (oltre al link per firmare on line) riporto il collegamento a un altro testo, una lettera aperta alle istituzioni italiane pubblicata sul sito sucar drom all’indomani dell’omicidio di Giovanna Reggiani a Roma. Infine, una breve poesia (mia).
All’Opinione pubblica
Il triangolo nero: Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne.
La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d’allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando “emergenze” e additando capri espiatori.
Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L’omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L’odioso crimine scuote l’Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.
Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena e’ stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è italiana, e che l’assassino non è un uomo, ma un rumeno o un rom.
Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all’uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere. (Continua)
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21.11.07
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Politica
| 15:25
8 MILIONI D'ITALIANI HANNO CHIESTO AL CAVALIERE
DI MANDARE A CASA PRODI.
Ecco come si fa a trovare 8 milioni di voti in poco tempo.
Non era difficile, ma bisognava pensarci. Segno che ad Arcore sono avanti: noi che abitiamo in Valle d'Aosta, per dire, non siamo neanche riusciti a trovare le poche decine di migliaia di voti che ci avrebbero consentito di raggiungere il quorum al referendum...
Ma adesso basta: dobbiamo imparare da chi sa fare così bene!
Clicchiamo sull'immagine qui sopra e poi prendiamo appunti!
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21.11.07
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MedioEvo
| 00:14
Voglia di censura?
L’articolo 21 della nostra Costituzione garantisce la libera espressione del pensiero. Naturalmente ci sono limiti dettati dalla legge però, grosso modo, in Italia (e nel resto del mondo occidentale) la libertà d’espressione è considerata un valore fondamentale. Non sempre, tuttavia, considerare significa attuare. Recentemente, ad esempio, la morte di Enzo Biagi ha fatto tornare d’attualità il tema della censura televisiva, mentre il decreto sul riordino dell’editoria, con il famigerato paragrafo imbavaglia-blog, ha scatenato la rivolta del web e fatto nascere più di un cattivo pensiero nella testa di molti. Mi propongo di fare un piccolo giro d’Europa (e del mondo) per denunciare casi di censura che “macchiano” il pedigree delle nazioni democratiche, quelle che a volte pensano di esportare i loro valori con le armi. Come tutti i miei propositi, immagino che anche questo si perderà per strada… In ogni caso ci provo, incominciando dalla Spagna.
Processo alla satira?
È di una settimana fa la sentenza del processo contro Guillermo Torres e Manel Fontdevilla, disegnatore e soggettista della rivista El Jueves, autori della vignetta satirica pubblicata in copertina dal periodico spagnolo lo scorso 20 luglio e giudicata ingiuriosa nei confronti della Casa reale. A seguito dell’annuncio del capo del governo, José Luis Rodríguez Zapatero, di destinare una sovvenzione di 2500 euro a famiglia per ogni nuovo nato, i due vignettisti avevano ritratto il principe Felipe e la principessa Letizia a letto, durante l’atto sessuale, al di sotto del titolo “Si vede che arrivano le elezioni, ZP! 2500 euro per bambino”. «Ti rendi conto?», diceva il principe: «se rimani incinta… Sarà la cosa più simile a un lavoro che abbia fatto in vita mia!». La Corte, ritenendo i vignettisti «oggettivamente ingiuriosi», li ha condannati ognuno a una multa di 3000 euro. «Non dovremmo essere qui per una simile sciocchezza», aveva detto Manel Fontdevila ai giornalisti prima di entrare in tribunale. «Sono cose che faremmo di nuovo e che, di fatto, abbiamo già fatto altre volte». (Continua)
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19.11.07
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Il referendum propositivo in Italia
| 17:21
Questo articolo è suddiviso in 4 parti:
1 – Il mio arrivo trionfale al seggio;
2 – Il referendum;
3 – Oltre le Colonne di Pont-Saint-Martin
4 – Un poco più in là (Genova per noi)
1 – Il mio arrivo trionfale al seggio.
Ieri pomeriggio, all’entrata della scuola media Luigi Einaudi, dove si trova il mio seggio, volevo fotografare un cartello da mettere sul blog. Un carabiniere di guardia si è avvicinato, mi ha domandato che cosa stessi facendo. Quindi mi ha chiesto i documenti e ha preso nota dei miei dati. Ha anche scritto su un registro il resoconto dell’accaduto. Soltanto allora mi ha chiesto perché mai stessi fotografando quel cartello bianco con la scritta nera «Ai seggi» e la freccia. Gli ho risposto che mi serviva come illustrazione per un articolo del mio blog. Allora si è rassicurato e mi ha spiegato che, se glielo avessi detto all’inizio, lui non avrebbe avuto nulla da ridire. Soltanto, gli era sembrato strano vedere qualcuno che faceva una foto proprio lì, il giorno del referendum… «Con i tempi che corrono!»
Appurato che non ero un terrorista, ho potuto salire le scale e sono andato a votare. Quando sono tornato giù per uscire, il carabiniere mi si è avvicinato e mi ha chiesto, con un certo imbarazzo, se per caso il mio fosse un blog di tipo politico e, per così dire, “contestatore”. Politico sì, ho risposto. Eversivo no. Il carabiniere è stato molto gentile e, al suo posto, anch’io avrei trovato strano qualcuno che si fosse messo a fotografare cartelli all’entrata di una scuola sede di seggio. Ma il dialogo mi ha fatto pensare: possibile che “contestare” sia divenuto sinonimo di “sovvertire”? (Continua)
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19.11.07
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Il referendum propositivo in Italia
| 17:09
Partecipa anche tu alla petizione on line per introdurre il referendum propositivo in Italia e abolire il quorum!
Anche se non rappresento in nessun modo i comitati referendari, avevo sperato nel successo dei referendum. Non è andata bene, sarà per la prossima volta.
A quel 27,6% dei cittadini che è andato a votare esprimo, di cuore, il mio ringraziamento.
Piccola iniziativa:
Se hai votato e pensi di aver fatto il tuo dovere (e naturalmente se hai un sito o un blog), scarica il "calendario" qui a fianco e usalo come banner: a meno di errori da parte mia, ti basterà copiare e incollare il codice <a href="http://mariobadino.noblogs.org/post/2007/11/19/io-almeno-ho-votato"> <img style="vertical-align: top; border: 0px;" src="http://mariobadino.noblogs.org/gallery/516/banner_post_referendum.jpg" alt="18 novembre - Io almeno ho votato!" /></a>
Se non dovesse funzionare, ti prego di comunicarmelo.
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