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Benvenuto, Presidente!

mariobadino | 04 Giugno, 2008 18:46

  Roma, No War No Bush Day
 
 Un anno fa
ero a Roma ad accogliere il Presidente americano, padre della guerra permanente e padrone del mondo. «No Bush, No Prodi, Il nemico è in casa nostra» recitava uno striscione. Il nuovo governo è per Washington un alleato persino più fedele di quello che lo ha preceduto e Bush ritorna a Roma – faccio mie le parole dell’appello del Patto permanente contro la guerra – «per chiudere la partita sulla nuova base Usa a Vicenza, ottenere nuove truppe e nuove regole di combattimento in Afghanistan, coinvolgere l’Italia nell’escalation di guerra contro l’Iran e in Medio Oriente, concretizzare la collaborazione italiana allo Scudo missilistico Usa e alla costruzione degli F 35».
 
 
Foro imperialeQuesta volta, con mio grande rammarico, non potrò andare ad accogliere l’ospite sgradito. Invito tutt* quant* ne abbiano la possibilità ad andare, per manifestare la propria disapprovazione verso l’orrore della guerra senza fine e proporre una visione del mondo e della società diversa da quella basata sulla sopraffazione e sulla legge del più forte. Mobilitiamoci, tutte e tutti, per realizzare gli obiettivi che il Patto permanente contro la guerra propone: ritiro immediato delle truppe italiane dall’Afghanistan, dal Libano, dai Balcani; revoca della decisione di costruire una nuova base militare Usa a Vicenza e smantellamento delle basi militari Usa/Nato nel nostro territorio per riconvertirle a uso civile; revoca dell’adesione dell’Italia allo Scudo missilistico Usa, della partecipazione alla costruzione degli F35, dell’accordo di cooperazione militare tra Italia e Israele; taglio delle spese militari a favore di quelle sociali.
 
 Del resto, ricordate i versi di quella poesia (o è una vecchia canzone?), quella che dice: «L’Italia ripudia la guerra / come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli / e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali».
 
 Peccato che la letteratura non abbia valore di legge, peccato!
 


 Clicca sulle foto, se vuoi ingrandirle.

Resistenza e sport

mariobadino | 01 Giugno, 2008 19:51


Lungo il tragitto della Marcia...
 
 Uno.

 
 
 Tra qualche tempo,
come le navigatrici e i navigatori più assidui immaginano già, incomincerò a parlare della Marcia Granparadiso estate, quest’anno alla sua V edizione, che si terrà a Cogne, in Valle d’Aosta, domenica 13 luglio p.v.
 
 Si tratta di un’iniziativa alla quale do molta importanza, non solo perché è bella e consente di passare ore piacevoli in compagnia, lungo un itinerario fatto di prati, di boschi e sentieri di montagna, ma anche per il suo spirito, completamente acommerciale e anticompetitivo.
 
 Ne parlerò ancora, per il momento basterà dire che è vietato correre (si cammina e basta, meglio se in gruppo ma pure da soli va bene); che non ci sono spese d’iscrizione, basta trovarsi nel luogo e all’ora dell’appuntamento e partire; che il vincitore ha l’obbligo di comprarsi la coppa(Continua)

È tornato l'imperatore!

mariobadino | 31 Maggio, 2008 17:37

 I risultati elettorali nel sito della Regione Valle d'AostaAccade in Valle d'Aosta.
 

 
 
 È tornato l’imperatore.
Così titolava l’edizione nazionale della Stampa a commento delle elezioni regionali ultime scorse. La vittoria è andata all’Union valdôtaine ed è stata travolgente. Ma è stata soprattutto la vittoria dell’ex Presidente della Regione ed ex senatore Augusto Rollandin, noto anche, e democraticamente, come «l'empereur» [l'imperatore]. Ancora una volta, come non manca di ripetersi da 30 anni a questa parte, il partito del leoncino rampante guiderà la Valle d’Aosta. Il partito che invitava a rimanere a casa, a novembre, in occasione del primo referendum propositivo d’Italia. Quello dei 2 mila chilometri di strade poderali in montagna. Quello dell’inceneritore.
 
 ____________
 
 
 Questo blog si rivolge a un pubblico variegato, che magari in parte non conosce la vita politica della regione più piccola d’Italia. E allora sarà il caso di spendere due parole sul nuovo (?!) uomo forte della politica nostrana, tanto nuovo che lo ricordo Presidente al tempo in cui ero bambino. Chissà se tutto ciò che dirò potrà essere usato contro di me; sicuramente nulla di quanto segue è frutto di malevole fantasie o interessi personali. Cito fatti acclarati, conosciuti dai più, ma, evidentemente, giudicati in maniera diversa da come ho fatto io da 13 mila 836 elettori valdostani
(su una popolazione complessiva che supera di poco i 124 mila abitanti, minorenni compresi).
 
  (Continua)

Speciale elezioni Valle d'Aosta 25 maggio/8 giugno 2008

mariobadino | 21 Maggio, 2008 15:33

Uno scorcio della Valle d'Aosta
 Dal momento
che gli amici di oscuroscrutare sono stati così gentili da "lanciare" la notizia che domenica prossima in Valle d'Aosta ci saranno le elezioni regionali (una notizia che oltre i confini valligiani di solito
passa inosservata), mi sento in dovere di fornire un po' di materiale all'incaut* navigante extravaldostan* che, seguendo il link, si fosse perso in questi lidi. La doppia data del titolo (25 maggio/8 giugno) è data dalla possibilità del ballottaggio.
 
 La foto che correda l'articolo raffigura uno scorcio della Valle di Cogne.  (Continua)

Note per la resistenza (1)

mariobadino | 21 Maggio, 2008 15:22

 I. Continuare a scandalizzarsi
 
Note per la resistenza
 Se c’è il sole.
 Se fissi sempre lo stesso scorcio.
 Se alzi gli occhi al monte, alle grondaie, agli alberi.
 Se il mare muove le sue onde.
 Se la passante ha avuto una giornata bella e sorride.
 Allora t’illudi che è sempre tutto uguale:
 che niente è cambiato.
 La sbarra, lo dimostra, che s’alza e si abbassa
 al passaggio delle auto nel cortile,
 indifferente.
 
 Ieri sera ho infranto la mia buona abitudine di non guardare mai il telegiornale (un ottimo sistema per evitare bugie e sangue cattivo) e ho visto in studio, ospite del Tg1, il Ministro degli Interni. Ha detto che la responsabilità per il pogrom di Napoli (non che si sia espresso così, il Ministro) non può essere addebitata al governo attuale, in carica da una settimana appena. Ha detto una mezza verità sulle colpe di Prodi. Ha dimenticato di dire che prima del Berlusconi IV ci sono stati il Berlusconi I, il Berlusconi II e il Berlusconi III.
 
 Continuano le voci dei bambini.
 Il bosco è sorridente.
 Il bianco & nero non passa per decreto.
 Tutto resta uguale: «Come pensate
 che per cambiar l’Italia
 possa bastare una settimana?».
 Continuano i pogrom, naturalmente:
 in strada e negli schermi azzurri.
 Oltre la patina del video
 non è cambiato niente.
 
 
 

Elezioni regionali in Valle d'Aosta

mariobadino | 20 Maggio, 2008 18:13

 Aosta, Palazzo regionaleMi vergogno un poco ma, a meno di una settimana dalle elezioni regionali della Valle d'Aosta, che si terranno domenica prossima, ancora non ho scritto nulla. Pensavo di fare uno «Speciale elezioni», come quello che avevo preparato per le politiche e invece sono stato sommerso d'impegni. È vero che, quando vai a guardare in casa tua, quando tizio e caio assumono i contorni di persone in carne e ossa, ti senti un po' in imbarazzo. Ti spiace l'attacco personale, non lo senti appropriato al tuo stile. Parlare (o anche ospitare) qualche amico che si è candidato non ti sembra bello. Dare indicazioni di voto non è proprio conforme allo spirito di uno spazio che si vuole libero. Però non posso dimenticare alcune cose: che vivo in una regione nella quale da 30 anni governa sempre lo stesso partito, ad esempio. In un’intervista rilasciata al giornalista di Repubblica Curzio Maltese, il Presidente della Regione, Luciano Caveri, ha commentato questo fatto domandandosi: «Perché la gente dovrebbe smettere di votarci, perché si è stancata di stare bene?». E ha aggiunto, all’indirizzo degli eventuali detrattori: «Vadano a raccontarlo ai comuni del Canavese, che da anni chiedono l'annessione alla Val d'Aosta». La risposta di Caveri è fin troppo ovvia, nella sua verità. La realtà locale, per molti versi, «funziona», tanto da apparire anestetizzata, come le notizie del TG3 Regione. La nostra piccola patria è un’isola felice e ciò che accade fuori dai confini (oltre le colonne d’Ercole di Pont-Saint-Martin) riguarda un altro mondo. (Continua)

La grande fontina

mariobadino | 16 Maggio, 2008 20:40

 25 maggio: elezioni regionali in Valle d’Aosta. Se per le politiche avevamo cercato di sdrammatizzare con La grande risata (lo so, non è andata molto bene), stavolta ci riproviamo sabato 24, con una serata intitolata (in chiave localista) «La Grande Fontina»! Cena con piatti in tema all’espace populaire di Aosta (via J-C Mochet, 7, accanto al sottopassaggio che dalla statale porta in corso Ivrea) e lettura di testi sociali, comici, politici, inclassificabili... Si vocifera della presenza di una forma di fontina, che si aggirerà senza sosta fra i tavoli, sul cui scopo tuttavia nulla è dato sapere. Come l’altra volta, la cena sarà seguita da concerti (aggiornerò presto questo post, così da dare notizie più dettagliate). La novità è che il pomeriggio ci sarà un’attività per l’infanzia, a cura del Circolo del Cardo di Aosta, mentre alle 19 è prevista l’Oeura contènta (aperitivo valdostano, che è la tradizione di «happy hour» ma è «happy» solo nel senso che ci si diverte). Che cosa accadrà con le prossime elezioni? Non lo sappiamo, ma la lunga vigilia sarà di certo migliore vissuta assieme…
 
 Perché la serata riesca, tuttavia, c’è bisogno di voi, di volontari che scovino testi e si offrano per interpretarli (o che ce li mandino e li leggiamo noi). Servono testi brevi, incisivi, alla lettura dei quali ci si possa alternare in tanti, per una serata dinamica e partecipativa. Potete inviare il materiale a info.blog@libero.it, con la vostra disponibilità, eventuale, a leggere. Anche per la cena è importante prenotare al numero dell’espace (349 7897228).

Un regime ancora in travaglio

mariobadino | 16 Maggio, 2008 19:24

 Marco TravaglioPubblico di seguito la risposta di Marco Travaglio alle accuse del collega di Repubblica Giuseppe D'Avanzo. A essere in gioco oggi non sono soltanto la reputazione del giornalista o il suo avvenire professionale: prima l'«apriti cielo!», assolutamente bipartisan, seguito alla trasmissione di Fazio, quindi le accuse inverosimili di mafia nei confronti di chi pubblicamente aveva nominato certe amicizie del Presidente del Senato, hanno rivelato il tentativo di tappare la bocca a una voce che (piaccia o non piaccia) rimane libera e canterina in un Paese in cui l'informazione è invece sostanzialmente allineata.
 
 Marco Travaglio è uno di quei giornalisti che non hanno ancora accettato di scrivere per un padrone. Sono penne di cui non possiamo in nessun modo fare a meno, soprattutto in un presente di fascismo montante, mentre il regime incomincia a perdere i freni inibitori, dal momento che ora la propaganda dà i suoi primi frutti. Oggi la morte di un ragazzo per mano di cinque nazisti suscita, a parole, lo sdegno e la solidarietà di tutti, con il Presidente della Camera (si abbrevia Camerata?) che si affanna a chiedere pene esemplari, ma sotto sotto si premura di negare la natura fascista dell'aggressione e soprattutto il ruolo della politica e del suo partito nel promuovere una certa temperie culturale. Mentre domani migliaia di persone giunte da tutta Italia sfileranno a Verona per ricordare Nicola e per dire no ai rigurgiti nazifascisti, a Milano si cerca di organizzare un concerto pubblico, in pieno centro, di gruppi di estrema destra.
 
 Imbavagliare l'informazione, con la calunnia come con la censura, strepitare intorno alla forma per rimuovere i fatti, sono elementi fondamentali del disegno di controllo sociale perseguito dal regime. E quando dico regime non penso a giovani in divisa col moschetto: quello andava bene una volta. Penso piuttosto al desiderio delle lobby di dominare la società e imporre il loro sistema produttivo e la loro visione del mondo. Un disegno attivamente perseguito da anni da chi possiede i mezzi di comunicazione e decide le abitudini, le mode, i modelli culturali.  (Continua)
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