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Divieti e censure in Italia

mariobadino | 28 Agosto, 2008 11:57

 Nutrire piccioni in piazza San Marco
 
 Un piccolo esperimento. Se vi dicessero che sulla spiaggia di Eraclea (Venezia) è in vigore il divieto di costruire castelli di sabbia e di scavare buche, pena un’ammenda da 25 a 250 euro, e che nella Laguna il sindaco Cacciari ha recentemente istituito l’obbligo di guidare il motoscafo col casco, a quale delle due notizie credereste? La seconda, naturalmente, è inventata. La prima, naturalmente, è vera. L’estate 2008, a seguito del decreto sicurezza che amplia i poteri dei sindaci, ha visto il moltiplicarsi incontrollato di divieti locali, talvolta sensati, talaltra francamente assurdi, tanto da far pensare alle fissazioni personali di questo o quel primo cittadino. Nei parchi-giochi di Verona è vietato fumare. Nelle piscine pubbliche di Torino l’accesso è precluso a «vandali, bulli e disturbatori» (perché, prima no?). Inquietante è il caso di Eboli (Salerno), dove sono state vietate le effusioni amorose in pubblico, con multa fino a 500 euro, compreso il «casto bacio», secondo il quotidiano sul quale ho letto la notizia. A Mesagne (Brindisi), la villa comunale (cioè il parco cittadino) è stata vietata al pallone e alle biciclette. A Capri e a Positano non si possono indossare gli zoccoli, per non disturbare i turisti col rumore della suola di legno. Chi abita a Bologna, eviti di farsi un piercing «su parti anatomiche le cui funzionalità potrebbero essere compromesse» (già, ma che vuol dire?): rischia una multa, anche se l'importo è ancora da definire (oltre all’eventuale danno fisico, la beffa, insomma). A 40 anni esatti dalla nascita di quei movimenti che dicevano: «Vietato vietare», L’Italia è pervasa da una vera epidemia censoria. Proibire a un essere umano azioni ovvie come tuffarsi per entrare in mare (in quasi tutte le spiagge d’Italia, multe da 1000 a 3000 euro) significa far violenza alla natura umana, così come vietare di sedere su una panchina (nei parchi pubblici di Voghera, Pavia, è proibito dopo le 23; guai, poi, a Viareggio, a poggiarvi sopra i piedi) o di trattenersi in un parco dopo le 23.30, se si è in più di due (a Novara).
 
 C’è di che rimanere straniti.
 
 
Wanted!
 
 Il problema principale,
comunque, non è la foga proibizionista dei sindaci, quanto piuttosto il fatto di aver conferito ai poteri locali la possibilità di legiferare sulle questioni che a torto o a ragione vengono ricondotte al tema della «sicurezza» in maniera autonoma senza aver fornito al contempo un quadro di riferimento generale, valido per tutta la nazione, che impedisca margini troppo ampi di discrezionalità. È vero, il sindaco di un comune dovrebbe conoscere meglio del governo o del parlamento le esigenze del proprio territorio, ma esiste un limite varcato il quale si rischia di generare, in Italia, una pluralità di legislazioni: come nei film americani, col fuorilegge che si salva dalla polizia varcando il confine della contea. Senza esagerare, vorrei sapere se, girando per il territorio nazionale, straniero nel mio stesso Paese, mi toccherà informarmi di città in città circa le usanze locali, per sapere dove posso sedere sopra una panchina e dove no, se posso trattenermi in un parco, raccogliere funghi o frutti di bosco, bivaccare nei vicoli o magari dare da mangiare ai piccioni. Naturalmente potrò chiedere informazioni ai tanti giovani in divisa che il ministro La Russa ha inviato a presidiare le strade, per cui non tutto è perduto.
 
 A ben vedere, un «quadro di riferimento generale, valido per tutta la nazione» esiste già: è la Costituzione, che indica i diritti e i doveri del cittadino e al cui dettato tutte le leggi (compresi i divieti) debbono uniformarsi. Ma se ciò è vero, mi domando se sia costituzionale, vale a dire legale, vietare un castello di sabbia. A Torino, nel quartiere di San Salvario, non si può mangiare per strada. È vero che i cibi da asporto, consumati direttamente sul marciapiede, possono essere occasione di «schiamazzi o di disturbo» e costituire «una situazione di degrado», ma non si capisce per quale ragione chi si comporta educatamente e getta il contenitore del pranzo nel bidone non possa consumare per strada il proprio pasto, se lo desidera. Fa rabbia, oltretutto, sapere che la legge non è più uguale per tutti: guardando attentamente alle innovazioni introdotte dal governo, dobbiamo immaginare – a rigor di logica – che in Italia esistano almeno 4 privilegiati (il Presidente della Repubblica, quelli delle due Camere e il premier) che possono continuare
impunemente a innalzare castelli di sabbia a Eraclea, o magari a scavare buche. Viceversa, con l’inasprimento di un terzo della pena introdotto dall’esecutivo contro i clandestini che commettano un reato, abbiamo istituito ufficialmente i paria. Poniamo il caso di un italiano sorpreso a dare un bacio in strada, a Eboli, dov’è vietato, e condannato a un’ammenda di 50 euro. Se la persona con la quale si baciava risulterà extracomunitaria e non in regola con il permesso di soggiorno, dovrà corrispondere tre volte tanto: 150 euro per lo stesso «reato», con buona pace dell’uguaglianza, almeno di fronte alla legge, di tutti gli esseri umani.
 
 Pubblico un paio di foto che ho scattato recentemente, a Venezia.
 

 Secondo alcuni sindaci, difendere la Terra significa perseguitare i writers.
 

   Si rischia fino a 500 euro di multa, a dare da mangiare ai piccioni. I colombi sono dannosi per i monumenti e possono essere veicolo di infezione – l’ordinanza è motivata. Ma come resistere alla tentazione di riportare le parole di un foglio comparso nottetempo e incollato ai manifesti “antipiccione”? Il tono – è persino specificato – è ironico e la firma autorevole: l’autore sarebbe infatti lo Spirito Santo (!), non a caso raffigurato tante volte sotto le spoglie della colomba.
 
 
 
 
 LEGGI SPECI-ALI
 Colombi? Specie animale!

 “Ma sì!
 Affamiamoli!
 Lasciamoli crepare!
 Sterminiamoli!
 …nei campi di concentramento…
 Noi!: “Specie-Umanoide”, superiore a tutte le altre!...”
 “Spec-ismo”,… “Razz-ismo”,…:
 la “logica” è la stessa!

 Non a caso, circolano per Venezia cupi manifesti che hanno una grafica e die colori che ricordano quelli nazisti!
 
 Impediamo lo sterminio dei colombi!
 
 
Approvato!
 Lo Spirito Santo
 


 PS: Ho scoperto, ad articolo già chiuso, che il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, è stato sorpreso a «balneare», munito di muta e bombole e portando con sé anche la compagna, nella protettissima zona dei Grottoni, in Toscana, al largo dell’isola di Giannutri, dove vivono rarissime specie di uccelli, da non disturbare assolutamente. Fini si è giustificato dicendo di non sapere e ha promesso che pagherà la multa. Berlusconi, al suo posto, avrebbe detto di essere stato frainteso. Resistenza “di destra” contro il Lodo Alfano?

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