Martedì, Aprile 08, 2008

Inceneritore: risposta Regione e sospensione in Consiglio

  Aosta. Palazzo regionaleSull’inceneritore, con qualche ritardo, una notizia cattiva e una buona. Prima la cattiva. Giovedì scorso, l’Assessorato regionale del Territorio, Ambiente e Opere pubbliche ha ritenuto di dover rispondere al volantino del Comitato Rifiuti Zero, parlando di
 
 menzogne, allarmismi ingiustificati, per lo più su aspetti tecnici, volti volutamente a confondere le idee e a sminuire e a interrompere le azioni avviate dalla Regione nel corso degli ultimi anni e finalizzate ad individuare un sistema di trattamento e smaltimento dei rifiuti che assicuri, in coerenza con le disposizioni comunitarie vigenti:

 

  • Il rispetto della nuova normativa comunitaria che limita l’uso della discarica, sino ad oggi sistema privilegiato per lo smaltimento finale dei rifiuti;
  • La piena coerenza con i nuovi e più restrittivi livelli di garanzia ambientale richiesti per i moderni sistemi di trattamento dei rifiuti;
  • Il raggiungimento per un periodo di almeno 25 anni di una gestione autosufficiente nel rispetto dei principi di efficacia, tutela igienico-sanitaria e ambientale e di contenimento dei costi.

 Al Comitato viene negato persino il beneficio del dubbio: si tratta solo di «menzogne» e chi non è d’accordo con la decisione della Giunta è per forza in malafede.
 
 Nel comunicato, pubblicato sul sito istituzionale della Regione Valle d’Aosta e, a quanto mi dicono, inoltrato tramite e-mail a tutti i dipendenti regionali (!), sono presentati gli studi commissionati, che hanno messo a confronto due soluzioni diverse, l’impianto di termovalorizzazione e il trattamento meccanico biologico, individuando nel primo un’alternativa «nettamente più vantaggiosa rispetto alla soluzione di Piano» per quanto concerne «acidificazione, formazione fotochimica di ozono e tossicità umana», mentre «l’indicatore di riscaldamento globale (effetto serra)» sarebbe «sostanzialmente uguale per entrambi gli scenari». Sarò malfidente, ma non mi sembra che la non meglio precisata «soluzione di Piano» e il trattamento meccanico biologico siano la stessa cosa. Come non credo che un trattamento a freddo possa incidere sull’effetto serra allo stesso modo del processo di incenerimento.
 

 Ginkgo Biloba L.

 
 C’è poi la «scelta di procedere alla bonifica delle aree di discarica di Brissogne» che, secondo il comunicato, sarebbe «indipendente rispetto alla decisione della realizzazione di un termovalorizzatore» e legata alla necessità di prevenire «situazioni di emergenza», «ancorché» (viene ammesso) tali aree siano «controllate e realizzate con idonei criteri di impermeabilizzazione».
 
 
Circa «le problematiche della termovalorizzazione» si ribadisce 
 
 che lo studio indica una produzione di scorie, classificate come rifiuti non pericolosi, non superiore al 20% del rifiuto avviato alla termovalorizzazione […] e non superiore al 5% (dal 3 al 5% massimo) di polveri derivanti dai sistemi di abbattimento dei fumi la cui destinazione è quella dell’avvio ad idonei impianti di inertizzazione e smaltimento fuori regione o del ritiro da parte dell’impresa fornitrice del bicarbonato di sodio, per il recupero dei sali in esse contenute.
 
 
Il comunicato si spinge a ricordare quegli «autorevoli esponenti della medicina, per tutti il prof. Veronesi» che hanno in più sedi dichiarato «non esserci alcun nesso tra presenza di termovalorizzatori e malattie anche gravi come quelle oncologiche», ignorando di fatto gli studi epidemiologici di segno contrario e forse anche la sponsorizzazione della Fondazione Veronesi da parte di aziende attive nel ramo della termovalorizzazione. «Si ritiene che ogni informazione diversa, non supportata da elementi scientifici, non rappresenta che terrorismo informativo», si conclude, facendo cadere la parolina magicaterrorismo»), capace di tappare la bocca di chiunque. Ma non è tutto. «Va posto in evidenza», secondo l’assessorato,
 
 
che nei programmi governativi delle due grandi formazioni politiche che si candidano alla guida del Paese, PD e PDL, è indicato tra i primi punti quello della realizzazione di termovalorizzatori, quali sistemi più efficienti per valorizzare risolvendolo, in sicurezza, il problema dei rifiuti che residuano dalle attività di riciclo dei rifiuti differenziati [i grassetti sono miei, ndr].
 
 Cosa che semmai dovrebbe indurci a riflessioni politiche serie, prima del voto del 13 e 14 aprile. Naturalmente, all’assessore sfugge che uno dei candidati premier delle prossime elezioni è Stefano Montanari, lo studioso che, insieme alla moglie, ha scoperto le nanoparticelle, elementi talmente piccoli da sfuggire ai filtri degli inceneritori e pronti per essere assorbiti dal nostro organismo, che poi non li può smaltire perché il metabolismo umano non riesce a eliminarli. Queste nanoparticelle sono cancerogene.
 

 Sophora Japonica

 
 Tutti abbiamo il diritto di difendere le nostre decisioni.
Le argomentazioni della Regione non sembrano molto convincenti, ma la cosa peggiore non è questa. Per ben due volte in apertura del comunicato
(come si è detto), e poi in chiusura, il Comitato Rifiuti Zero è accusato di malafede e dipinto come «terrorista» per avere (pensate un po’) diffuso un «volantino diffamatorio» (!). Inutile domandarsi che cosa scriverebbe l'assessore se nella tranquilla Aosta dovesse mai volare un pomodoro!
 

 In conclusione c’è chi, come il Comitato Rifiuti Zero con la menzogna e la cattiva informazione tende a non risolvere il problema, con il fine di condurre la nostra Regione in situazioni di emergenza rifiuti, proponendo soluzioni utopistiche e impraticabili, cercando, fra l’altro, di spostare la discussione dal contesto tecnico e politico, rappresentati dalla Giunta regionale e dal Consiglio regionale e che responsabilmente hanno scelto e sceglieranno la migliore soluzione proponibile per la Valle d’Aosta, ad un contesto nel quale pochi soggetti attraverso un semplice volantino diffamatorio suscitano apprensioni nell’opinione pubblica, con l’intento di paralizzare ogni iniziativa risolutiva.

 E ancora:

 C’è chi ricorrendo al peggior ecoterrorismo mira a lasciare alle generazioni future un territorio minato da una grande e pericolosa discarica posta al centro di una area fortemente antropizzata. C’è chi per ragioni elettoralistiche cerca di ottenere del consenso facendo leva sulle giuste esigenze di salubrità ambientale, offrendo ai cittadini scenari di inquinamento e insalubrità di moderni e sicuri metodi di smaltimento dei rifiuti [Anche qui i grassetti sono miei].

  Alle questioni tecniche risponde bene il contro-comunicato di Rifiuti Zero, che allego. Per ora mi limito a chiedere a chiunque sia giunto fin qui di scorrere velocemente il volantino incriminato e dire, in tutta onestà, se lo ritiene «diffamatorio». Se la risposta sarà no, immagino che il navigante potrà condividere la mia gioia nell’apprendere la notizia buona, che ho tenuto per ultima così da riacquistare un poco di ottimismo: l’opposizione in Consiglio regionale è riuscita a far ritirare il punto dell’ordine del giorno che prevedeva di votare la risoluzione di Giunta sull’inceneritore. Quindi tutto slitta a dopo le regionali del 23 maggio.
 

 Intanto, lo scorso fine settimana, sono incominciati i volantinaggi.

 

 
 Per chi non fosse di queste parti, dirò che le foto di questo articolo ritraggono uno scorcio del Palazzo regionale e due piante monumentali (con relativi cartelli) che si trovano proprio accanto.
 

Inviato da mariobadino (No inceneritore) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (0)
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