Giovedì, Dicembre 13, 2007

Caro Grillo, da che parte stai?

 Leggi l'articolo del New York TimesTrovo interessante il post di oggi di Beppe Grillo, che rimanda a un articolo del New York Times sulla decadenza italiana e il V-Day. Il giornale Usa riassume la crisi del Belpaese nei seguenti elementi: poca dimestichezza con le nuove tecnologie; stipendi bassi; pochi investimenti dall’estero; poca crescita; pensioni, debito pubblico e costo dell’amministrazione pubblica troppo elevati; aumento della povertà (l’11% delle famiglie italiane vive sotto il livello di povertà e il 15% ha difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio). Il 70% degli italiani tra i 20 e i 30 anni, inoltre, vive a casa dei genitori. Molti dei più brillanti sono costretti a lasciare l’Italia.

 Grillo sottolinea come «Ronald Spogli, l’ambasciatore americano che conosce l’Italia da quaranta anni, avverte che l’Italia rischia una diminuzione del suo ruolo internazionale e delle relazioni con Washington. I migliori amici dell’America sono i business partner e l’Italia non è tra i più importanti. La burocrazia e regole poco chiare hanno portato gli investimenti USA in Italia a soli 16,9 miliardi di dollari nel 2004 mentre in Spagna erano 49,3 miliardi». Per chi desiderasse altri dati, in Danimarca il 64% delle persone si fida del Parlamento, in Italia il 36%.
 Naturalmente, che il nostro Paese sia in crisi è fuori di dubbio. Vorrei capire, però, da che parte sta Beppe Grillo. Leggendo il suo blog, ma anche i libri, infatti, m’ero fatto un’idea di lui come di un alfiere intelligente della decrescita economica, consapevole del fatto che la crescita indefinita dei consumi e del PIL va fermata, perché incompatibile con le sorti del pianeta. Mi ero fatto l’idea che anche Grillo spingesse verso la diminuzione dei consumi (energetici innanzitutto), diminuzione che dipende da una concezione nuova dell’economia e di chi l’economia dovrebbe governare, la politica. Sposare l’analisi del New York Times (preoccupante, per molti aspetti, ma non in tutti i casi condivisibile) significa accettare i parametri di questa società, senza proporsi di cambiare le regole generali. Cercare di governare l'esistente, senza proporsi di cambiarlo dalle fondamenta. Da Grillo mi aspettavo qualcosa di diverso: mi aspettavo di più. È il
«sistema della crescita» ad esempio, proprio quello che il New York Times propugna, il responsabile del continuo aumento dei rifiuti: come fa Grillo a lamentare l'esiguità della crescita e poi a lottare contro gli inceneritori?
 
Quando poi si riportano le parole di Spogli e si scopre che «i migliori amici dell’America sono i business partner » viene spontaneo chiedersi che cosa significhi essere amici dell'America e quindi complici della sua way of life, nonché dei mezzi con i quali gli Usa si garantiscono il dominio del mondo (dice niente la base di Vicenza?).
 Voglio ancora criticare l'ennesima riproposizione del réfrain liberista secondo cui si spenderebbe troppo per lo Stato sociale, mentre la priorità assoluta sarebbe ripianare il debito. Perché dovremmo crederci, se ci sono i soldi per le spese militari? Perché dovremmo crederci, se ci sono i soldi per gli sprechi, per foraggiare imprese inefficienti e, diciamolo pure, bamboccione? Vorrei che Beppe Grillo chiarisse questi aspetti un po' contraddittori della sua "ideologia".
 Il post si conclude con la notizia che domattina Grillo si recherà a Palazzo Madama per consegnare le firme per la legge d'inizativa popolare "Parlamento pulito".
È in queste cose che mi piace seguirlo.

Inviato da mariobadino (Politica) :: Commenti (3) :: Permalink :: Trackback (0)
Questo articolo è stato letto 116 volte

mah ... capirai... [Replica]

il nY Times non e' che sia un'autorita' in ambito giornalistico..

Comment by Gabriele (12/17/2007 00:17)

mah .. capirai.. [Replica]

Grillo ha solo voluto dire che ANCHE il nY Times e' arrivato a parlare del disastro che c'e' in Italia..
come stai Mariolino??

Comment by Gabriele (12/17/2007 00:20)

[Replica]

Bene. Comunque sono d'accordo, Grillo ha solo voluto dire che... E, tutto sommato, mi sembra che il suo ruolo sia ancora positivo. Ma intravedo il rischio che possa incominciare a mettere tante istanze contrapposte nello stesso pentolone. La protesta è protesta, ma a volte è bello avere un progetto. Finora Grillo ha potuto replicare a chi gli diceva populista che in realtà lui di proposte ne ha e ne ha anche fatte tante, dalla decrescita economica al Parlamento pulito. Ma non mi sembra che questo articolo vada nella stessa direzione. Allo stesso modo, non ho apprezzato i suoi "scivoloni" sull'immigrazione, che forse non sono razzisti come il linguaggio che ha usato, ma in questa società il linguaggio è importante. Se parli come certa gente, chi ascolta penserà che il tuo messaggio sia il loro...

Comment by Mario (12/17/2007 12:03)

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