Il diavolo è più brutto di come lo si dipinge

 Rialzati, Italia!Chi da un po’ di tempo frequenta queste pagine sa perfettamente che, per chi scrive, l’ipotesi di una nuova vittoria di Berlusconi costituisce qualcosa di peggio che una tragedia. Lo ricordo perché, ultimamente, mi sono trovato più volte a criticare l’altra faccia del Progetto Veltrusconi (il Partito democratico) e corro il rischio, in questo Paese meraviglioso ormai conquistato al bipartitismo, di essere arruolato tra i seguaci del Cavaliere solo per avere sbeffeggiato il suo “antagonista”. Così ho deciso di occuparmi anche del giovane settantaduenne che il Popolo della Libertà, bontà sua, ha candidato a premier (chissà se se l’aspettava, o se è stata una sorpresa anche per lui). Avrei preferito passare sotto silenzio l’indegna campagna del centrodestra, ma poi ci sono stati alcuni episodi, per così dire, di cronaca che mi hanno “infastidito”: fascisti nelle liste, donne invitate a vendersi al più ricco e subito arruolate nel partito (almeno nelle intenzioni)... Avrei preferito concentrarmi su cose più serie, ma poi ho letto il programma del Popolo della libertà e ho pensato che a volte il diavolo è molto più brutto di come lo si dipinge e che forse aveva senso sopportare la fatica di leggere le 31 schede del programma per fornirne un sunto dei tratti più aberranti a chi si appresta a dare il proprio voto a Berlusconi. Quella che segue non è una sintesi esaustiva, ma solo un estratto delle cose che mi hanno colpito di più. Ce ne sarebbero tante altre e chi le vuole tutte le può trovare nel sito del PDL.  (Continua)

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I COBAS e il 13/14 aprile

 Mele lungo il fiumeVoto o non voto? Tra le posizioni non proprio astensioniste, ma comunque fortemente critiche c’è quella dei COBAS, che riporto di seguito. Trovo che molte considerazioni siano perfettamente condivisibili, alcune le ho espresse più volte anch’io nel blog.
 
 La foto di questo articolo ritrae una serie di mele lungo il fiume di Aosta, la Dora Baltea. Ci si potrebbe chiedere quale sia il senso del suo utilizzo a commento del comunicato dei COBAS: rappresenta le mele marce della politica contro cui il sindacato di base è così critico o dimostra, semplicemente, che non avevo altre foto con cui illustrare questa pagina?
 
 La posizione dei COBAS sulle prossime elezioni
 
 
Prima delle elezioni del  2006 avevamo segnalato in tutte le forme possibili gli enormi rischi di un governo Prodi che proseguisse le politiche berlusconiane senza Berlusconi, con dentro tutta la cosiddetta “sinistra radicale”, una parte della quale aveva operato per anni all’interno dei movimenti di lotta, guadagnandosi benemerenze, simpatia e credito presso significativi settori popolari, salariati, di movimento. Dicemmo: “Peggio di un governo di destra ci può essere solo un governo di ‘sinistra’, o presunta tale, che faccia una politica di destra”. I motivi di allarme ci sembravano evidenti: un governo del genere minacciava di disarmare, assai meglio di Berlusconi, le sinistre vere, i movimenti, le lotte, usando lo spauracchio del ritorno del centrodestra al potere.
 

 Le cose sono andate ancora peggio delle più nere previsioni. Le iniziative del governo sono state improntate al liberismo più sfacciato, al bellicismo, al disprezzo dei lavoratori e dei settori popolari e al culto del padronato; e persino al razzismo anti-migranti, alla più vergognosa sottomissione al Vaticano e a tutti i poteri forti di questo disgraziato Paese.  (Continua)

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Ma se ghe pensu…

 Ma se ghe pensu... Se ghe pensu m'incazzo, non c'è altro da fare.
 
 
Come quando leggo le cronache degli ordinari soprusi di regimi lontani. Ricorda molto il Cile di Pinochet questa mia Italia del luglio 2001… Sono passati sette anni e chi ha reso possibile la mattanza di Genova, al G8, è nuovamente candidato alla poltrona del governo. Chi l’ha eseguita è stato promosso ed è, al momento, Commissario ai rifiuti campani. Intanto si profila all’orizzonte un nuovo G8 italiano, meta prescelta l’isola della Maddalena.
 
 Occorre ricordare, allora. Magari prima del 13 aprile, prima di decidere che Berlusconi è una buona carta perché ci toglierà la tassa sulla casa, perché Prodi ha imposto troppi sacrifici e, in breve, perché il centrosinistra ha deluso (il che, peraltro, è vero). Occorre ricordare chi sono questi signori, che candidano le Mussolini e i Ciarrapico e che si apprestano a mettere le mani sulla Costituzione con la connivenza del Partito democratico e del Quirinale. Occorre ricordare Bolzaneto, la «Guantanamo italiana», contro chi minimizza, perché – dice – «i delinquenti mica si possono trattare con i guanti».  (Continua)

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20 marzo: 5 anni di guerra

 La colomba della pace inseguita da un F-35Domani è il 20 marzo e si "festeggia" il quinto compleanno dell'attacco americano all'Iraq, una guerra che non c'entrava niente (è stato dimostrato) né con Al Qaeda, né con le favolose armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Una guerra sbrigativamente liquidata con un "missione compiuta" pronunciato a bordo di una portaerei, davanti alle telecamere. Una guerra che ha fatto (si dice) più di un milione di morti tra gli iracheni, qualche migliaio tra gli occidentali.
 La seconda guerra mondiale è durata 7 anni, che dovettero sembrare eterni. L'Iraq ci ha stufati da un pezzo: l'abbiamo già dimenticato, a parte gli sproloqui dell'ex ministro Martino, che propone di tornarci. Ma Martino, come nella migliore tradizione della destra italiana, è stato frainteso dalla stampa stalinista.
 Aspettando la pace, propongo un'immagine: la colomba è opera di Danilo Cavallo, il fotomontaggio è di Paolo Rey.

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Se poi ci ammazzano tutti...

 La precarietà della vitaSe poi ci ammazzano tutti, alla fine è una soluzione anche quella: magari nel tentativo di ucciderci moriranno anche loro, ma questo significa soltanto che la soluzione sarà più radicale. Io non capisco come sia possibile accettare senza dir nulla quest'infernale cocktail liberista che mette l'interesse dell'impresa davanti alla vita dei suoi lavoratori, che specula sui tumori, la fame, sull'impoverimento diffuso.
 
 Come accettiamo che interi quartieri delle nostre città diventino trappole per cittadini-topo, siano abbandonati al degrado, come in tante città statunitensi, o alla periferia di Napoli. Non lasceremmo che una stanza, anche una sola, in casa nostra, si trasformasse in un deposito di letame, o di spazzatura, ma permettiamo che il nostro territorio e il tessuto sociale della nostra società siano divorati dal di dentro come corpi malati di cancro.
 
 Non appena possibile pubblicherò qualche dato sugli inceneritori (uno lo vogliono fare anche in Valle d'Aosta, la mia regione; una nuova attrattiva turistica?), sulle altre fonti di energia "sporca" assimilate a quelle rinnovabili, sull'Expo Milano 2015, sui grattacieli di Torino, ecc. A proposito, ieri sera il
Consiglio comunale di Torino, con 30 voti a favore e 10 contrari, ha approvato la variante 164, che consentirà di superare i 150 metri di altezza ai grattacieli da costruire nella zona di Porta Susa. Quello Intesa San Paolo potrà raggiungere i 172 metri. Nella stessa seduta, il Consiglio comunale ha bocciato la proposta lanciata da Sinistra Arcobaleno di un referendum consultivo sulla crescita verticale. Il Comitato Non grattiamo il cielo di Torino ha manifestato la propria contrarietà al progetto, in piazza, con 500 palloncini neri. Dalla Torre Littoria di piazza Castello, un esempio concreto di come un grattacielo possa anche non essere una buona idea, è stato fatto scendere uno striscione di 20 metri con la scritta Un'ombra su Torino. Che purtroppo non è una metafora.
 
 Per gli sviluppi su Torino e su tutto il resto, restate in contatto.

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Appello alle candidate e ai candidati al Parlamento italiano per la pace a Gaza

  Montecitorio, sede della Camera dei DeputatiPubbico un appello per la pace a Gaza, pubblicato sul manifesto del 9 marzo e rivolto al futuro Parlamento italiano da alcun* candidat* alle elezioni politiche del 13 aprile.

 Il futuro parlamento per la pace a Gaza

 Alle candidate e ai candidati al Parlamento italiano

 
 L'esercito israeliano si è per il momento ritirato dalla Striscia di Gaza, lasciando un bagno di sangue che ricorda da vicino l'orrore di Sabra e Shatila. L'attacco, condotto in questi ultimi giorni via terra con l'impiego di mezzi corazzati e l'appoggio dell'aviazione, ha fatto centoundici vittime, tra cui diciassette bambini. Dall'incontro di Annapolis, inutilmente sponsorizzato da George W. Bush come un incontro di pace, sino ad oggi sono oltre trecento le vittime palestinesi, in gran parte civili. Nulla - nemmeno la decisione, presa da alcuni settori di Hamas e a nostro giudizio sbagliata, di lanciare su Israele missili Qassam - giustifica un tale massacro in un conflitto che dura da 60 anni, che ha cancellato la Palestina dalla carta geografica e rischia di cancellare il suo popolo.  (Continua)

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Canale Zero - Una rete per un'informazione vera - Un appello di Giulietto Chiesa

 Pubblico di seguito l'appello di Megachip per un nuovo format tv capace di garantire un'informazione libera. Gli editori di questo nuovo media dovranno essere i cittadini comuni e questo per forza di cose, perché la presenza (e il denaro) di finanziatori eccellenti permetterebbe loro il controllo della nuova rete (il che, ovviamente, sarebbe contrario al proposito iniziale). Prego tutt* quant* di leggere con molta attenzione l'appello firmato, tra gli altri, dall'europarlamentare Giulietto Chiesa e da padre Alex Zanotelli. Si tratta di capire quante persone, nel caso, sarebbero disposte a destinare a questa nuova avventura la somma di 100 euro (o più) a fondo perduto. Per ora nessuno sta raccogliendo i soldi: l'appello è un espediente finalizzato a sapere quale cifra l'iniziativa sarebbe in grado di raccogliere. Per il momento, in soli tre giorni, sono state superate le mille adesioni. Leggete con attenzione, allora, scorrete i nomi dei firmatari, se possibile credete in questa avventura: si tratta di un'idea molto importante, una delle poche speranze che ci sono rimaste di poter rottamare, finalemente, il vecchio modo di fare televisione, quello con le telefonate dei politici ai dirigenti Rai, le principali reti in mano ai soliti noti, dal Cavaliere a Bruno Vespa, e tutto quanto ne discende.
 
 

 
 NUOVO FORMAT TV
 
 DA QUESTO MOMENTO IL SITO DI MEGACHIP SI METTE A DISPOSIZIONE DI TUTTI COLORO CHE VORRANNO ADERIRE ALL'APPELLO PER UNA INFORMAZIONE LIBERA
 
 POTETE FARLO SCRIVENDO A: organizzazionemegachip@gmail.com

 
 CANALE ZERO
 
 Appello per una informazione libera
 
 Cari amici e amiche, compagne e compagni di un'Italia che non si arrende. Lo sfacelo della situazione e della classe politica e una vera e propria emergenza democratica impongono di rompere indugi e timidezze, divisioni e recriminazioni.  (Continua)

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Uòlter Veltroni nella Divina Commedia

 Da un manifesto per stradaChe nella sua Commedia Dante Alighieri prenda in giro il trasformismo politico, fatto di cambi continui di “pelle” è cosa credibile. Che al Dante pellegrino fossero confidate profezie, fatte da santi e da dannati, è cosa risaputa. Forse, però, non tutti sanno che da alcuni versi del canto XXXIV dell’Inferno è possibile trarre rivelazioni sul PD. Basti rileggere con consapevolezza nuova la descrizione di Lucifero fatta dal Poeta:

 Oh quanto parve a me gran maraviglia
 quand’io vidi tre facce alla sua testa!
 L’una dinanzi, e quella era vermiglia;

                                (Inf. XXXIV, 37-39)
 
 Dante sembra riferirsi all’uso, tipico di molti politici di “cambiare faccia”. Quella «dinanzi» potrebbe rappresentare il passato politico del leader del PD, un tempo (molto tempo fa) aderente al Partito comunista (e quindi rosso, «vermigli[o]»);
 
 
 l’altr’eran due, che s’aggiugníeno a questa
 sovr’esso il mezzo di ciascuna spalla,
 e sé giugníeno al luogo della cresta:
 e la destra parea tra bianca e gialla;

                         (Ivi, vv. 40-43)
  (Continua)

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