25 aprile di lotta: No all'inceneritore!

 Giusto qualche foto del banchetto informativo che il Comitato Rifiuti Zero Valle d'Aosta ha allestito ieri 25 aprile in piazza Arco d'Augusto. Le ho dovute scattare con un cellulare perché la mia macchina digitale è, ahimè, rotta. Quella di ieri, comunque, passando così alla cronaca della giornata, è stata un'iniziativa di sensibilizzazione contro la costruzione dell'inceneritore di Brissogne e per un'alternativa più razionale, in grado di evitare le ricadute sulla salute (e sul portafogli) dei cittadini. Si è anche incominciato a raccogliere le firme per una petizione, e la risposta della popolazione è stata più che buona: verso le sei e mezza, quando me ne sono andato, navigavamo - se non sabaglio - verso le 500 firme. Il che, in un giorno solo, non è affatto male. Conto di mettere quanto prima on line  il modulo della petizione da scaricare, così da permettere a chiunque lo desideri di partecipare.
 
 Qualche foto:
 
 

Volontari in posa Volontario Il banchetto Volontaria
 

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Fascismi, 25 aprile, V2-Day, no inceneritore, resistenza

 Un titolo un po' lungo per un insieme di iniziative cui è importante partecipare, mentre la destra che già abbiamo conosciuto ha riconquistato il Paese e anche i gruppi di tradizione più schiettamente fascista (e nazista) alzano la testa e fanno pesare il loro appoggio. Già la politica attuale parla apertamente di ronde notturne e amenità del genere e anche l'ex sinistra (il PD) fa di tutto per superare a destra i bossi del centrodestra e i loro fini...
 
 La sinistra arcobaleno ha pagato i suoi errori e i movimenti, che dal governo Prodi non sono mai stati appoggiati, rischiano di ritrovarsi ancora più soli, soprattutto se è vero che l'esecutivo uscente ha approvato un provvedimento che permetterà di porre il segreto di Stato su quelle opere che interessano la produzione di energia (l'ho letto di sfuggita, non so bene, ci tornerò sopra).
 
 Occorre resistere, l'ho già detto più volte: opporre la nostra intelligenza, le nostre proposte
concrete, politiche ma anche culturali al berlusconismo che (ancora!) avanza. Organizzare magari cineforum, proiettando i programmi Rai di 15 anni fa, per dimostrare a chi non ci crede che qualcosa è cambiato...
 
 E, naturalmente, approfittare del 25 aprile, Festa della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo, per dire no a certe visioni del mondo e, magari, anche per ribadire la nostra adesione ai diritti umani e ai principi della Costituzione italiana. In piazza, allora, ad esempio a Roma («Non passa l'Alemanno!», dice la vignetta di Vauro), per impedire che anche la capitale sia consegnata alla destra, e a questo punto pazienza se l'alternativa è Rutelli.
 
 E in piazza in tutta l'Italia, per riprenderci lo spazio pubblico che le elezioni-farsa della crocetta sul simbolo ci hanno sottratto. (Continua)

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A volte ritornano

 Roma, 9 giugno 2007, No War No Bush DaySembra impossibile, ma il giorno dopo la tragedia c’è pure un po’ di sole e l’aria è la stessa di sempre. Dalla finestra osservo una sbarra che chiude il passaggio alle auto. Continuerà ad alzarsi e abbassarsi indipendentemente dai risultati elettorali, dal ghigno del cavaliere, dall’euforia di certi personaggi… E andando a piedi al lavoro, sento l’asfalto del marciapiede ben fermo, il corpo contento di muoversi.
 
 
Eppure son tornati.
 
 
QUELLI DI BOLZANETO
 
(dovranno gestire un altro G8!)
 
QUELLI DELLA GUERRA IN IRAQ
 
QUELLI DELLA GUERRA IN AFGHANISTAN
 
 
(Sembra che l’ex ministro – il nuovo ministro? – della difesa, Martino, voglia rimuovere i caveat e permettere ai nostri soldati in Afghanistan di sparare; che voglia tornare in Iraq, e per quanto mi riguarda può andarci quando vuole, purché vada solo, e a titolo privato)
 
 
QUELLI DELLE BOTTE AL PRESIDIO NO TAV
 
QUELLI DELLE MAGLIETTE CONTRO MAOMETTO
 
QUELLI DEL PONTE SULLO STRETTO
 

 
(Regalo, a questo proposito, una mia poesia al navigante e al movimento No Ponte; divulgatela pure, se vi piace)
  (Continua)

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Dopo il voto

  Una strada in salitaUna pagina in continua evoluzione con i dati e qualche piccola considerazione sul dopo voto.
 
 Con la premessa che ora bisogna rimboccarsi le maniche, reagire, impedire che il berlusconismo trionfi del tutto in questo Paese disastrato. Una resistenza, prima di tutto, culturale. Continuare a informarsi, non farne passare una liscia a certa gente, non chinare il capo, protestare, promuovere, scendere in strada, in piazza, battere sulle pentole, ma soprattutto continuare a pensare e proporre un mondo migliore, diverso da quello immaginato a Washington, ad Arcore, a Bruxelles... Sulla rete, nelle strade, con la sinistra istituzionale (quella che ancora c'è), con le comunità in lotta, con i valori della Costituzione italiana.
 
 Leggi i risultati elettorali sul sito del Ministero dell'Interno.
 
 Sul blog:
 
 Una risata amara. Elezioni politiche 2008.
 
 Non si può più fare
 (di A. Robecchi, pubblicato sul manifesto del 16 aprile 2008)
 
 Io voto libero
(poiché non tutti i giochi sono ancora fatti)
 
 La bufera ha spazzato via i detriti del ventesimo secolo (di Franco Berardi, Bifo, pubblicato su http://www.rekombinant.org/; preso da http://www.megachip.info/)
 
 Attenzione! Questa pagina «in continua evoluzione» non evolve più! Non appena possibile pubblicherò un altro spazio sul dopo voto e le azioni di resistenza da aggiornare (spero) anche con l'aiuto di chi da queste parti qualche volta naviga...
 

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Una risata amara. Elezioni politiche 2008.

  Una premessa: le foto di questo articolo si riferiscono alla serata di sabato sera all'espace, La grande risata. Colle elezioni non c'entrano proprio...Sabato si rideva, oggi no
 
 Avevo un
paio di foto belle per commentare i risultati elettorali, ma ho deciso di dar retta a mio fratello, che dice che di un certo personaggio si parla già abbastanza. Lo sappia, cavaliere, se mai dovesse leggermi: da me non avrà la copertina!
 
 L'esito di queste elezioni, comunque, mi getta nello sconforto più assoluto. Una persona che stimo è dispiaciuta per la vittoria di Berlusconi, ma si consola col fatto che ora c'è il bipolarismo e che finalmente sarà possibile governare. Anche il risultato della Lega, che, se confermato, raddoppia i suoi voti, sarebbe positivo, perché finalmente si farà il federalismo fiscale.
 
 Io invece non ho nulla per cui festeggiare. Considero il bipartitismo all'americana la fregatura più grande che il nostro Paese potesse autoinfliggersi, una sciagura
tremenda: ora due partiti ideologicamente indistinguibili (uno un po' più rispettoso della legge, l'altro molto meno) si metteranno d'accordo per fare le riforme. I poteri del premier ne usciranno rafforzati e giungeremo, finalmente, all'entusiasmante confronto tra democratici e repubblicani di casa nostra, una supence paragonabile, forse, a quella che suscitano in me Hillary e Obama... La Sinistra arcobaleno, infine, esce con le ossa rotte: a quanto sembra, non sarà rappresentata in Parlamento, ha fatto la fine del PC francese. Se lo merita, naturalmente, ma questo non è una consolazione.  (Continua)

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Per il bene comune, sabotiamo il voto utile

 La lista nazionale Per il bane comuneSo che sono un po' al limite, visto che domenica si vota, e del resto devo fare un sacco di cose e non ho molto tempo, però oggi voglio dare un po' di spazio alla lista civica Per il bene comune, che candida Stefano Montanari (scopritore delle nanoparticelle) alla Presidenza del Consiglio. Il blog non si propone di dare indicazioni elettorali, però, di fronte alla retorica del voto utile, che tanto utile non è (e, più che altro, mi pare molto pericoloso), ho deciso di dare spazio ad altre proposte, sicuramente più interessanti di quella del PD (L).
 
 Abito in Valle d'Aosta, regione che fa circoscrizione a sé. Qui la contrapposizione è solo fra chi appoggia l'Union Valdôtaine e chi vuole scalzarla dal potere. Scegliere per chi votare è relativamente facile, a seconda di ciò che si pensa in proposito: o voti da una parte o voti dall'altra. Al massimo, ti puoi chiedere se andare a votare. In Valle d'Aosta, per di più, molti partiti piccoli non si presentano neppure; io quindi non faccio testo. Ma credo che chi ne ha la possibilità dovrebbe privilegiare quelle voci (rare, ma presenti) che non si propongono di governare l'esistente, ma di superare le contraddizioni di una società iperliberista, incentrata sul diritto di pochi e sulle esigenze della crescita continua del pil.
 
 Gli unici a porsi su questa linea a me sembra che siano il Partito comunista dei lavoratori di Marco Ferrando, sinistra critica di Flavia D'Angeli e, forse meno connotata a sinistra, la lista Per il bene comune, di Montanari (ma anche del senatore Rossi, ex Comunisti italiani). A parte questi, rimane la possibilità di scegliere la Sinistra arcobaleno,  per chi ha paura di disperdere il voto. Però ribadisco (per quello che può valere il mio parere): né con Walter né con Silvio!
 
 Se vuoi
, qui puoi leggere il programma della lista civica Per il bene comune.

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IO VOTO LIBERO

 
 
 Appello:
IO VOTO LIBERO

 Da Locri contro la 'ndrangheta per un voto libero
 Scarica il fac-simile della scheda elettorale

 
 «Dall'uso responsabile del voto iniziamo a costruire una nuova Calabria e una nuova Italia»
 
 Questo è il messaggio che si legge sul fac-simile di scheda elettorale distribuita a Locri dagli organizzatori nella manifestazione del 1° marzo come segno simbolico dell'Alleanza che si è stretta fra tutti coloro che hanno risposto all'appello di Vincenzo Linarello e che hanno deciso di aderire alla richiesta di Alleanza inoltrata dalla comunità della Locride e dell'intera Calabria. «Alleanza», ha chiesto Vincenzo Linarello, non solo solidarietà. «L'Alleanza con noi, dunque, non implica solo la mobilitazione quando siamo colpiti, implica che voi vi dobbiate riappropriare del vostro territorio». Vincenzo sostiene che in gioco c'è il destino dell'Italia. «Siamo ad una svolta: o si costruisce una democrazia vera, riportandola nelle comunità tra la gente, o la 'ndrangheta, le mafie, le massonerie deviate e le holding economiche e finanziarie occuperanno gli spazi che lasceremo vuoti».
 
 Il successo della manifestazione, secondo Vincenzo, si misura ed è al tempo stesso il segno evidente del potere della coscienza per cui la mobilitazione è il frutto dell'autorevolezza del percorso fatto da una comunità ribelle alla 'ndrangheta che ha cercato di fare ciò che dice e di dire ciò che fa. «Perché la coscienza ha un potere grandissimo nella storia: un potere che nessuna struttura di morte può prevaricare o sedare».  (Continua)

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Una testimonianza dalla manifestazione di Locri contro la 'ndrangheta

  Locri, 1° marzoRicevo (e volentieri accolgo) una richiesta di ospitalità da Silvia Berruto, presente alla manifestazione nazionale nonviolenta che si è tenuta lo scorso 1° marzo a Locri, per la legalità e contro la 'ndrangheta. In questo primo articolo ospito la cronaca della manifestazione, con qualche foto di Silvia. In un secondo post pubblicherò l'appello Io voto libero di Vincenzo Linarello, del consorzio Goel, «per un uso responsabile del voto».
 
 LOCRI 1 marzo 2008.
 13 valdostani alla manifestazione nazionale nonviolenta contro la 'ndrangheta

 
 E
sserci.
 
 Per testimoniare.
 
 Per marciare contro ogni illegalità, contro la 'ndrangheta e le massonerie deviate, per la democrazia e per il bene comune. Per un voto libero.
 
 Si è marciato a fianco di un popolo combattivo, quello calabrese, a sostegno delle cooperative sociali di "GOEL" - consorzio di imprese sociali della Locride - e di "Calabria Welfare", il consorzio regionale della cooperazione sociale, la più grande impresa sociale esistente in Calabria. Esso conta circa un migliaio di occupati ed è un sistema che realizza servizi, prodotti, inserimento lavorativo di persone svantaggiate e sviluppo di comunità locali. Si è marciato insieme a "Comunità Libere" una rete nonviolenta di cittadini, famiglie, imprese, organizzazioni sociali a difesa di chi viene attaccato dai poteri antidemocratici e/o violenti. Insieme, "Goel","Calabria Welfare" e "Comunità Libere" hanno chiamato a raccolta tutte le forze libere del paese per "un'alleanza", per resistere e per vincere in Calabria. Per questo un gruppo di 13 valdostani è partito da Aosta alle 5 di sabato 1 marzo ed è arrivato a Locri alle 12,45 dopo un viaggio di più di mille chilometri percorsi in quasi otto ore: prima in furgoncino fino a Torino Caselle, poi in aereo sino a Lamezia Terme e poi, in bus, per circa due ore, attraversando parte dell'Aspromonte in una terra, la Calabria, impervia ma affascinante e di rara bellezza. Stimate fra le duemila e le duemilacinquecento le presenze alla manifestazione per l'appello lanciato da Vincenzo Linarello, presidente di GOEL.  (Continua)

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