Perché si cade + Corteo NO VAT

 

  Siccome siamo in pieno revival, voglio citare quanto scrivevo un anno fa, proprio in questi giorni. In un articolo dal titolo Torna Rutelli - Saluti al Vaticano, pubblicato sul mio vecchio blog, prendevo in esame le dichiarazioni del vicepremier che, col suo collega alla Difesa, il ministro Parisi, andava alzando la voce contro quei membri della maggioranza ostili alla costruzione della base di Vicenza. «Finalmente ci siamo arrivati!», dicevo.
 
 Dire no alla guerra significa essere estremisti. Ce lo spiega Parisi, per il quale l'attuale governo è «pacifico», ma non «pacifista». Ce lo fa capire Rutelli, secondo cui protestare contro la base di Vicenza significa non avere spirito di coalizione. «La misura è stata superata», aveva detto l'altro giorno, prendendosela con la terribile «sinistra radicale». Ma ora ha rincarato, ammonendo i cattivi ragazzi del Parlamento ad «allinearsi» e a «non tirare troppo la corda». Quanto all'Afghanistan, ha lasciato capire che Kabul è necessaria per il governo e per lo stesso bipolarismo... Ritorna lo spauracchio - insopportabile refrain di questo esecutivo - del dopo Prodi, con  Berlusconi in agguato, il nemico pubblico numero uno di nuovo pronto a governare. Che cos'altro legittimi le scelte del governo, oltre alla volontà di governare, non è invece dato sapere. E' proprio vero: «la misura è colma». Colmissima.

 
 Un anno dopo il governo è caduto davvero e forse questi "ragionamenti" ci aiutano a capire il perché. (Continua)

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Cattivi maestri - L'appello "Il mondo accademico solidale con i 67 docenti della Sapienza"

Non so se come insegnante di scuola media faccio parte del «mondo accademico», e se, di conseguenza, sono autorizzato a sottoscrivere l'iniziativa.
 
 In ogni caso, aderisco, almeno idealmente, all'appello "Il mondo accademico solidale con i 67 docenti della Sapienza", firmato dal professor Angelo d'Orsi, professore di storia del pensiero politico presso l'Università degli Studi di Torino. Sul sito www.historiamagistra.com è possibile leggere la versione integrale.
 
 Per aderire bisogna inviare un'e-mail a g.galilei2008@gmail.com precisando nome, cognome, disciplina e sede istituzionale.
 

 Chissà che non faccia piacere anche un messaggio di sostegno dal di fuori del
«mondo accademico» o che non sia utile una visita al sito...
 
 Riporto il post scriptum aggiunto dal professor d'Orsi in calce all'appello:
 
 Post scriptum –
Nella stessa data in cui il presente testo veniva redatto si consumava un fatto di gravità inaudita che ci riporta ai tempi peggiori della storia non solo repubblicana, ma del regime mussoliniano. Nella Commissione Cultura del Senato, si è soprasseduto sulla proposta di nomina del fisico Luigi Maiani – una delle massime autorità scientifiche nel campo – alla Presidenza del CNR, a causa della feroce opposizione da parte della minoranza di destra, per la quale il prof. Maiani è incompatibile con l'incarico essendo egli uno dei "67 della Sapienza".
 
A maggior ragione, il nostro Appello deve essere considerato non soltanto un gesto di solidarietà con Maiani e i suoi e nostri colleghi, ma un momento di raccolta di quanti sono preoccupati per la triste involuzione della vita civile nel nostro Paese.
 Intendiamo
– alcuni di noi, a partire dall’estensore dell’Appello –  proporre d’altre iniziative, anche sulla base dei suggerimenti che giungeranno da parte dei firmatari, ai quali va il nostro ringraziamento, sperando che la loro firma (qualcuno all’ultimo l’ha ritirata “essendo sotto concorso”…), non debba costituire motivo di ricatto o peggio nelle loro carriere scientifiche e accademiche.
 (Ad’O)
 
 Per ulteriori informazioni si rinvia a Giornalismo partecipativo
  


  L'immagine pubblicata in questo articolo è opera di Silvia Rinaldi e mi ritrae davanti a un cartellone della mostra del fotografo americano David La Chapelle, che si è da poco tenuta al Palazzo Reale di Milano.

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26 gennaio 2008 - Giornata sociale globale - Iniziative

 Il 26 gennaio 2008 in tutto il mondo sarà la Giornata di azione globale. È dal 2001 che i movimenti, le associazioni e le ong del pianeta organizzano il Forum Sociale Mondiale. L’anno scorso a Nairobi è stato deciso di trasformare l’appuntamento 2008 in una giornata di mobilitazione diffusa nei vari Paesi. A partire dal 26 gennaio, quindi, le comunità locali proporranno incontri, manifestazioni, concerti, esposizioni e azioni dimostrative volte a conoscere, a confrontarsi e a riflettere sulle grandi questioni dei diritti sociali e culturali, della pace, del consumo critico, della democrazia, dei beni comuni, dell’ambiente, ecc... Perché, come recita il famoso slogan, un mondo migliore è possibile (e necessario, si potrebbe aggiungere).
 Propongo di seguito il comunicato del World Social Forum di Nairobi e il calendario delle iniziative che si svolgeranno nella mia regione, alla realizzazione delle quali sto cercando di partecipare...
 

 
Appello per una giornata mondiale di azione e mobilitazione 26 Gennaio 2008
 
 Con tutta la ricchezza della nostra pluralità e diversità e le nostre alternative e proposte, lottiamo contro il neoliberismo, la guerra, il colonialismo, il razzismo e il patriarcato che producono violenza, sfruttamento, esclusione, povertà, fame e disastri ecologici, privando la gente dei diritti umani.
 Per molti anni abbiamo resistito e costruito processi innovativi, nuove culture di organizzazione e di azione, dal locale al globale, in particolare partendo dalla Carta dei Principi del Forum Sociale Mondiale, da cui questo appello emerge.
 Consapevoli della necessità di stabilire una nostra agenda e di aumentare l'impatto di queste migliaia di manifestazioni ed espressioni, ci impegniamo a rafforzare la solidarietà e convergenza tra le nostre lotte, campagne e costruzioni di alternative ed alleanze.
 Ci impegniamo per una settimana di azione comune che culminerà in una Giornata di Mobilitazione e Azione Globale il 26 Gennaio 2008.
 Con la nostra diversità, che è la nostra forza, invitiamo donne e uomini ad attivarsi per quella settimana con azioni creative, attività, eventi e convergenze focalizzati sulle questioni globali ed espresse nei modi che scelgano.
 
 www.wsf2008.net/it/

 
 Il Forum Sociale Mondiale è uno spazio aperto di incontro per la riflessione, il dibattito, le proposte, lo scambio di esperienze e la creazioni di reti per l’azione da parte dei movimenti della società civile che si oppongono al neoliberismo e alla dominazione del mondo da parte del capitale e a tutte le forme di imperialismo. Questi movimenti si impegnano a costruire una società planetaria basata su relazioni fruttifere tra gli esseri umani e tra questi e la Terra. (dalla Carta dei Principi)

 

 Global Action Day
 Giornata di azione globale

 Programma delle iniziative in Valle d’Aosta (Continua)

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Monnezza

 
 
 Alle donne e agli uomini del Napoletano, che si mettono in gioco per difendere la loro terra
 (E, per conoscenza, alle anime belle, quelle secondo cui i campani sono stupidi, anzi, sono zozzi, no, sono selvaggi…)

 
 Sono decenni, ormai, che la camorra seppellisce illegalmente gran parte dei rifiuti tossici delle industrie del nord nel territorio campano. È un business molto redditizio, che distribuisce milioni ai camorristi e ai loro amici, tumori alla popolazione. Di questo bisogna tenere conto, prima di dire che i cittadini campani sono incivili o imbecilli perché preferiscono razzolare nella loro (loro?) immondizia invece di accettare le soluzioni (soluzioni?) proposte. Non sarà l’ennesima discarica a cielo aperto, situata a ridosso delle abitazioni, né l’ennesimo inceneritore (dispensatore di patologie tumorali, nonostante i filtri e i progressi della tecnologia) a ridare alla Campania, ai suoi campi e pascoli, ai polmoni dei suoi abitanti quella sicurezza che sola può garantire una speranza di futuro per una popolazione.
Ma sarà l’ennesima discarica a cielo aperto, dove magari bruciare allegramente anche i rifiuti tossici, sarà senz’altro il nuovo inceneritore a far piovere moltissimi milioni nelle tasche dei soliti noti. Al coro di politici clamanti, pronti a inviare l’esercito (a far che? Il tirassegno coi barattoli abbandonati per strada? A eliminare la monnezza con le bombe a mano?), pronti a indicare la via dell’accatastamento, la via dell’incenerimento autorizzato, procedendo ovviamente per il commissariamento speciale, senza mai chiedere un parere ai sindaci, senza coinvolgere le comunità locali, come a Vicenza, come in Val di Susa, alla genia dei troppi interessati, i cittadini campani si oppongono, cercando di ottenere per sé e per i propri figli il diritto alla cittadinanza attraverso la lotta, di più, il diritto all’esistenza. Questa la posta in gioco, da un lato; dall’altro i soliti miliardi. Se sposteremo i rifiuti che sono per la via un po’ più in là, appena qualche metro, la gente morirà lo stesso, ma l’emergenza sembrerà risolta, sparirà dalle pagine dei giornali e dai servizi televisivi, quindi non esisterà più. Anche se continuerà a uccidere. Se viceversa avremo il coraggio d’insistere, forse sarà possibile costringere il potere a dare il via a misure alternative, che ci sono e sono praticabili: limitare la produzione di rifiuti, innanzitutto, cosa che deve avvenire in tutto il ciclo vitale del prodotto, dalla produzione al confezionamento, alla distribuzione, al consumo. Differenziare la raccolta e favorire il riciclo dei rifiuti, in secondo luogo, anche se ciò significa togliere il cibo di bocca (e i fondi pubblici) agli inceneritori… (Continua)

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Ancora violenza, ancora Vicenza

Vicenza, 14-15-16 dicembre
 
 Mi sono spesso chiesto che cosa succederebbe se un Presidente del Consiglio dicesse no agli americani. Tutto sommato, non credo che il giorno dopo saremmo bombardati. L'opinione pubblica internazionale non conta più molto, certo, però neppure gli Usa possono ancora permettersi certe cose. Non in Europa, almeno. Perciò se Berlusconi promette una base contro il volere della cittadinanza forse è normale: fare un favore a Bush è nella politica (o nella natura) del Cavaliere. Mi sembra più strano che Prodi confermi, nonostante nulla e nessuno gl'imponga di farlo, gli accordi verbali di Berlusconi, ma questi sono ragionamenti che andavano bene mesi fa, al tempo della prima grande manifestazione nazionale a Vicenza. Nel frattempo, il governo Prodi ha mostrato in più occasioni il suo volto, un volto non esattamente pacifista (con buona pace della Costituzione), con scelte che vanno dalla conferma della cooperazione militare con Israele, alla decisione di partecipare al progetto americano dello Scudo spaziale, fino all'aumento continuo delle spese militari. E poi, naturalmente, c'è la base di Vicenza. Mesi di lotte della popolazione (generosamente attiva per difendere il proprio territorio, trasversalmente alle appartenenze ideologiche tradizionali e alle differenze generazionali) non hanno modificato l'atteggiamento dell'esecutivo che, giorno dopo giorno, ha ripetuto il suo ritornello: la base si farà. Perché, però, non lo ha voluto dire. Si è limitato a tirare in ballo la serietà (la parolina magica del Presidente del Consiglio) che un Paese deve dimostrare rispettando gli accordi presi con le altre potenze. Perché di una politica di potenza si tratta, senz'alcun riguardo per le esigenze reali dei propri amministrati. (Continua)

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Aspettando il 15 dicembre...

No Dal Molin
  Aspettando il 15 dicembre, segnalo la campagna unsubscribe, con la quale è possibile de-sottoscrivere simbolicamente le politiche su cui i nostri governi impostano la guerra al terrorismo: dire no alla pratica della guerra preventiva, alla militarizzazione della società, alla restrizione dei diritti civili...

 Segnalo anche una notizia che ho letto l'altro giorno in una breve sul giornale. A quanto pare, IBM avrebbe depositato un brevetto per una tecnologia in grado di consentire d'inserire interruzioni pubblicitarie (non "saltabili") nei dvd in commercio. Se confermata, la notizia significherebbe che per vedere un film senza interruzioni rimarrebbero soltanto il cinema e internet... Vero o falso che sia, questo mi dà lo spunto per riflettere sul nostro presente e per pubblicizzare (eh eh!) una nuova sezione di prossima apertura sul blog. Parlerà di condizionamenti e si chiamerà, semplicemente, orwell.


 Intanto segnalo un articolo sulle basi americane in Italia.

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VERSO IL 15 DICEMBRE - LETTERA APERTA: SE NON ORA QUANDO?

 Presidio permanente No Dal Molin
 
 
Vicenza, 17 febbraio 2007Ricevo e volentieri pubblico una lettera aperta del Presidio permanente No Dal Molin di Vicenza per la manifestazione europea del prossimo 15 dicembre.
 
 Non lo nascondiamo: siamo dei sognatori; vorremmo impedire alla più grande potenza militare mondiale di mettere casa nel nostro cortile. È vero, siamo anche un po’ testardi; ce lo hanno detto in tutte le salse: «Cari vicentini, mettetevela via, gli interessi della guerra saranno più forti dei vostri presidi». Pazzi? Può darsi: del resto, chi avrebbe montato un Festival-campeggio di 10 giorni?
 Eppure, siamo ancora qui. In questi giorni raddoppiamo il nostro Presidio Permanente; tutto intorno, un silenzio assordante, fatto di quotidiani e telegiornali che, dopo aver assediato Vicenza in concomitanza con il grande corteo del 17 febbraio, ora non hanno più nulla da dire su un movimento che ha continuato a vivere di passione e determinazione. Un movimento che si esprime  tra e con la gente di Vicenza, attraverso iniziative e manifestazioni continue: abbiamo tagliato i cavidotti funzionali alla nuova base Usa, occupato la Basilica Palladiana, piantato 150 alberi all’interno del Dal Molin; abbiamo bloccato, per tre giorni e tre notti, le bonifiche belliche – iniziate un mese fa – necessarie per iniziare la costruzione dell’installazione militare, e le donne del Presidio, sono andate a Firenze per boicottare l’ABC – azienda incaricata delle bonifiche – e proseguire la campagna  dei blocchi.
 Con i primi blocchi dei lavori abbiamo imparato, ancor di più, ad essere una comunità; e abbiamo sentito, da tante parti d’Italia, la solidarietà e la condivisione che tante donne e tanti uomini esprimono per la lotta vicentina.
 Abbiamo chiesto, anche, che i 170 Parlamentari che si sono dichiarati contrari alla realizzazione della nuova base Usa mantengano la propria promessa: portare subito in Parlamento la moratoria sui lavori in attesa dello svolgimento della Seconda Conferenza sulle servitù militari e chiedere la desecretazione degli accordi militari bilaterali.
 
Vicenza, Presidio permanenteQuesto, ad oggi, non è avvenuto: abbiamo già visto il Governo promettere di ascoltare la comunità vicentina e poi tradirla: c’è qualcuno che vuol seguire il solco tracciato da Prodi? Non portare subito in Parlamento la moratoria, infatti, significa comportarsi nello stesso modo del Presidente del Consiglio che, dopo aver promesso di voler considerare la vicenda alla luce della volontà della comunità locale, dichiarò dall’estero di non opporsi alle richieste statunitensi svendendo la nostra città.
 Lo scorso 17 febbraio, insieme, abbiamo dimostrato quanto grande è il movimento che vuol battersi contro la guerra e la militarizzazione del territorio, per la difesa della terra e la costruzione di nuove pratiche di democrazia; ma Vicenza, da sola, è insufficiente a sostenere questa lotta che, pure, accomuna gran parte della popolazione locale: Vicenza è solo un villaggio nella grande comunità che crede in un altro mondo possibile. Abbiamo bisogno, ancora una volta, della vostra condivisione, della vostra partecipazione, della vostra solidarietà.
 Abbiamo convocato, a dicembre, una tre giorni europea di confronto, contaminazione, approfondimento; vogliamo allargare i nostri orizzonti, conoscere nuove comunità, condividere altre lotte. Ma vogliamo, anche, dimostrare che la vicenda del Dal Molin è ancora aperta: per questo il 15 dicembre un grande corteo attraverserà le strade della nostra città. Abbiamo sempre detto che “se si sogna da soli è solo un sogno, se si sogna insieme è la realtà che comincia”: vi chiediamo di condividere il nostro sogno, ancora una volta, perché una terra senza basi di guerra possa diventare realtà.
 Se non ora, quando? Vicenza chiama, ancora una volta: e noi siamo sicuri che risponderete in tanti. Perché Vicenza vive già al di fuori dei suoi confini.
 
 Presidio Permanente, Vicenza 27 novembre 2007

 Leggi l’appello della tre giorni europea.
 Per informazioni e adesioni: comunicazione@nodalmolin.it
 Leggi (e sottoscrivi) l'appello di Alex Zanotelli contro le spese militari.


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Rosso di sera: che cosa fa la sinistra italiana e un appello di Alex Zanotelli

Rosso di sera...Rosso di sera... 


 
 All’indomani della manifestazione del 20 ottobre scrivevo ai quattro segretari della sinistra alternativa, promotori della “Cosa rossa”. Chiedevo loro di unirsi in fretta, partendo da una piattaforma programmatica comune, che poteva essere quella della manifestazione di Roma. Chiedevo loro di recuperare la propria identità di sinistra, minata dall’esperienza governativa, e di recuperarla assolutamente. Anche a costo di uscire dal governo.
 Due segretari (Diliberto e Mussi) mi hanno perfino risposto. Non era necessario, ma mi ha fatto piacere. Il primo si è detto d’accordo con me, il secondo pure, ma ha detto che bisogna impedire la caduta del governo, perché sennò torna Berlusconi.
 Forse a inizio dicembre capiremo meglio che cosa sarà la “Cosa".
 
Sicuramente alle prossime elezioni mi recherò alle urne con il mal di pancia e voterò per il meno peggio (mica posso pensare di non andare e lasciare campo libero agli elettori del Partito democratico delle Libertà).
 Dal 20 ottobre a oggi, comunque, alcuni fatti hanno contribuito ad aumentare il mal di pancia cui accennavo sopra. Con il voto congiunto di destra e sinistra, è stato approvato lo scorso 12 novembre l’aumento delle spese militari e il rifinanziamento dei cpt, quelle strutture che, pubblicamente, la sinistra “alternativa” definisce lager. Subito dopo, il governo ha deciso di “bocciare” le modifiche apportate dalla Commissione Lavoro della Camera al Protocollo sul welfare siglato con le parti sociali lo scorso 23 luglio. Tre senatori “diniani” contano più di 150 parlamentari della sinistra. Concludo con una nuova domanda per i quattro segretari: ma qualche mese o anno di governo può mai giustificare la perdita della propria base?  Pubblico di seguito l’appello di Alex Zanotelli contro le spese militari, cui invito ad aderire inviando un’email a alex.zanotelli@libero.it.
 

 Rimango esterrefatto che la Sinistra Radicale (la cosiddetta Cosa Rossa) abbia votato , il 12 novembre con il Pd e tutta la destra , per finanziare i CPT , le missioni militari e il riarmo del nostro paese. Questo nel silenzio generale di tutta la stampa e i media. Ma anche nel quasi totale silenzio del “mondo della pace “. (Continua)

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