Canale Zero - Una rete per un'informazione vera - Un appello di Giulietto Chiesa
Pubblico di seguito l'appello di Megachip per un nuovo format tv capace di garantire un'informazione libera. Gli editori di questo nuovo media dovranno essere i cittadini comuni e questo per forza di cose, perché la presenza (e il denaro) di finanziatori eccellenti permetterebbe loro il controllo della nuova rete (il che, ovviamente, sarebbe contrario al proposito iniziale). Prego tutt* quant* di leggere con molta attenzione l'appello firmato, tra gli altri, dall'europarlamentare Giulietto Chiesa e da padre Alex Zanotelli. Si tratta di capire quante persone, nel caso, sarebbero disposte a destinare a questa nuova avventura la somma di 100 euro (o più) a fondo perduto. Per ora nessuno sta raccogliendo i soldi: l'appello è un espediente finalizzato a sapere quale cifra l'iniziativa sarebbe in grado di raccogliere. Per il momento, in soli tre giorni, sono state superate le mille adesioni. Leggete con attenzione, allora, scorrete i nomi dei firmatari, se possibile credete in questa avventura: si tratta di un'idea molto importante, una delle poche speranze che ci sono rimaste di poter rottamare, finalemente, il vecchio modo di fare televisione, quello con le telefonate dei politici ai dirigenti Rai, le principali reti in mano ai soliti noti, dal Cavaliere a Bruno Vespa, e tutto quanto ne discende.

NUOVO FORMAT TV
DA QUESTO MOMENTO IL SITO DI MEGACHIP SI METTE A DISPOSIZIONE DI TUTTI COLORO CHE VORRANNO ADERIRE ALL'APPELLO PER UNA INFORMAZIONE LIBERA
POTETE FARLO SCRIVENDO A: organizzazionemegachip@gmail.com
CANALE ZERO
Appello per una informazione libera
Cari amici e amiche, compagne e compagni di un'Italia che non si arrende. Lo sfacelo della situazione e della classe politica e una vera e propria emergenza democratica impongono di rompere indugi e timidezze, divisioni e recriminazioni. (Continua)
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Donna
L'8 marzo è la giornata internazionale della donna. Non sono una donna e non voglio rubare tempo e spazio con le mie parole "maschili", specie in questo momento storico, in cui le donne e i loro diritti sono vittime dell'attacco dei settori più misogeni della società. Ma volentieri dedico questo articolo a tutte le donne e alla giornata di domani. Mi accorgo che emancipazione e pari opportunità sono realtà oggi ancora sconosciute per moltissime, nei Paesi "selvaggi" come in quelli "civili". Fornisco un link al blog FLAT (Femministe e lesbiche ai tavoli), che indica le principali manifestazioni in giro per l'Italia. Nella mia città (Aosta) segnalo l'iniziativa di espace populaire per la sera dell'8, con la cena "grintosa femminile", la proiezione del filmato Donne nel Novecento e interventi vari estemporanei sulla letteratura femminile, il tutto dalle 19.00 in avanti. L'illustrazione di questo articolo è la riproduzione di un dipinto di Lia Mascioni, per gentile concessione dell'autrice.
Nel blog: Otto marzo un anno fa.
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Pulizie di Primavera
Ci siamo, ecco un’altra bislacca iniziativa del blog. Coi tempi che corrono, voglia di pulizia ce n'è tanta e certo piacerebbe a tutt* (tutt* o quasi, insomma) fare le pulizie in occasione del 13 aprile. Politicamente, purtroppo, sarà molto difficile fare piazza pulita di ciò che non ci piace, visto che neppure ci sarà concesso di dare la nostra preferenza. E allora conviene trovare qualcosa d'altro da pulire. Non si tratta di una fuga nell'impolitico (e ancor meno nel privato). Che cosa penso del voto, del resto, l'ho già spiegato.
Venerdì 21 marzo, equinozio di primavera, inizia la nuova stagione. Un tempo si approfittava del ritorno dei fiori e del tepore per ripulire la casa da cima a fondo. Poiché la nostra prima casa è il mondo (e poiché non sempre il mondo è più pulito delle nostre abitazioni) il blog lancia, a tutte e a tutti, una nuova proposta: 21 marzo 2008, Pulizie di Primavera. Scegliamo un’ora della giornata e utilizziamola per pulire un angolo di mondo. Non importa dove ci si trova (già in vacanza per la Pasqua incombente, ancora in città, al lavoro, a passeggio in un bosco o in riva al mare), non importa che si cominci tutti alla stessa ora. Naturalmente ci si può mettere d’accordo e “far le pulizie” insieme, ma si può anche giocare agli eremiti… È valido approfittare dell’occasione per farsi una bella gita (basta portare con sé un saccone per la “raccolta”); è valido raccogliere le carte, le cicche e i cocci di bottiglia nelle aiuole e nelle strade della città (conviene munirsi di un paio di guanti spessi da lavoro); è valido stravaccarsi in riva al mare, a un certo punto alzarsi, fare un’ora di pulizia e poi rimettersi giù con la rivista, le bibite e i panini (ma, per favore, i resti riportateli a casa, sennò che senso ha l’iniziativa?). Insomma, si tratta di pulire un po’ di mondo, ma in maniera molto rilassata e, come al solito, assolutamente auto organizzata.
Naturalmente, l’aspetto "materiale" è obbligatorio. Per partecipare bisogna veramente dedicare un po’ di tempo a raccogliere rifiuti (da un minimo di un’ora a un massimo di ventiquattro, o anche oltre, fate voi!).
Ciò premesso, ognuno è libero di associare all’attività tutti gli aspetti "spirituali" che vuole: mettere ordine, per le Pulizie di Primavera, nelle proprie idee, nella propria rubrica telefonica, cancellare le e-mail già lette e mai eliminate, o magari affrontare qualcosa che si tende a rimandare perché ci dà fastidio. Concedersi un piacere che di solito non ci si permette, anche, come un buon libro, un gelato, una passeggiata (e ripulirsi la psiche!). E ancora: andare al lavoro, a scuola, al parco a piedi o in bicicletta, usare i mezzi pubblici, iniziare a differenziare i propri rifiuti, piantare un albero (poi però bisogna ricordarsi di curarlo)…
Chiunque sia interessato a partecipare lo faccia e basta, non c’è bisogno di telefonate, ritrovi o altre scocciature. Chi volesse, però, può comunicare la sua adesione (con un semplice commento a questo articolo). In questo modo mi permetterà di pubblicare il calendario (eventuale) dei pazzoidi che, nel mondo, dovessero aderire all’iniziativa. Così sarà possibile, per chi lo desidera, aggregarsi a un gruppo e fare "Pulizie di Primavera e di socializzazione". Altra forma di socializzazione possibile: scrivetemi, prima o dopo il 21, un’e-mail (info.blog@libero.it) e raccontatemi le vostre esperienze e idee, che cosa pensate della proposta, del problema rifiuti eccetera eccetera. E, ovviamente, mandatemi le foto!
Il blog pubblicherà volentieri.
NOVITÀ! Leggi il racconto Il bosco sopra Fénis, una passeggiata "ecologica" in montagna.
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Non grattiamo il cielo di Torino - assemblea 5 marzo
Del grattacielo Intesa – San Paolo che dovrebbe nascere a Torino ho già detto altrove. A quanto pare c’è già chi ne propone un altro. Questo pomeriggio (più o meno mentre scrivo, ma non so dire ancora nulla circa l’esito) il comune del capoluogo piemontese sta votando la variante al piano regolatore che potrebbe autorizzare i due progetti. Si toccheranno i 186 m di altezza. Il comitato Non grattiamo il cielo invita tutte e tutti all’assemblea cittadina di mercoledì 5 marzo alle 21 in corso Dante 14 (sala Atc) e chiede un aiuto a far confluire persone e gruppi.
Quella che segue, invece, è una lettera pubblicata sul manifesto di ieri (2 marzo).
Salviamo l'orizzonte urbano a Torino
Esprimiamo la nostra viva preoccupazione per i progetti di due torri - di 172 metri più pannelli (si arriva a 186 metri) - adiacenti al centro storico di Torino che saranno posti in votazione domani, 3 marzo, nel consiglio comunale del capoluogo piemontese. Il paesaggio urbano dovrebbe essere - e a nostro parere è - un bene culturale e un bene comune da salvaguardare, come previsto dal Codice Urbani. È un patrimonio nazionale, come dice la Costituzione. Le esigenze di auto-rappresentazione di una banca, l'esigenza comunale di introitare oneri di urbanizzazione, non devono prevalere su una tutela dell'equilibrio urbanistico e paesaggistico di una città. Non è accettabile che una dinamica finanziaria e edilizia sconvolga il profilo storico di una città così bella e importante, che tutto sommato la stessa Fiat aveva salvaguardato. (Continua)
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Locri vuole vivere: la manifestazione nazionale e l'appello on line
Domani a Locri si svolgerà una manifestazione nazionale contro la 'ndrangheta e per la democrazia. Si tratta di un momento molto importante per una regione, la Calabria, oggi orrendamente schiacciata da poteri forti, legali e illegali, che tolgono ogni speranza di un futuro migliore. Ma in Calabria c'è anche chi non ci sta e lotta, con determinazione, per affermare la legalità e il rispetto dei diritti.
Pubblico di seguito un testo inviatomi da Silvia Berruto, scritto a nome del Consorzio Trait d'Union di Aosta, che spiega l'iniziativa di GOEL (Consorzio di cooperative sociali della Locride) e propone di firmare un appello.
"Dal sogno … una grande alleanza"
Il Consorzio Trait d'Union nella Locride contro ogni illegalità
"Nella Locride per Resistere/Vincere in Calabria. Un'Alleanza contro la n'drangheta e le massonerie deviate, per la democrazia e il bene comune": questo il leitmotiv della manifestazione nazionale che si svolgerà a Locri il 1° marzo 2008.
La manifestazione è organizzata dal Consorzio sociale GOEL (consorzio di cooperative sociali della Locride), da "Calabria Welfare", consorzio regionale della cooperazione sociale, la più grande impresa sociale in Calabria con circa un migliaio di occupati, un sistema che realizza servizi, prodotti, inserimento lavorativo di persone svantaggiate, sviluppo di comunità locali e da "Comunità Libere", rete nonviolenta di cittadini, famiglie, imprese, organizzazioni sociali, a difesa di chi viene attaccato dai poteri antidemocratici e/o violenti. (Continua)
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Torino: sostieni il referendum cittadino sul grattacielo Intesa - San Paolo
Democrazia è una parola abusata, con la quale
s’intende tutto e il contrario di tutto. Democrazia è costruire linee
ferroviarie ad alta velocità, basi militari, catene di assemblaggio di nuovi
caccia bombardieri senza chiedere nulla a nessuno. Democrazia è esportare i
diritti con la guerra, invitare a disertare le urne in occasione di un
referendum, accordarsi per cambiare la Costituzione. Democrazia,
infine, è fondare nuovi partiti a poche settimane dalle elezioni, senza neppure
raccogliere le firme necessarie per la presentazione delle liste. Non ho
firmato per autorizzare la nascita del PD, non ho firmato per autorizzare la
nascita del PDL e, a ben vedere, non ho firmato neppure per la nascita della
Sinistra Arcobaleno. Ma il 13 aprile mi recherò alle urne per fare un segno
sopra un simbolo. Una crocetta, la firma degli analfabeti.
A Torino hanno pensato di derogare al
piano regolatore per tirare su un grattacielo. Potrebbe raggiungere i 150 metri d’altezza. Il
panorama della città, dalla collina, cambierebbe per sempre. Il nuovo
grattacielo dovrà ospitare la sede di Intesa San Paolo: interessi enormi. Ma un
piano regolatore non si cambia a vantaggio esclusivo di qualche privato,
foss’anche il secondo gruppo bancario d’Italia. Un grattacielo vuol dire
cemento, dispendio energetico, significa insostenibilità. Molti cittadini sono
contrari ed è nato il comitato Non grattiamo il cielo di Torino. Dalle mie
parti grattare significa rubare. Ma a chi spetta decidere?
Recentemente, La Sinistra L’Arcobaleno
ha proposto un referendum da tenere presso i cittadini. Il quesito potrebbe
essere il seguente. "È opportuno
autorizzare la costruzione degli edifici a torre con altezza superiore ai 100 metri, comunemente
detti grattacieli, nel centro della città e sulla Spina Centrale, non
escludendone la localizzazione nelle aree periferiche, a patto di verificarne
comunque l’impatto ambientale e paesaggistico?" Sintassi a parte, l’idea è
buona. Per una volta, si potrebbe realizzare un poco di democrazia partecipativa.
Ma la proposta non sembra convincere gli efficientisti e i sostenitori della crescita infinita: potrebbe costituire un pericoloso
precedente. Il comitato contro il grattacielo invita a scrivere ai giornali per
chiedere, come cittadini, che la consultazione popolare abbia luogo.
Giro
l’invito: scriviamo tutt* un’e-mail a lettere@lastampa.it
e a torino@repubblica.it (se
conoscete altri indirizzi, aggiungeteli pure). Io ho scritto anche a lettere@ilmanifesto.it. Pubblico di
seguito la mia lettera.
(Continua)
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La "cultura" dell'illegalità - Incontro con Sandro Ruotolo
Le facce e i commenti dei presenti all’incontro di domenica all’espace esprimono apprensione e sconforto all’idea di tornare a votare per i partiti che hanno dato vita a questa legislatura, per di più con la stessa legge elettorale che li ha insediati. Assieme a Sandro Ruotolo doveva essere presente il magistrato Luigi De Magistris, ma è stato trattenuto a Roma da un impegno. Così a parlare è solo il giornalista di Anno Zero, che traccia un quadro decisamente sconfortante della situazione, salvo poi invitare a non abbandonarsi al pessimismo. E ce la mette tutta per trovare qualche elemento di speranza, indicando come positivo almeno il tentativo messo in atto da Veltroni e Berlusconi di semplificare il quadro politico (che, sia detto tra parentesi, a me lascia piuttosto indifferente, anzi, mi dà fastidio, perché prospetta una poco appetibile alternanza tra due partiti uguali). I temi trattati, però, sono molto interessanti, in particolare quando Ruotolo racconta la sua esperienza degli ultimi mesi in Campania, per seguire l’emergenza rifiuti.
Ma la serata – come ti sbagli – prende le mosse da Ceppaloni, dall’affaire Lonardo-Mastella, dall’evoluzione del concetto di tangente dalla prima alla seconda Repubblica. Fino agli anni ’90, spiega il giornalista, regnava sovrana la mazzetta. Oggi la politica tende piuttosto a piazzare i suoi uomini nei vari ambiti della pubblica amministrazione, in particolare nella sanità. Il meccanismo non è quello della bustarella, ma piuttosto il ricatto di far cadere giunte (o governi, nota mia), in modo di ottenere l’assunzione dei propri candidati. Non trattandosi di corruzione tramite denaro, in questo caso il solo elemento probatorio a disposizione dei magistrati inquirenti sono le intercettazioni ambientali e telefoniche. Il che spiega per quale motivo il Cavaliere abbia fatto della questione della privacy il primo punto del suo nuovo programma elettorale. Si veda, in proposito, la famosa telefonata tra Berlusconi e Saccà, nella quale la compravendita di parlamentari è facilitata dalla collocazione delle soubrette in Rai.
«È questo», dice Ruotolo, «che sta diventando il nostro Paese». (Continua)
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Che cosa penso del V 2 Day
Per spiegare cosa penso di questo secondo
V-Day devo spiegare che cosa penso di Grillo, etichettato da più parti come
populista e campione dell’antipolitica. Un poco penso bene e un altro poco no,
come succede spesso, ma nel complesso mi sembra che le proposte del comico
genovese siano politica e non il suo contrario. Non amo il Grillo che scivola
sull’allarme sicurezza (come pure è successo), utilizzando toni abbastanza
razzisti (forse oltre le intenzioni) e facendo il gioco di quelli che – a destra come a sinistra –
utilizzano la strategia della tensione per tenere buono il cittadino. Non amo
il Grillo che parla di «sacri confini della Patria» o quello che dimentica i
bei discorsi intorno a un’economia diversa, non incentrata su di un modello di
sviluppo insostenibile, per poi accodarsi alle analisi economiche del New York
Times. Non amo il Grillo difensore dei No Tav, però contemporaneamente pappa e
ciccia con Di Pietro, sostenitore dell’alta velocità. Non so ancora che cosa
pensare delle liste civiche, che propongono giustamente un «Rinascimento dal
basso», ma possono suggerire, nel nostro, un certo grado di protagonismo. Molto
spesso, però, l’opera di Grillo è meritoria: infinite volte ho utilizzato (e
certo utilizzerò) notizie e materiale da lui pubblicato sul blog e trovo che tante volte la sostanza di ciò che dice sia corretta, o faccia comunque riflettere.
Che cosa obiettare, infatti, al comico genovese, quando dice che
Le elezioni politiche di aprile sono contro la Costituzione. Il
cittadino non può scegliere i propri rappresentanti. I concessionari dello
Stato non devono fare politica. I referendum non possono essere cancellati. I
referendum non possono essere rinviati. Il risultato delle prossime elezioni è
nullo. L’informazione è nelle mani dei gruppi economici e dei partiti (leggi
tutto).
Ai tempi del primo V-Day, quello che
chiedeva di sostenere tre proposte di legge per cambiare la politica, non ho
avuto dubbi: ho risposto pubblicizzando l’appuntamento su questo blog e andando
a firmare. Trovo sia giusto impedire ai condannati in via definitiva di sedere
in Parlamento, prevedere un limite massimo di legislature, pretendere di
indicare il nome del parlamentare, oltre al simbolo del partito. Potendo
scegliere, chi voterebbe per Cuffaro, dopo la condanna a 5 anni per aver
favorito alcuni mafiosi? Si trattava, per quanto mi riguarda, di tre proposte
intelligenti.
Oggi Beppe attacca l’informazione.
(Continua)
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