Governo a punti
mariobadino | 08 Ottobre, 2008 22:48
Passeggiavo trullo trullo per la strada, quando sono rimasto folgorato da un'idea geniale: il governo a punti. Diamo 10 crediti
al Consiglio dei Ministri, stabiliamo alcune regole e togliamo un punto
ogni volta che l'esecutivo "sgarra". Hai proposto una misura
incostituzionale, dandole valore di legge con un decreto ad hoc?
Via un punto! Hai tagliato i fondi ai servizi basilari, aumentando
magari le spese militari? Via un altro punto! Il sistema è semplice e
credo che sarebbe molto efficace per limitare certi deliri
d'onnipotenza. Quando poi il governante dovesse esaurire i propri crediti, scatterebbe l'espulsione
da Palazzo Chigi (per sempre, però, mica per il resto della
legislatura) e il Capo dello Stato sarebbe chiamato a decidere se
assegnare a qualcun altro l'incarico di formare un nuovo governo o se,
viceversa, sciogliere le Camere e indire nuove elezioni.
Se qualcuno trovasse il sistema troppo macchinoso, si consoli pensando che il meccanismo è stato proposto realmente, dalla Lega, come deterrente per gli stranieri regolarmente in possesso del permesso di soggiorno.
(Continua)
Prendiamoci le mani, non le impronte (il video)
mariobadino | 08 Ottobre, 2008 11:19
Clicca l'immagine per vedere il video.
Ho rivevuto via mail il link di un video girato da Francesca Schiavon e relativo alla mobilitazione organizzata da Acli, Arci, Legambiente, Emergency VdA, Arci Gay, Associazione dei Migranti lo scorso luglio ad Aosta, contro la schedatura etnica dei rom. All'iniziativa era intervenuto anche Moni Ovadia, che aveva avuto parole di fuoco
nei confronti della politica del governo. A distanza di qualche mese,
non mi pare che l'indignazione stia trascinando la gente sulle
barricate: forse ci siamo rifugiati nel tepore dell'indifferenza, nelle
nostre case, con o senza schermo televisivo acceso. Il
governo, invece, non s'è fermato, va avanti, modificando a suo
piacimento il Paese.
Tanto, dice lui, i cittadini hanno deciso con il voto.
Mettere il bavaglio a internet: qualcuno ci riprova! Nell'ignoranza di molt*, il
«Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione [...] significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane» (dalla lettera dei movimenti No Dal Molin e No TAV al movimento studentesco)