Il ritorno di Compare Manganello
mariobadino | 07 Settembre, 2008 18:08
Creare l’incidente per dipingere il movimento come violento e poter ricorrere a un uso più esteso della forza. Il copione non è nuovo e indica la volontà del governo di farla finita con i “piccoli intoppi” (la volontà degli abitanti di un territorio, ad esempio) che contrastano la realizzazione delle «grandi opere»: Compare Manganello ne ha per tutti, tanto in Val di Susa, quanto a Chiaiano o a Vicenza. Ma il pragmatismo dei nostri governanti non ha tenuto conto dell’esistenza delle immagini digitali, sconosciute all’epoca del Ventennio. È già disponibile in rete il video girato dal Global Project di Vicenza durante le cariche di polizia contro i manifestanti vicentini che, sabato scorso, hanno cercato di erigere una torretta di controllo davanti all’ingresso militare dell’aeroporto Dal Molin, per verificare che i lavori di costruzione della progettata nuova base non incomincino alla chetichella. I permessi per realizzare la torretta erano stati chiesti e ottenuti. Un poco di cemento a presa rapida per rendere stabile la struttura ha fatto il miracolo che decenni di costruzioni selvagge in tutto il Paese non hanno mai prodotto: la questura è intervenuta, a modo suo, contro un «abuso edilizio». Il risultato è a base di calci e manganellate contro i manifestanti, interpostisi tra la torretta e le forze dell’ordine in un pacifico sit in. Per il resoconto, si legga sul sito No Dal Molin.
«Gravemente inopportuna» è poi, secondo Silvio Berlusconi, la decisione di consultare la cittadinanza attraverso il referendum popolare che si terrà nella città berica il prossimo 5 ottobre. Il capo del governo ha scritto una lettera al nuovo sindaco di Vicenza, Achille Variati, nella quale ha ribadito che l’area del dal Molin, di proprietà demaniale, è già stata consegnata agli Usa.
Make up
mariobadino | 07 Settembre, 2008 11:54
Il navigatore più attento si sarà accorto che, tra ieri e oggi, la grafica del blog è completamente cambiata: toni più chiari, maggior nitidezza, articoli in veste quasi giornalistica. In poche parole, mi ero stufato della cupezza del vecchio sfondo così sono passato (se mi scusate i tecnicismi) dalla vecchia e ombrosa template Modish alla più luminosa ocadia. Come per tutti i cambiamenti, c'è chi preferiva prima e chi preferisce adesso. Voi cosa ne pensate? Fatemelo sapere con un commento, possibilmente ampio e ragionato (stile «meglio» o «peggio», insomma). Intanto posso garantire due cose: 1) i lavori sono solo all'inizio e i disservizi saranno eliminati al più presto (la grafica degli articoli più vecchi, ad esempio, va risistemata); 2) non cambia nulla dal punto di vista del contenuto (sul quale, pure, inviterei tutt* a esprimersi con un commento).
Ciò detto, colgo l'occasione per dire che mi piacerebbe utilizzare un po' di più queste pagine come uno spazio per l'arte (testi, suoni, immagini - anche in questo caso il blog «ospita» volentieri). Per questo la foto che correda questo articolo ritrae i lavori di ristrutturazione della facciata dell'Accademia di Belle Arti, a Milano, più conosciuta come Accademia di Brera; e l'anonimo striscione appesovi sopra, un invio a far vivere l'arte.
Ridateci l'ICI!
mariobadino | 07 Settembre, 2008 11:28
Come Jan Palach 40 anni fa, anche Roberto Calderoli è disposto a sacrificare la propria vita per un'ideale:
«Io l'Ici l'ho sempre odiata e piuttosto che reintrodurla o proporre
qualcosa che non sia una riduzione del numero e della quantità delle
tasse, prendo una tanica di benzina e vado a bruciarmi davanti al
Quirinale»,
ha dichiarato il Ministro per la Semplificazione normativa. La reazione, in tutta l'Italia, è stata viscerale e univoca:
Ridateci l'ICI!
Mettere il bavaglio a internet: qualcuno ci riprova! Nell'ignoranza di molt*, il
«Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione [...] significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane» (dalla lettera dei movimenti No Dal Molin e No TAV al movimento studentesco)