Un Osservatorio Regionale sui rifiuti?
mariobadino | 02 Settembre, 2008 16:12
Con l’arrivo di settembre riprende fiato la lotta dei movimenti valdostani contro la realizzazione dell’impianto di termovalorizzazione dei rifiuti previsto dall’amministrazione regionale per l’area di Brissogne (Aosta), una struttura, ricordiamolo, che nei progetti della giunta dovrebbe contribuire allo svuotamento dell’attuale discarica regionale. Per la prima volta in Europa si utilizzerebbe una discarica per alimentare un inceneritore. Sarò malfidente, però ritengo che basti questo semplice fatto a spiegare la natura tutta economica delle soluzioni che normalmente vengono privilegiate nella gestione dei rifiuti: senza impiegare l’immondizia ammassata nel corso degli anni a Brissogne, infatti, la spazzatura prodotta in Valle d’Aosta non sarebbe in grado di alimentare il previsto termovalorizzatore, a meno di abolire la raccolta differenziata (obbligatoria per legge) e il conseguente riciclo. Ciò che significa, se la logica è logica, che il termovalorizzatore non è una soluzione adatta alla realtà valdostana. Le perplessità più forti, tuttavia, non sono quelle sull’opportunità economica dell’«affare» (certo lucroso per alcuni, ma a spese dei cittadini), bensì quelle sulla salute. Negli ultimi anni, infatti, studi epidemiologici condotti in presenza di impianti come quello progettato per Brissogne hanno dimostrato oltre ogni possibile dubbio il nesso di causalità tra la presenza dei termovalorizzatori e l’aumento del numero di patologie tumorali nella popolazione.
Nei prossimi giorni, verrà convocata un’assemblea del Comitato Rifiuti Zero Valle d’Aosta, aperta a tutte le persone interessate. Sarà l’occasione per fare il punto della situazione e proporre le iniziative autunnali. Lo scorso primo settembre, intanto, una delegazione di Legambiente, di cui faceva parte anche il responsabile del Comitato Interregionale Piemonte Valle d’Aosta per le questioni relative alla gestione dei rifiuti, Michele Bertolino, ha incontrato l’assessore all’Ambiente della Regione, Manuela Zublena. (Continua)
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«Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione [...] significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane» (dalla lettera dei movimenti No Dal Molin e No TAV al movimento studentesco)