La vera «ragione di Stato»
mariobadino | 24 Agosto, 2008 12:38
21 sintetiche riflessioni, piccoli capisaldi a qualche giorno dalla fine dei combattimenti nel Caucaso.
1) La guerra è sempre un disastro. I giochi di potere delle potenze producono morte.
2) Le esigenze della «politica reale» e della «ragion di Stato» producono morte.
3) Gli appetiti delle nazioni più forti tendono a violare il diritto internazionale per modificare gli equilibri mondiali. Ciò avviene anche quando il contesto è, apparentemente, locale. Insegni qualcosa l’attentato di Sarajevo e, più vicina a noi, l’indipendenza del Kossovo.
4) Ad attaccare è stata la Georgia.
5) Tskhinvali è stata pesantemente bersagliata dall’artiglieria georgiana.
6) Per il diritto internazionale l’Ossezia del Sud è territorio georgiano. Ma un governo non può ristabilire la propria autorità bombardando i civili (punto 6) e neppure attaccare un contingente di pace (punto 7).
7) I caschi blu russi presenti nell’Ossezia del Sud su mandato dell’Onu sono stati aggrediti dalle truppe di Tbilisi. Alcuni sono stati uccisi, altri sono stati feriti.
8) Secondo le leggi della guerra, chi è attaccato ha il diritto di difendersi.
9) La Russia ha ambizioni di grande potenza e non è disposta a farsi pestare i piedi senza reagire.
10) Washington non può non avere una parte, diretta o indiretta, nell’attacco georgiano. Gli Usa riforniscono l’esercito georgiano e mantengono consiglieri militari nel Paese. A luglio la Rice era stata a Tbilisi. Del resto Mikhail Saakashvili «non avrebbe mai osato lanciare l’attacco senza appoggio esterno», secondo il parere di Mikhail Gorbaciov, sulla Stampa del 23 agosto. (Continua)
Mettere il bavaglio a internet: qualcuno ci riprova! Nell'ignoranza di molt*, il
«Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione [...] significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane» (dalla lettera dei movimenti No Dal Molin e No TAV al movimento studentesco)