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Ieri in piazza. Prendiamoci le mani, non le impronte!

mariobadino | 15 Luglio, 2008 15:24

 

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 Ieri 14 luglio alle 17.30 in piazza Chanoux ad Aosta si è tenuta un'iniziativa in solidarietà con la popolazione rom, oggetto del progetto di schedatura del ministro Maroni, contro il quale si è recentemente espresso anche il Parlamento europeo. Ho pubblicato altrove l'appello, cui rimando, firmato da Acli, Arci, Legambiente, Emergency VdA, Arci Gay, Associazione dei Migranti. Quel che è successo, in breve, è che abbiamo chiesto ai cittadini di lasciare le loro impronte per protesta. Ne abbiamo raccolte più di 150. Tutte le impronte saranno inviate a Maroni, come sta accadendo anche nelle altre città d'Italia. Al pomeriggio di mobilitazione è intervenuto anche Moni Ovadia, che ha poi tenuto un concerto sulla Shoah la sera al Teatro romano di Aosta. Spettacolo che Ovadia ha dedicato ai rom. Per la prima volta, in piazza, ho sentito parlare di politici «cattivi», in senso morale, persone (non vorrei sbagliare, citando a memoria) «dal cuore freddo». Forse sono parole, queste, che il linguaggio dell'analisi politica dovrebbe recuperare per descrivere il presente.
 
 Ho anche assistito alla foga di Ovadia, intervistato sul posto dal tg3 regionale, e mi sto chiedendo che cosa Rai 3 abbia poi avuto il coraggio di trasmettere realmente... Oggi, il quotidiano «La Stampa», nelle pagine regionali, ha pubblicato una foto con didascalia, niente articolo e nessun accenno a Moni Ovadia. Mah...
 
 ! Le parole di Moni Ovadia in piazza Chanoux, raccolte «in presa diretta» da Silvia Berruto, sono pubblicate nel sito del Centro Studi Sereno Regis.
 
 Pubblico di seguito un testo che Silvia Berruto, presente all'iniziativa, ma totalmente contraria alla "presa" delle impronte digitali anche in chiave simbolica, mi aveva pregato di pubblicare prima dell'iniziativa.
 
 Scusami, Silvia, ma con la Marcia non c'è stato tempo.  (Continua)

Il resoconto della Marcia

mariobadino | 15 Luglio, 2008 12:18

  Cogne, 13 luglio 2008 - Partenza V Marcia
 
 La Marcia c’è stata, nonostante tutto.
 

 Le previsioni erano terribili: pioggia e temporali tutto il giorno, salvo forse una schiarita nel secondo pomeriggio. Invece è andata bene così, non proprio caldissimo, ma neppure il gelo. Anzi, chi scrive è rimasto colpito da quanto facesse caldo, a salire su da Cogne verso Gimillan e poi da Cretaz a Les Ors… Dopo 5 Marce + 1 Aicram, da veterano della manifestazione, posso dire che quella di domenica, per me, è stata la più faticosa di tutte: forse non ero allenato, forse ho sbagliato passo. È stata bella, però, e i partecipanti sono stati tanti (28), quasi il triplo dell’anno scorso. Chissà quanti saremmo stati con una giornata veramente estiva!
 
 Per chi fosse interessato alla cronaca sportiva, dico subito che non c’è stata storia, tranne che in un caso. Gli 8 che avrebbero finito il percorso completo si sono divisi subito in due gruppi (io arrancavo nel secondo). In testa il sindaco di Cogne, Bruno Zanivan, insieme ai suoi compaesani Celestino Guichardaz e Ferruccio Spuldaro e a Marina Marchetti di Gressan. Il secondo gruppo era composto da chi scrive insieme a Laurent Vicquéry (Sarre) e Leo Doran (Bethesda, Maryland, USA). A Sylvenoire siamo stati raggiunti da Fabio Minocchio di Torino, che era arrivato sulla linea di partenza 20 minuti dopo l’inizio della competizione, ma evidentemente ha fatto presto a recuperare lo svantaggio.
 
 Accanto a questi gruppi, è stato un intersecarsi di arrivi e partenze, con marciatori che hanno fatto solo il pezzo iniziale (colazione alla Sapinière, poco dopo la partenza), che hanno scelto a quale porzione di gara prendere parte, che si sono “reinventati” un percorso, tagliando, saltando qua e là, nel più puro spirito della Marcia. Un gruppo di 5 persone, arrivato in ritardo, ci ha raggiunti in macchina a Valnontey e ci ha accompagnati fino a Sylvenoire. (Continua)

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