mariobadino | 12 Luglio, 2008 16:40
1. Le impronte
Dice un vecchio adagio: «Male non fare, paura non avere». E se davvero vivessimo nel migliore dei mondi possibili certo sarebbe così. Se vivessimo nel migliore dei mondi possibili tutt* daremmo felici allo Stato la nostra impronta digitale: sarebbe una misura molto pratica per individuare i malfattori, nulla più. Ma come fai a fidarti, quando al governo ci sono le stesse persone che gestivano l’ordine pubblico a Genova durante il G8? Persone per le quali le discariche son siti militari e i soldati servono a pattugliare le strade contro la micro-criminalità (mica contro la mafia)? Gente per cui al Dal Molin la base si farà COMUNQUE e la Tav è un impegno preso con l’Europa (Rete 4 evidentemente no)?
2. I rom
Un conto, comunque, è chiedere le impronte a tutti i cittadini, un altro è scegliere la categoria cui domandarle. Il criterio individuato dal Ministero degli Interni è quello etnico: nasci in una certa etnia e perciò vieni censito. La tua ascendenza ti fa potenzialmente pericoloso. A 70 anni esatti dall’entrata in vigore delle leggi razziali in Italia a opera del fascismo, torniamo a giudicare i cittadini non in base a ciò che «fanno», ma in base a ciò che «sono».
DICHIARAZIONE: «Prenderemo le impronte digitali».
DOMANDA: «A chi, ai pregiudicati?»
«No».
Sarebbe opinabile, ma avrebbe una logica.
«A tutti gli stranieri, allora?»
Di nuovo: «No».
Sarebbe xenofobo, schifoso, ma capiremmo il gioco.
Le impronte saranno prese agli appartenenti a una certa etnia, i rom, a loro e solo a loro, in barba al terzo articolo della Costituzione, che ci vuole «eguali», tutti, «senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Giovedì scorso il Parlamento europeo ha approvato, con 336 voti favorevoli, 220 contrari e 77 astenuti, una risoluzione che condanna l’Italia per la decisione di prendere le impronte ai rom. Il Ministro Maroni si è detto «indignato». Intanto, però, parte della società civile reagisce, esprimendo la propria solidarietà nei confronti dei rom con azioni simboliche quali il “dono” della propria impronta.
Pubblico di seguito l’appello per la manifestazione «di solidarietà con i Rom, i clandestini e i migranti, contro le misure razziste e discriminatorie del Governo» organizzata da Acli, Arci, Legambiente, Emergency VdA e Arci Gay, che si terrà lunedì pomeriggio alle 17.30 in piazza Chanoux ad Aosta (sarà, tra l’altro, il 14 luglio: la data potrebbe ricordare qualcosa, come ad esempio i concetti di liberté, égalité, fraternité espressi dalla Rivoluzione francese). Invito tutte e tutti a partecipare.
Campagna contro il razzismo: Prendiamoci le mani, non le impronte!
Lunedì 14 luglio 2008, ore 17.30 piazza Chanoux, Aosta
Raccolta pubblica volontaria di impronte
(Continua)


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