Il Previdente del Consiglio e il gioco (dell'estate?)
mariobadino | 14 Giugno, 2008 12:45
Il nostro Previdente del Consiglio, per non venire meno alla sua proverbiale prudenza, prima di festeggiare l'arrivo del suo compare americano a Roma ha riservato una sezione del carcere di Rebibbia agli eventuali fermati e un' intera ala di ospedale per i possibili feriti. Sarebbe stato spiacevole, infatti, accorgersi all'ultimo momento che non c'era posto per tutti: son quelle cose che ti fan fare brutta figura con l'opinione pubblica di sinistra (PD?).
Chi si aspettava un'altra Genova è rimasto, però, deluso: tutto è andato liscio, il che naturalmente è positivo. Sarebbe stato bello replicare la grande partecipazione dell'anno scorso, però, con quasi 100 mila manifestanti in giro per il centro della città. Quest'anno ci si è fermati a 10 mila, pare. Okay, sto zitto: questa volta non c'ero neppure io (motivi di lavoro), ma non vorrei che ci si fosse già stancati di calpestare asfalto inutilmente. In tanti non aspettano altro che un ritorno di tutt* al privato per poter disegnare senza scocciature la loro idea di mondo.
In epoca di reality show, mi piacerebbe lanciare un gioco. L'idea me l'ha fornita il solito Previdente del Consiglio, immaginando di aprire le vie di Napoli ai volontari, desiderosi (come si sa) di raccogliere i rifiuti. (Sempre meglio di La Russa che le strade le apre ai militari, comunque) Si tratta, in poche parole, di reclutare qualche volontario tra i potenti, tra i più ricchi, tra i privilegiati (ognuno immagini la sua categoria preferita) e metterli in un appartamento normale in una zona normale (neanche troppo disagiata) del nostro Belpaese. Tempo di permanenza: a partire da un mese. Reddito fisso: 800-1000 euro o anche meno (che il concorrente deve versare di tasca sua per partecipare al gioco, ci mancherebbe ancora che glieli dessimo noi!), con i quali il "potente" deve pagarsi l'affitto e tutte le spese quotidiane. Scopo del gioco: mostrare come vive un cittadino normale a chi evidentemente non riesce nemmeno a immaginarlo. Titolo possibile: "Torno coi piedi per terra".
Secondo voi si può fare? Mi piacerebbe che se ne parlasse sul blog.
Mettere il bavaglio a internet: qualcuno ci riprova! Nell'ignoranza di molt*, il
«Difendere l'accesso ai saperi e l'istruzione [...] significa difendere la possibilità di ognuno di noi a opporsi e indignarsi di fronte alle tante imposizioni quotidiane» (dalla lettera dei movimenti No Dal Molin e No TAV al movimento studentesco)