mariobadino | 20 Maggio, 2008 18:13
Mi vergogno un poco
ma, a meno di una settimana dalle elezioni regionali della Valle d'Aosta, che
si terranno domenica prossima, ancora non ho scritto nulla. Pensavo di fare uno
«Speciale elezioni», come quello che avevo preparato per le politiche e invece
sono stato sommerso d'impegni. È vero che, quando vai a guardare in casa tua,
quando tizio e caio assumono i contorni di persone in carne e ossa, ti senti un
po' in imbarazzo. Ti spiace l'attacco personale, non lo senti appropriato al
tuo stile. Parlare (o anche ospitare) qualche amico che si è candidato non ti
sembra bello. Dare indicazioni di voto non è proprio conforme allo spirito di uno
spazio che si vuole libero. Però non posso dimenticare alcune cose: che vivo in
una regione nella quale da 30 anni governa sempre lo stesso partito, ad
esempio. In un’intervista rilasciata al giornalista di Repubblica Curzio
Maltese, il Presidente della Regione, Luciano Caveri, ha commentato questo
fatto domandandosi: «Perché la gente dovrebbe smettere di votarci, perché si è
stancata di stare bene?». E ha aggiunto, all’indirizzo degli eventuali
detrattori: «Vadano a raccontarlo ai comuni del Canavese, che da anni chiedono
l'annessione alla Val d'Aosta». La risposta di Caveri è fin troppo ovvia, nella
sua verità. La realtà locale, per molti versi, «funziona», tanto da apparire anestetizzata,
come le notizie del TG3 Regione. La nostra piccola patria è un’isola felice e
ciò che accade fuori dai confini (oltre le colonne d’Ercole di
Pont-Saint-Martin) riguarda un altro mondo. (Continua)


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