La grande fontina

 25 maggio: elezioni regionali in Valle d’Aosta. Se per le politiche avevamo cercato di sdrammatizzare con La grande risata (lo so, non è andata molto bene), stavolta ci riproviamo sabato 24, con una serata intitolata (in chiave localista) «La Grande Fontina»! Cena con piatti in tema all’espace populaire di Aosta (via J-C Mochet, 7, accanto al sottopassaggio che dalla statale porta in corso Ivrea) e lettura di testi sociali, comici, politici, inclassificabili... Si vocifera della presenza di una forma di fontina, che si aggirerà senza sosta fra i tavoli, sul cui scopo tuttavia nulla è dato sapere. Come l’altra volta, la cena sarà seguita da concerti (aggiornerò presto questo post, così da dare notizie più dettagliate). La novità è che il pomeriggio ci sarà un’attività per l’infanzia, a cura del Circolo del Cardo di Aosta, mentre alle 19 è prevista l’Oeura contènta (aperitivo valdostano, che è la tradizione di «happy hour» ma è «happy» solo nel senso che ci si diverte). Che cosa accadrà con le prossime elezioni? Non lo sappiamo, ma la lunga vigilia sarà di certo migliore vissuta assieme…
 
 Perché la serata riesca, tuttavia, c’è bisogno di voi, di volontari che scovino testi e si offrano per interpretarli (o che ce li mandino e li leggiamo noi). Servono testi brevi, incisivi, alla lettura dei quali ci si possa alternare in tanti, per una serata dinamica e partecipativa. Potete inviare il materiale a info.blog@libero.it, con la vostra disponibilità, eventuale, a leggere. Anche per la cena è importante prenotare al numero dell’espace (349 7897228).

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Un regime ancora in travaglio

 Marco TravaglioPubblico di seguito la risposta di Marco Travaglio alle accuse del collega di Repubblica Giuseppe D'Avanzo. A essere in gioco oggi non sono soltanto la reputazione del giornalista o il suo avvenire professionale: prima l'«apriti cielo!», assolutamente bipartisan, seguito alla trasmissione di Fazio, quindi le accuse inverosimili di mafia nei confronti di chi pubblicamente aveva nominato certe amicizie del Presidente del Senato, hanno rivelato il tentativo di tappare la bocca a una voce che (piaccia o non piaccia) rimane libera e canterina in un Paese in cui l'informazione è invece sostanzialmente allineata.
 
 Marco Travaglio è uno di quei giornalisti che non hanno ancora accettato di scrivere per un padrone. Sono penne di cui non possiamo in nessun modo fare a meno, soprattutto in un presente di fascismo montante, mentre il regime incomincia a perdere i freni inibitori, dal momento che ora la propaganda dà i suoi primi frutti. Oggi la morte di un ragazzo per mano di cinque nazisti suscita, a parole, lo sdegno e la solidarietà di tutti, con il Presidente della Camera (si abbrevia Camerata?) che si affanna a chiedere pene esemplari, ma sotto sotto si premura di negare la natura fascista dell'aggressione e soprattutto il ruolo della politica e del suo partito nel promuovere una certa temperie culturale. Mentre domani migliaia di persone giunte da tutta Italia sfileranno a Verona per ricordare Nicola e per dire no ai rigurgiti nazifascisti, a Milano si cerca di organizzare un concerto pubblico, in pieno centro, di gruppi di estrema destra.
 
 Imbavagliare l'informazione, con la calunnia come con la censura, strepitare intorno alla forma per rimuovere i fatti, sono elementi fondamentali del disegno di controllo sociale perseguito dal regime. E quando dico regime non penso a giovani in divisa col moschetto: quello andava bene una volta. Penso piuttosto al desiderio delle lobby di dominare la società e imporre il loro sistema produttivo e la loro visione del mondo. Un disegno attivamente perseguito da anni da chi possiede i mezzi di comunicazione e decide le abitudini, le mode, i modelli culturali.  (Continua)

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