Due passi sopra la città

 Pubblicavo queste righe un anno fa, nel mio vecchio blog cui, per decenza, non rimando.
 Le ripropongo qui come revival. Per vanità.

 

 
 
 Nel cuore del poeta e nella penna nasce la gioia nel contemplare il mondo e i suoi abitanti. La natura è poesia e la poesia veglia la natura. Il sussulto dell’animo che osserva la bellezza produce un moto spontaneo di stupore, da cui nasce l’impegno, civile e morale, alla difesa. Scegliamo di vivere la bellezza come atto concreto di gioia e d’amore, contro la tentazione di un arido estetismo. Spetta al poeta difendere la natura, cioè proteggere la vita, che ha bisogno di paesaggi come di aria pura. Se faccio attenzione, dal sentiero sul quale mi trovo odo i rumori del fondovalle. Quello che pare lo scrosciare continuo di un torrente è il flusso senza fine del traffico. (Continua)

Inviato da mariobadino (Camminante) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (3)
Questo articolo è stato letto 72 volte

Danimarca: Opposizione nonviolenta al nazismo.

 
 
 Negli ultimi tempi, complice la ricorrenza della Giornata della Memoria, ho pubblicato diversi articoli sulla Shoah e, più in generale, sulla deportazione e lo sterminio di milioni di donne e di uomini all’interno dei lager nazisti.
Li elenco di seguito, così da renderli più facilmente consultabili.
 
 Collettivamente Memoria
 Il Treno della Memoria

 
La Giornata della Memoria La parola libertà. Vite da donne: "44145 Anna"
 L’orrore assoluto

 
 Questo che segue è un altro articolo sullo stesso tema, ma affronta il periodo nazista in una prospettiva diversa: quella della resistenza nonviolenta della popolazione danese contro l’occupazione tedesca. Anche quest’incontro si è svolto all’espace populaire di Aosta, nell’ambito della rassegna Collettivamente Memoria: è stato proiettato il video A Force More Powerful (Una forza più potente), di Steve York, presentato da Angela Dogliotti Marasso del Centro Studi Sereno Regis di Torino.

 (Continua)

Inviato da mariobadino (Lo straniero) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (3)
Questo articolo è stato letto 94 volte

L'orrore assoluto

 Un trasportoIl 3 gennaio del 2005 mi trovavo a Otranto, uno dei centri più belli del leccese, tutto case chiare, addossate l’una all’altra, e tra le case strette stradine in salita, in discesa, e muri che chiudono giardini. Una città stupenda, accomodata sul mare, dominata dal massiccio castello aragonese. All’interno della fortezza, ho visitato una mostra sulla tortura nel Medioevo, distribuita su quindici sale, dov’erano custoditi gli antichi strumenti di supplizio. Prima di cominciare, un cartello invitava a riflettere sui «secoli crudeli e bui» che, diceva,
 
 hanno accompagnato l’umanità sino ai giorni nostri prima che ci venissero riconosciuti quei diritti di uguaglianza che una legge naturale conferisce all’uomo al suo stesso apparire in questo Universo.
 
 Il cartello proseguiva:
 
 Questi diritti, riconquistati tra orrori e sofferenze e tuttavia ancor oggi spesso calpestati […] hanno ridato ad ognuno di noi quella dignità e quella libertà che dovrebbero generare una ragione lucida e consapevole, capace di scegliere il bene. (Continua)

Inviato da mariobadino (Lo straniero) :: Commenti (0) :: Permalink :: Trackback (3)
Questo articolo è stato letto 78 volte