Vuole che le ceneri siano disperse e gli negano il funerale

 Un tempo credevo che una messa funebre non si negasse a nessuno (l’ha ottenuta anche Pinochet, tanto per fare un esempio). Poi il caso di Piergiorgio Welby, tenuto alla larga dal rito per aver desiderato la morte, mi ha insegnato che non era così. L’uomo non può giudicare il dittatore sanguinario perché il giudizio appartiene al Signore, ma può tranquillamente condannare l’ammalato stanco di soffrire. Potremmo cavarcela dicendo che i gusti son gusti, ma questo benedetto papa tedesco ci ripete tutti i giorni che non bisogna cadere nel relativismo. Che pensare, allora? Nuovo materiale per queste riflessioni mi è stato fornito dalla mia città, Aosta, nella quale a un defunto sono stati negati i funerali in chiesa (la parrocchia di Santo Stefano, a circa 200 metri da casa mia) per aver espresso il desiderio, prima di morire, che le sue ceneri fossero sparse al vento. Un desiderio, lo dico per inciso, che condivido in pieno (la Chiesa prenda nota: ho giusto compiuto da qualche giorno l’età di Cristo). Secondo quanto scrive La Stampa nelle pagine regionali, il parroco si è giustificato dicendo alla vedova che «la dispersione delle ceneri è contraria al dogma della Resurrezione». Allora, mi dico, il punto non è la dispersione, ma la cremazione! Che va evitata, perché altrimenti il corpo non potrà più risorgere, visto che si sarà consumato... Ma allora, mi chiedo, bisognerà scomunicare i vermi e impedire al tempo, con apposito decreto pontificio, di mangiarsi i cadaveri, poco o nulla difesi dal legno delle casse o dal marmo dei sepolcri? O risorgeranno solo gli antichi faraoni, grazie alla tecnica della mummificazione e i cartelli indicatori, in Paradiso, saranno pieni di geroglifici? Mentre così ragiono, l’occhio mi cade su uno specchietto, inserito in mezzo all’articolo, e scopro che recentemente la Chiesa ha ammesso la cremazione e che è la dispersione delle ceneri a essere vietata. Non riesco a capire. Leggo meglio il «pezzo» e scopro che nella dispersione delle ceneri è insito il rischio di «panteismo». Così si esprime un altro sacerdote. Sbagliato, insomma, sarebbe il desiderio di “ricongiungersi con il tutto”, perché ciò supporrebbe un sentimento di appartenenza al cosmo, nel quale la vita finirebbe con l’identificarsi per intero nel contingente, elevato a dimensione spirituale e quasi divina. Provo qualche timore, dunque, per il destino ultraterreno di San Francesco, che per tornare alla terra volle essere seppellito senza cassa… (Continua)

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La Biblioteca di Babele (Catalogo generale)

 LA BIBLIOTECA DI BABELE – CATALOGO GENERALE 
 

  N.B.: Come tutto ciò che viene proposto in questo blog, anche i testi contenuti in questa sezione sono pubblicati sotto una licenza Creative Commons. Chiunque, perciò, può riprodurli liberamente, purché ne specifichi l’autore, non abbia finalità commerciali e rispetti l'integrità dell’opera. Le stesse condizioni avranno validità per chi decidesse di pubblicare i propri testi su queste pagine, inviandoli a info.blog@libero.it.
 
 I miei racconti sparsi:

 
 Piccola divagazione in prosa poetica rebelde (?!, sic)
 Ancora lo straniero
 L’epidemia
 Tre belve feroci nella foresta scura
 
  Le mie rime:
 
 Lo straniero
 Ancora due dita di sciampagna   
 Scilla e Cariddi

 Una sezione particolare di questa Biblioteca è costituita dall'archivio Camminante, cui rimando per la consultazione del catalogo.
 
 Prose di ospiti e di naviganti:
 
 Sette mondi
, di Andrea Cogerino
 
 Poesie di ospiti e di naviganti
:
 
 Bianchi carichi rami, di Ivan

 Consulta la Presentazione della Biblioteca di Babele
  

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Monnezza (3)

 
 
 Nelle ultime settimane, la scoperta che in Campania esiste un problema rifiuti ha mandato in fibrillazione i media e il governo. Romano Prodi, dopo aver detto che avrebbe risolto tutto in 24 ore (ricordiamocene alla prossima emergenza, tra qualche mese o tutt’al più un annetto), si è limitato a nominare l’ex capo della polizia De Gennaro commissario ai rifiuti con pieni poteri (potrà interrogare la monnezza tutto il tempo che vorrà, senza bisogno dell’autorizzazione del giudice, e forse anche calcare un po’ la mano per spaventare l’interrogata, in modo che non le venga l’uzzolo di raccontargli eco-balle). Il presidente del consiglio ha anche previsto la costruzione di tre inceneritori, che secondo lui dovrebbero risolvere il problema alla radice. Nessuna speranza, invece, per una legislazione che imponga di produrre meno rifiuti e di utilizzare solo materiali interamente riciclabili.
 

 La finanziaria 2008, a questo proposito è emblematica, perché ha approvato due proroghe per il ciclo dei rifiuti, senza le quali l’Italia avrebbe finalmente imboccato dal 1° gennaio 2008 la strada di una gestione più sostenibile. La prima riguarda lo stop allo smaltimento dei rifiuti indifferenziati in discarica, che sarebbe dovuta entrare in vigore il 1° gennaio 2000. La seconda riguarda l’obbligo del passaggio da tassa a tariffa, prevista inizialmente per il 1° gennaio 1999. Stiamo parlando, rispettivamente di 8 e 9 anni fa, e invece ancora non se n’è fatto nulla.
 

 Ma la manovra 2008
(nei suoi aspetti ambientali) è stata bocciata senza appello dal presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, secondo il quale: «l’ambiente, nella Finanziaria 2008, è stato relegato in un angolino. Nessun provvedimento strutturale, nessuna misura coraggiosa che ponga la manovra 2008 in continuità e rafforzamento rispetto alla precedente». Nessuna novità positiva, insomma. Ad esempio, si torna a investire sulle infrastrutture e sul trasporto su gomma, a scapito dei pendolari. Nel complesso la manovra 2008, ha detto Cogliati Dezza, «non racchiude nessuna strategia di ampio respiro su tematiche fondamentali come trasporti e rifiuti, ma anche le disposizioni per un vero risparmio energetico». (Continua)

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La Biblioteca di Babele (Presentazione)

  Guidubaldo Bonarelli, Filli di Sciro
 L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, orlati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per lato, coprono tutti i lati meno uno; la loro altezza, che è quella stessa di ciascun piano, non supera di molto quella d'una biblioteca normale. Il lato libero dà su un angusto corridoio che porta a un'altra galleria, identica alla prima e a tutte. A destra e a sinistra del corridoio vi sono due gabinetti minuscoli. Uno permette di dormire in piedi; l'altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che s'inabissa e s'innalza nel remoto. Nel corridoio è uno specchio, che fedelmente duplica le apparenze. Gli uomini sogliono inferire da questo specchio che la Biblioteca non è infinita (se realmente fosse tale, perché questa duplicazione illusoria?); io preferisco sognare che queste superfici argentate figurino e promettano l'infinito... La luce procede da frutti sferici che hanno il nome di lampade. Ve ne sono due per esagono, su una traversa. La luce che emettono è insufficiente, incessante.
 (da Jorge Luís Borges, La Biblioteca di Babele)
 
 Questa sezione del blog prende le mosse da una citazione di Jorge Luís Borges e della sterminata Biblioteca di Babele, nata dalla mente dello scrittore argentino. Come in una biblioteca, il visitatore incontrerà scaffali, che conto mano a mano di riempire di testi: poesie, racconti, veri e propri libri troveranno la loro collocazione sui ripiani della Biblioteca. È tutto materiale originale. Quando non specifico nulla significa che l’ho scritto io, altrimenti lo dico.
 
 
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 Consulta il Catalogo generale
 

 La foto di questo articolo raffigura un particolare di un’edizione secentesca della Filli di Sciro, dramma pastorale di Guidubaldo Bonarelli, conte della Rovere. Si tratta di un’opera oggi praticamente sconosciuta, anche se ha goduto a lungo di grande fama in Italia e all’estero.
 Ci sono affezionato perché è stata l’argomento della mia tesi di laurea.

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Camminante

  Camminante  Dice un'antica leggenda che in origine il mondo era una sfera liscia, ricoperta in maniera uniforme di ciottoli piatti. Furono gli esseri umani a dargli la forma attuale, premendo con il loro corpo e scavando solchi con i loro passi, finché le linee divennero strade e i ciottoli terra. Essi portarono la vita battendo e calcando la pietra, giacendovi sopra, sudando, ingrassando la ghiaia col seme, l’urina, il sangue e gli umori, i primi denti, le unghie e saliva, il muco e i capelli, le feci e infine gli avanzi del pasto che l’Angelo di Dio poneva sulla loro mensa.
 
 Vagando continuamente, i primi umani popolarono il mondo in ogni sua parte. Dapprima la loro presenza fu esca agl’insetti e agli uccelli, quindi comparvero i rimanenti animali, che popolarono tutti gli ambienti. La vita cominciò a brulicare e, dopo la morte, i corpi delle creature concorsero a formare l’ossatura dei monti e delle colline.
 
 Oggi che donne e uomini siedono e amano in macchina, a casa, in ufficio, il camminante ricalca i passi degli antichi e, solitario, ne porta avanti il compito. Senza saperlo, s’inventa sciamano. Venera il bosco come cosa bella, preme il sentiero di montagna, odora l’onda del mare e gli ulivi, lungo vecchie piste d’asfalto, coi loro tronchi scuri e nodosi. Osserva benignamente le rovine e i castelli, le vie romane, i ponti: è affetto da nostalgia universale. Come se non bastasse, avverte il proprio corpo che vive e il vento incontra la pelle. Il camminante comprende che le nostre membra han costruito il mondo e ogni sua ferita contribuisce a ucciderci.
 
 Così questa sezione, in cui racchiudo i miei itinerari. Sarò poi felice di accogliere testi altrui, per condividere le strade di altre e altri camminanti, a mo’ di pretesto per invitare al viaggio.
 
 La foto di questo articolo è di Silvia Rinaldi.

 


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 I testi che seguono, salvo diversa indicazione, sono miei.

 
 Il Camminante
 Passeggiata Moulin - Brissogne
 Due passi sopra la città
 Il villaggio abbandonato di Barmaz
 Villeneuve-Châtel Argent

 

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Fate l'amore non l'aids

 


 
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