06.06.07
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Piazzetta della cittadinanza attiva
| 17:11
Se dicessi che questa iniziativa non vuole essere polemica sarei un ipocrita. Ma sabato prossimo il capo del governo del mio Paese incontrerà il Presidente americano Bush, responsabile di una guerra sanguinosa e permanente. Probabilmente gli stringerà la mano. Certo si sorrideranno. Forse si abbracceranno pure (è già successo con Olmert). E' logico, del resto: sono alleati e forse potremmo dire complici. Ma il Presidente del Consiglio è lì perché lo abbiamo votato noi. Che ora ci prendiamo il diritto di scrivergli che cosa vorremmo dicesse al Presidente degli Stati uniti. Prodi ha ricevuto una delega dai suoi concittadini. Spieghiamogli per cosa lo abbiamo delegato.
Utilizzando un linguaggio educato - le lettere d'insulti non servono a niente -
Basta un clic. "Signor Presidente, ecco che cosa mi aspetto che dica all'ospite americano...". Né più né meno, semplicemente.
Io intanto mi sono portato avanti con il lavoro e ho già scritto. Ecco il testo della mia lettera.
Signor Presidente,
questa non è la prima volta che le scrivo.
A Praga il Presidente americano George W. Bush ha ribadito che lo scudo missilistico è "indispensabile per la sicurezza" statunitense. Che è rivolto all'intercettazione di inesistenti missili iraniani e nord coreani e non intende in alcun modo minacciare Mosca.
Il premier russo Putin non è rimasto soddisfatto delle assicurazioni ricevute e, dopo nuovi test balistici, minaccia di uscire dal trattato che ha permesso la rimozione degli euromissili. Il commento di Bush in proposito ("Ha deragliato dalla strada verso la democrazia") è indicativo dell'arroganza e dell'ipocrisia del texano alla Casa Bianca.
Scopriamo in George W. doti di fine umorista che non sospettavamo possedesse.
Confido, infatti, Presidente, che nel suo colloquio di sabato prossimo saprà ricordare al suo ospite tutti i "deragliamenti" dalla democrazia che gli Stati uniti d'America hanno perseguito deliberatamente negli ultimi anni, dall'Iraq, all'Afghanistan a Guantanamo, alla Somalia (e chi più ne ha, più ne metta)...
Confido che saprà smentire con i fatti i timori suscitati dall'intervista a Bush raccolta dal quotidiano La Stampa, dove il Presidente americano sembrava piuttosto sicuro di ottenere dal suo "vecchio amico" Prodi un maggior impegno in Afghanistan.
Confido anche che non sia troppo tardi per un suo ripensamento riguardo alla costruzione della nuova base militare di Vicenza. Molti ritengono che l'arrivo del Presidente Usa in Italia sancirà l'inizio dei lavori. Io non ho voglia di sdraiarmi davanti a una ruspa, persuaso che oggi in Italia non esista altro mezzo per ottenere il rispetto della volontà popolare. Ho voglia piuttosto di credere che il governo del mio Paese saprà svincolarsi dalla politica americana della guerra perpetua (Quali azioni militari, infatti, crede che partiranno dalla nuova base al Dal Molin?).
Ma certe cose bisogna dimostrarle con i fatti e io non sono soddisfatto in nessun modo di questo primo anno del suo governo. Recentemente anche il Ministro D'Alema ha messo in guardia contro l'allontanamento dei cittadini dalla politica. Noi cittadini, in realtà, ci stiamo allontanando dai partiti, non dalla politica.
E come cittadino politicamente responsabile sabato prossimo sarò a Roma, per marciare contro George Bush criminale di guerra e contro il governo Prodi suo fedele alleato.
Leggerò con attenzione il resoconto dei suoi colloqui con Bush e starò attento a quanto seguirà.
Spero in tutta onestà che fatti concreti s'incarichino di smentire i miei timori.
La ringrazio per l'attenzione,
Mario Badino,
cittadino italiano.
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06.06.07
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Attivismo
| 15:40
Negli ultimi anni si è andata affermando una sensibilità nuova presso le comunità locali, desiderose di lottare in prima persona per i propri diritti, senza firmare deleghe in bianco ai partiti e ai professionisti della politica. L’esperienza del movimento No Tav ha fatto scuola e proseliti. A Venezia, a Serre, a Vicenza, o magari in Sicilia, o sulle rive dello Stretto, ovunque in Italia comuni cittadini (giovani, bambini, vecchi) si uniscono e lottano contro gli inceneritori, i rigassificatori, l’alta velocità e le tante opere pubbliche spacciate come necessarie per il progresso del Paese, pericolose in realtà per la salute, l’ambiente, la democrazia.
Normalmente, le grandi opere, per impattanti che siano, sono legittimate con la scusa dell’interesse collettivo. Chi non ci sta è etichettato come egoista, o piuttosto come nimby (dall’acronimo inglese Not in my backyard, non nel mio cortile). È un troglodita, insomma, un ignorante disposto a privare il Paese dei benefici del progresso per salvaguardare il proprio orticello o per qualche misterioso interesse privato.
Anche nella mia regione, per tanti versi bucolica e felice, la retorica ufficiale sulla difesa del territorio si scontra con l’interesse di pochi. Qui grandi opere non se ne fanno: la ferrovia si ferma al di qua delle Alpi, l’aeroporto ha un solo volo nazionale (da e per Roma, una volta al giorno), gli americani fortunatamente non vogliono piazzare aerei né sistemi antimissile.
In Valle d’Aosta lottiamo contro una strada poderale che, arrampicandosi lungo il fianco della montagna, dovrà raggiungere un alpeggio. Sembrerà strano, sembrerà una cosa da poco. Il fatto è che per arrivare al piccolo alpeggio sui monti, la strada dovrebbe deturpare uno splendido vallone ancora incontaminato, quello che prende il nome dal torrente Comboé.
Qui non c’è nessun interesse nazionale, non ci sono patti sussurrati all’orecchio di Presidenti di Paesi alleati. Qui a ferire è proprio la piccolezza della questione: è necessario sfregiare per sempre un angolo ancora intatto di natura… per raggiungere un alpeggio!
È per questo che noi, cittadini comuni, abbiamo deciso di costituirci in un gruppo, gli Amici del Vallone di Comboé, e di lottare contro la costruzione della strada. Lo scorso marzo, la Regione Autonoma Valle d’Aosta ha dato la sua approvazione ai lavori. Noi intendiamo opporre a questa decisione un ricorso amministrativo.
Nella parte estesa di questo articolo, è possibile trovare alcuni dati sul vallone di Comboé, che ho sintetizzato dal blog del comitato, amicicomboe, al quale rinvio per un’informazione più completa. Segnalo ancora tre iniziative. Giovedì 7 giugno, ore 21, all’Espace Populaire di Aosta si terrà la serata di sensibilizzazione “Concerto per Comboé”:
IUBALFOLK, RICCARDO BELTRAMO, SKARLETT (ACUSTIC)
Domenica 17 giugno ci sarà la Terza Marcia a piedi a Comboé, per conoscere il vallone e passare una giornata nella natura.
È attivo, infine, il conto corrente postale 25929126, intestato a Circolo Legambiente Valle d'Aosta Onlus presso il quale è possibile fare una donazione (fiscalmente detraibile) per sostenere le spese legali, specificando nella causale "Donazione pro Comboé".
(Continua)
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