11.05.07

L'incontenibile voglia di potere e un articolo di Thomas Heams

Inviato in Politica | 11:42

Domenica scorsa, le elezioni francesi hanno premiato un candidato forte, aggressivo,  che si è proposto ai suoi concittadini come l’uomo della provvidenza. Questo è accaduto più volte negli ultimi anni. È successo con Silvio Berlusconi in Italia e in Gran Bretagna con Tony Blair. Ma, al di là del personalismo dei governanti, oggi più che mai la politica dei vertici dell’esecutivo appare improntata all’accentramento di gran parte del potere nelle proprie mani. Il caso più eclatante è quello di George W. Bush, eletto a dire il vero non esattamente a furor di popolo e poco credibile nel ruolo di uomo della salvezza. Fidando nella forza delle armi, il Presidente americano non ha esitato a trascinare il suo Paese e il mondo in una guerra permanente, di cui non s’intravede ancora la fine. Senza speranza di poter vincere sul campo, oggi Bush rifiuta di piegarsi al proprio Parlamento, che cerca d’imporgli una data per il ritiro delle truppe dall’Iraq. L’ostinazione di Bush, come del resto la cocciutaggine di un Prodi, incapace di fare marcia indietro su questioni d’importanza capitale per intere comunità (in Val di Susa come a Vicenza) sono fenomeni importanti, rivelatori dell’annacquamento in atto del livello di democraticità delle nazioni e della funzione di rappresentatività dei governanti.In Italia, fino all’anno scorso, sembrava imminente una riforma del sistema istituzionale in senso presidenziale. Giusto un anno fa, tuttavia, i cittadini si sono detti indisponibili, bocciando il tentativo di riforma costituzionale voluto dalla Casa delle Libertà. I  pericoli non sono per questo finiti. Oggi si parla troppo di governance e troppo poco di programmi e di idee. Si scrivono e riscrivono le leggi elettorali e sembra che anche il Capo dello Stato vedrebbe di buon occhio una riforma della Costituzione. Anche la nascita di un guscio vuoto come il Partito Democratico sembra andare nell’ottica di una ricerca spasmodica del governo, a prescindere dalle identità e dai programmi. Stiamo rischiando di vivere l’epoca politica del governo per il governo, del potere fine a se stesso. Nella parte estesa di questo post pubblico la traduzione di un articolo di Thomas Heams, amministratore della Convenzione per la Sesta Repubblica in Francia. Si tratta di un testo incentrato sulla proposta di rinunciare al presidenzialismo alla francese, per trasformare la République assegnando più importanza al Parlamento e al Primo ministro, e meno al Capo dello Stato. Si tratterebbe di una riforma delle istituzioni in senso democratico, che permetterebbe di confrontarsi maggiormente sui programmi, evitando di perdersi in uno scontro di personalità troppo spesso fine a se stesso.Ho deciso di pubblicare questo articolo dopo la vittoria di Nicolas Sarkozy alle elezioni presidenziali francesi, come antidoto contro pericolose voglie d’imitazione. Anche in Italia, infatti, si è discusso spesso circa l’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Qualche anno fa chi non era d’accordo diceva che gli italiani avrebbero votato per Celentano o per Cicciolina. Gli ultimi anni, però, hanno dato corpo a ombre più cupe. L’articolo che segue è pubblicato su gentile concessione del sito dell’Altra Campagna, movimento nato in occasione delle elezioni presidenziali francesi, che riunisce intellettuali, politici, sindacalisti e militanti, animatori di una rete trasversale di dibattito e azione politica all’interno della quale s'incontrano diverse esperienze e culture della sinistra. La traduzione – si prega di avere pazienza – è opera mia. (Continua) Questo articolo è stato letto 163 volte

08.05.07

Milano, Italia

Inviato in Il mondo | 18:15

Domenica scorsa sono stato a Milano a vedere lo spettacolo di Beppe Grillo, che ha detto tante cose, anche sulla città. Io che vivo tra le montagne della Valle d'Aosta non riesco a immaginare la vita nella grigia capitale lombarda, ma devo dire che qualche idea mi è stata data. E qualche informazione, ad esempio sullo "splendido" fortino per ricchi da realizzare nella zona della Fiera. Costruendo palazzi di 200 metri d'altezza, privando le abitazioni circostanti della luce del sole e, soprattutto (?), fregandosene allegramente di numerosi parametri di legge. Per me che non ci vivo, Milano è la città della tangenziale congestionata, cui si giunge dopo il percorso a zig zag tra i mille cantieri della Torino Milano. E' il cielo di Lombardia così bello solo quand'è bello (forse Manzoni era presago del fatto che non sempre sarebbe stato possibile vederlo). E' la città degli affari e, purtroppo, tante volte degli affari sporchi. Questa è Milano? Ma non posso dimenticare che cosa doveva essere, con i suoi palazzi ottocenteschi, gl'intellettuali, gli scrittori, gli editori... Milano era probabilmente una splendida città, che più di tante altre paga il prezzo di un modello di sviluppo assurdo. Beppe Grillo ci ha fatto vedere una diapositiva dell'Europa, dove comparivano colori diversi a seconda della qualità dell'aria. La Lombardia era l'unica area d'Italia (e fra le poche d'Europa) completamente nere. Ho scoperto che la sindaca Moratti vuole scavare un bel parcheggio sotto Sant'Ambrogio. Ha visto uno splendido edificio e si è detta: "Che cosa posso fare per aumentarne il prezzo al metro quadro"? Nella parte estesa di questo articolo, una mail "rubata" al blog di Beppe Grillo, firmata da Luigi Offeddu e Ferruccio Sansa, autori di Milano da morire (Rizzoli).

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07.05.07

Che delusione...

Inviato in Politica | 18:07

Non mi pare giusto offendere il voto di milioni di cittadini. Del resto, non penso che milioni di cittadini siano diventati improvvisamente stupidi, o disonesti, o egoisti. Eppure, come si fa a non aver capito, dopo sette anni di Bush, cinque di Berlusconi e la storia infinita di Blair che resta attaccato con le unghie allo schienale della sua poltrona, come può non essere ancora chiaro, che tutto, proprio tutto, anche il vecchio Ps, era meglio di Sarkozy? Non credo che i francesi siano stupidi. Chissà, forse avranno la forza di osservare, rimanere vigili, essere i cani da guardia del potere. Forse quegli altri milioni di persone che hanno scelto di non votare Sarkozy sapranno parlare al resto del Paese. Per intanto, ci risiamo: combattimenti cittadini alla Bastiglia, come il 14 luglio di tanti anni fa, come le notti incendiarie delle banlieue, giusto l'anno scorso. Troppo presto per dare la colpa a Sarkozy? Troppo presto per sperare che i giovani più periferici, recuperati al voto dall'interessamento di Mme Royal, vengano relegati nella disperazione quotidiana di chi non ha voce? O magari il nuovo Presidente troverà politicamente conveniente essere davvero il Presidente di tutti i francesi? Quello che temo non è tanto l'autoritarismo del nuovo Berlusconi (e per cinque anni i francesi ci hanno preso in giro!), né le sue parole xenofobe o razziste. Certi processi non si fermano, neanche con i muri, e la Francia saprà accogliere il meglio dall'immigrazione, mutare e mutarsi, mentre prima o dopo Sarkozy sarà di nuovo a casa. Quello che veramente mi preoccupa è la deriva neoliberista che subirà un altro Paese europeo, deriva già in atto, è vero, e che neppure Ségolène avrebbe invertito, ma che con il nuovo Presidente subirà una pesante accelerazione. Tra cinque anni, si spera, Sarkozy sarà di nuovo a casa, ma come sarà cambiata la Francia? Qualcuno si ricorda com'era l'Italia prima del Quinquennio? Perché alla quotidianità ci si abitua con gran disinvoltura...

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06.05.07

Anche Birrbenza intercetta...

Inviato in il piccolo sismi | 16:57

Forse ci siamo! L’Italia s'è indignata, la legge vergogna contro l’informazione è finalmente sotto gli occhi di tutti! E tutti siamo pronti a sfidare il voto della Camera e a pubblicare intercettazioni su intercettazioni, per dare il giusto premio ai nostri "rappresentanti seduti", che siedano in Parlamento o a Palazzo Chigi! Il premio delle loro malefatte, naturalmente, sarà l’infamia, il biasimo, la vergogna... Quasi non ho fatto in tempo a pubblicare sul blog l’intercettazione della telefonata tra Produsconi e Berluscodi, che subito ho ricevuto il bel commento di Birrbenza, che rilancio in questo post… Anche quella di Birrbenza è un’intercettazione, anche se il telefono non c’entra (gli intercettati erano in macchina). Parlerei di intercettazione ambientale, un po’ come Diabolik quando usa il microfono direzionale… Un grazie sentito a Birrbenza, dunque, e un invito a tutti i “naviganti”:

Protestiamo contro la legge vergogna che mette il bavaglio all’informazione pubblicando anche noi le nostre intercettazioni!

Mandatele via commento e il blog le pubblicherà nell’apposita sezione denominata, significativamente... il piccolo sismi!

Ma (ri)eccovi il testo di Birrbenza:

VIAGGIO IN MACCHINA

 Piero: sono ormai 2 ore che guido, dove cavolo siamo finiti?

 Francesco: tranquillo, ormai manca poco... guarda cosa dicono le indicazioni a quell'incrocio che controllo sulla mappa.

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06.05.07

Nuova intercettazione telefonica

Inviato in il piccolo sismi | 12:35

Aspettando il 14 maggio...*
*Data della discussione alla Camera per la proposta di legge sul conflitto d’interessi.

Prima che la legge vergogna in corso di approvazione in Parlamento c’impedisca di pubblicare il testo delle intercettazioni telefoniche che abbiamo realizzato, forniamo la sbobinatura completa di una telefonata tra due rilevanti personalità del mondo politico italiano. Per cautelarci contro eventuali denunce, camufferemo i loro nomi in Produsconi e Berluscodi. Per l’intelligenza del lettore, indicheremo in Produsconi l’autore della chiamata, partita da Palazzo Chigi, e in Berluscodi il ricevente, localizzato in una tenuta della Brianza.

PRODUSCONI: E non ti preoccupare! La legge sul conflitto d’interessi sarà più blanda che nelle altre democrazie. Del resto, mica vogliamo diventare tutti poveri come san Francesco…
BERLUSCODI: Non mi freghi! È un atto di killeraggio politico! Volete farmi fuori, l’avete sempre voluto! È un’idea di quegli irresponsabili estremisti!
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06.05.07

Allons enfants!

Inviato in Attivismo | 12:07

FRANÇAISES, FRANÇAIS!

AUJOURD’HUI, 6 MAI 2007,
VOUS ALLEZ CHOISIR VOTRE FUTUR!

POUR 5 ANS VOUS AVEZ RI
DES BETISES DE SILVIO BERLUSCONI!
NOUS, ON N’A PAS ENCORE FINI D’EN PAYER
LES CONSEQUENCES!
 
EPARGNEZ CELA A VOTRE PAYS,
DITES NON A SARKOZY!
 

 
FRANCESI!

OGGI, 6 MAGGIO 2007,
SIETE CHIAMATI A SCEGLIERVI UN FUTURO!


PER 5 ANNI CI AVETE PRESI PER IL CULO
PER LE PAGLIACCIATE DI SILVIO BERLUSCONI:
 
NON VI FIDATE DI CHI NE RIPROPONE IL PROGRAMMA!
 
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05.05.07

Muti!

Inviato in Politica | 18:44

"Rubo" al blog di Beppe Grillo una lettera di Marco Travaglio su una legge recentemente approvata dalla Camera che, se passerà al Senato, limiterà fortemente la possibilità della stampa di smascherare le malefatte dei potenti. Un altro tassello nella trasformazione dei nostri rappresentanti in una casta di potenti dotati di un'immunità sostanziale? Il testo della lettera è nella parte estesa dell'articolo.


Su Marco Travaglio, in questo blog, La scomparsa dei fatti.

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02.05.07

Il ponte del primo maggio (riflessioni sull'oggi?)

Inviato in Il mondo | 17:31

Un ponte del primo maggio a Mentone all’insegna del mare e dello svago, per ripigliarci un po’… Mentre scendiamo dal Col di Tenda, intorno a noi si fa buio e il cd dei Noir Désir ci accompagna verso Ventimiglia. La bonus track è lunghissima, più di venti minuti; ci guida fino in Francia. Parla dell’Europa, del vecchio continente “putain autoritaire, aristocrate et libertaire”, erede delle Colonie, desideroso d’amnistia e d’amnesia per il suo passato  (“de toutes façons il faut bien avancer” ). L’Europa dei tecnocrati, l’Europa di Bruxelles, di Schengen, di Strasburgo, di Maastricht, l’Europa dei Pil, dell’Ocse e del Gatt, l’Europa del mercato, dell’euro… L’Europa, l’Europa che scivola sotto le gomme della nostra auto, chilometro dopo chilometro, mentre la bonus track sembra infinita.

Nous travaillons actuellement pour l’Europe…” (Continua) Questo articolo è stato letto 199 volte