Carovana contro la guerra, per il disarmo e la pace
Nella riunione convocata a Bologna, il 15 aprile 2007, è stato deciso di promuovere un’iniziativa, la Carovana contro la guerra, per la pace e il disarmo, che prenderà l’avvio il giorno 19 maggio 2007 e si articolerà da tre direttrici (dal nord ovest, dal nord est e dal sud). Lo scopo della Carovana è quello di sensibilizzare la popolazione e di mettere insieme i soggetti che intendono ampliare le lotte territoriali di questi anni su punti determinanti di un impegno pacifista coerente: (Continua)
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Fernando Eros Caro nel braccio della morte (petizione on line)
Sul manifesto di oggi, Marco Cinque invita con una lettera a partecipare alla petizione on line in favore di Fernando Eros Caro, nativo Yaqui Aztec nato nel 1949 in una famiglia contadina di Brawley, nel sud della California. Dal 1981, Caro è rinchiuso nel braccio della morte di San Quentin per un duplice omicidio di cui si è sempre dichiarato innocente. A quanto pare, il suo avvocato d’ufficio fu incapace di offrire una vera difesa, ma fu anche intimidito dal fatto che il processo si svolgeva nella contea di Fresno, sede del quartier generale del Ku Klux Klan californiano... Tornerò sulla vicenda di Caro, che presenta molti punti oscuri. Tra l'altro, è bene precisare che nel 2000 la Corte suprema degli Stati uniti ha annullato la sentenza capitale. Lo Stato della California, però, ha deciso di ricorrere e la città di Fresno è riuscita a riaprire un processo che potrebbe concludersi con una nuova sentenza di morte. Fernando Eros Caro, che da 28 anni aspetta che il suo destino si compia nel braccio della morte ha detto: "Si può vivere, si può morire, ma nessuno dovrebbe vivere aspettando di morire".
Per partecipare alla petizione on line in suo favore e per ulteriori informazioni, cliccare qui.
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Signor Presidente, quei rinforzi afghani...
Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio, on. Romano Prodi
E p.c. al Ministro della Difesa, on. Arturo Parisi
Aosta, 18 maggio 2007
Signor Presidente, che cosa penserebbe se, camminando per strada, si trovasse accerchiato da otto carri armati e dieci blindati, con 145 soldati al seguito? Quali sarebbero i suoi ragionamenti se, in preda al terrore, alzasse gli occhi al cielo e vi scorgesse la sagoma di cinque elicotteri Mangusta che convergono sopra di lei? Io, al posto suo, crederei di trovarmi nel mezzo di un conflitto. Penserei che quegli uomini e quei mezzi stiano partecipando a un’azione di guerra. Ma no: i militari non sono lì per me. Stanno semplicemente raggiungendo l’Afghanistan, dove saranno impiegati in una missione di pace. Perché è la pacificazione del Medio Oriente, non altro, che c’induce a spedire oltremare 5 elicotteri A129 Mangusta, 8 veicoli Dardo e 10 blindati Lince. E i loro 145 angeli custodi raggiungeranno gli oltre 1.400 uomini e donne del nostro contingente già dispiegati sul posto. Questi rinforzi, se non vado errato, costeranno allo Stato 25,9 milioni di euro, all’incirca il corrispettivo di una finanziaria. In compenso, adegueremo le misure di protezione dei nostri ragazzi, missionari di pace ma non per questo immuni ai proiettili. Potremo – sono parole del ministro Parisi – «migliorare le capacità d’esplorazione, la mobilità e la protezione, quindi la sicurezza, attiva e passiva, delle nostre truppe». Avremo la possibilità di dimostrare sul campo che la miglior difesa è l’attacco, se interpreto bene il concetto di «politica militare attiva» proposto dal ministro. Signor Presidente, lei conosce il bollettino delle vittime civili che l’offensiva alleata nel sud dell’Afghanistan sta causando. Non crede che l’articolo 11 della Costituzione dovrebbe imporci di evitare di spalleggiare un simile massacro? Non crede che il popolo italiano potrebbe apprezzare una scelta coraggiosa da parte del suo esecutivo? O dovremo ritenere che, dopo aver rincorso per circa un anno il Presidente americano nel tentativo di legittimare il governo ai suoi occhi, si sentirà appagato dai sorrisi di rito e dalle strette di mano che vi scambierete il 9 giugno prossimo venturo? Vorrei sapere che cosa pensa, Signor Presidente, delle migliaia d’italiani che, sin d’ora, stanno preparando gli striscioni per correre a Roma a manifestare, per dire al propugnatore della guerra permanente che lui in Italia non è persona gradita.
O magari, invece, non siamo graditi noi.
Signor Presidente, mi scusi per i toni di questa lettera. Ma vorrei tanto poterle parlare da individuo a individuo, occhi negli occhi. Davvero sto cercando di capire. Di capire il perché della nostra sudditanza agli Stati uniti. D’intendere perché ci siano argomenti di cui non è possibile discutere, siano essi la Tav o il Dal Molin. Eppure, la sua campagna elettorale era basata sull’importanza dell’ascolto, del dialogo con le comunità, sul concetto di serietà. Non si accorge, Presidente Prodi, dello scollamento sempre più grande tra lei, il suo governo, la politica in generale da una parte, i cittadini dall’altra? Pensa forse che apatia e disaffezione siano imputabili unicamente alla nostra parte della barricata, o che il malcontento riguardi soltanto i nostalgici di Berlusconi?Odio la guerra perché uccide. È una questione etica: non c’è ragion di Stato che tenga. Ma non c’è soltanto la guerra. C’è anche la stima che si ha di se stessi. Perché non si può invocare il rispetto degli impegni presi con gli alleati e poi tollerare che questi sequestrino i servitori dello Stato, com’è avvenuto nel caso di Rahmatullah Hanefi, che stava agendo su richiesta della Farnesina [continua l'iniziativa Una chiave per Rahmatullah Hanefi, NdA]. Non si può sopportare che al governo Karzai sia consentito di minacciare Emergency, causarne l’allontanamento e magari requisirne gli ospedali.
Infine, Presidente, c’è la questione economica. Nessuno potrà togliermi dalla mente l’dea che i soldi delle mie tasse non siano soldi ben spesi. Credo, voglio dire, di aver destinato molto male il 992 per mille del mio 730. Perché con i soldi che spendiamo in Afghanistan, oppure con quelli che dovremo mettere nel progetto americano degli F-35, o nello scudo antimissile, potremmo fare cose migliori, come garantire all’Italia uno Stato sociale degno di questo nome, con servizi pubblici di qualità, e investire nella ricerca scientifica e nell’ammodernamento del Paese.Il tutto, sia chiaro, rispettando gli “imprescindibili” vincoli europei sul rapporto tra deficit e pil.
Concludo, Presidente, fidando in una sua risposta.
Mario Badino
Cittadino italiano
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Il 19 maggio a Novara contro gli F-35
Come anticipato in un precedente articolo, il 19 maggio a Novara si terrà una manifestazione organizzata dal Coordinamento contro gli F-35. Partenza alle ore 15 da piazza Garibaldi (davanti alla stazione FS). Per aderire, inviare una mail all'indirizzo info@zetapoint.org oppure fare un salto sul sito.
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IV Marcia Granparadiso Estate (Cogne, 15 luglio 2007)
FINALMENTE DISPONIBILE IL PERCORSO DELLA MARCIA
IV MARCIA GRANPARADISO ESTATE
Cogne, domenica 15 luglio 2007
È capitato a tutti di pensare che, nel mondo, gli spazi lasciati all’iniziativa del singolo diminuiscano continuamente e che ogni “evento” abbia bisogno di essere autorizzato, patrocinato, sponsorizzato da qualcuno e magari anche “piazzato” sul mercato televisivo. Altrimenti l’evento non esiste. E forse qualche volta abbiamo storto il naso davanti a proposte calate “dall’alto”, anche quando si tratta di sport e di divertimento. Di fronte a competizioni riservate a pochi, o destinate a tutti, ma solo formalmente, perché la “gara” vera e propria è territorio esclusivo dei professionisti.
La Marcia Granparadiso Estate nasce per reazione a tutto questo e si propone come qualcosa di personale e immediato. L’ho inventata io, nel luglio del 2004, come esperienza sportiva privata, una sorta di sfida con me stesso. Nelle prime tre edizioni sono stato l’unico partecipante, e ho sempre vinto. Oggi vorrei aprire a tutti la quarta edizione di questa iniziativa, concepita per «riappropriarsi, con fantasia, del proprio tempo libero […] inventarsi un percorso […] partire» (cfr «Gazzetta Matin» V, 27 del 17 luglio 2006).
Non è un progetto istituzionale, è qualcosa di spontaneo: per partecipare è sufficiente trovarsi all’ora giusta al punto di partenza, cioè, salvo variazioni di cui sarà data notizia, presso il parco giochi di Cogne (AO), nei prati di Sant’Orso, la mattina di domenica 15 luglio 2007 alle ore 8.00.
Nella parte estesa di questo articolo, il regolamento della gara e altre informazioni. (Continua)
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No Bush No War Day, il 9 giugno contro la guerra
Ecco l’appello, comparso sul manifesto di ieri, alla mobilitazione in occasione della visita di Bush in Italia, il prossimo 9 giugno. Per adesioni: 9giugnonobush@libero.it
Il presidente degli Stati uniti, George W. Bush verrà in Italia il 9 giugno, su invito del governo Prodi, per ribadire in questo modo la convinta alleanza militare e politica dell´Italia con gli Stati Uniti. Oggi il presidente Bush ha contro la maggioranza del popolo degli Stati Uniti ma mantiene l'appoggio delle lobbies militari, petrolifere e dell´industria delle armi. Bush è l´estremo interprete della volontà di egemonia mondiale delle classi dominanti statunitensi, volontà che porta da decenni gli Usa, indipendentemente dall’alternanza dei governi, ad intervenire militarmente ovunque, con truppe, colpi di stato, stragi e attentati. Questa volontà di dominio, che fa della guerra una vera e propria strategia politica con la capacità di esportare conflitti dal Medio Oriente all’Africa e all’Asia, dall’America latina alla stessa Europa (Balcani), produce sudditanza politica e culturale. (Continua)
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Che cos'è la politica (Sara vuole una risposta)
In un recente commento, Sara mi chiede: “Secondo te cos’è la politica?”. La domanda mi spiazza: è enorme, come si fa a rispondere? E non conosco neppure Sara: per quanto ne so, potrebbe essere in buona fede, oppure avermi fatto di proposito una domanda impossibile, e io non ho saputo cogliere l’ironia. Voglio comunque tentare una risposta: se non altro darà un’idea, all’incauto navigante che si trovi ad affrontare questo tratto di mare, di che cosa deve aspettarsi dal blog. (Continua)
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LAVORI IN CORSO...
Diciamo che stiamo lavorando per voi. In queste ultime settimane sono stato poco presente, ma intanto sto preparando alcune novità tecniche per il blog e un paio d'iniziative importanti (almeno per me). Nel frattempo, un commento lampo sull'annosa questione dell'otto per mille. Sembra la parabola del buon seminatore: non lo vuoi gettare sul terreno roccioso (lo Stato) perché magari se lo mangiano gli uccellini (i politici), oppure lo usano i falchi per fare la guerra alle colombe. Non lo vuoi dare alla Chiesa cattolica perché non condividi la politica del papa o dei ruini. Vorrei sapere che parte dell'otto per mille (quello destinato alla Chiesa, o magari a qualche regione) è finita nei fondi per l'organizzazione del family day... Oggi, al bar, sfogliando la Stampa, mi sono accorto che la Chiesa valdese, in prima pagina, pubblicizzava le sue iniziative, realizzate grazie ai soldi del contribuente: un pozzo per l'acqua - diceva - un profilattico contro l'aids... Un profilattico contro l'aids? Siamo lontani anni luce dagli anatemi del pastore tedesco, che proprio recentemente ha negato alle popolazioni povere falcidiate dal virus la protezione di un pezzetto di plastica... Darò il mio otto per mille alla Chiesa valdese. E non sono valdese.
Il tema dell'otto per mille è già stato affrontato qui.
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