Caro Romano, Rahmatullah?
Rahmatullah Hanefi è in prigione e rischia la condanna a morte per aver aiutato il governo italiano. Ieri, 25 aprile, ho inviato una mail a Prodi e a D'Alema. Il testo è nella parte estesa di questo articolo. Ricordo un'iniziativa:
Copia e incolla la frase sottostante, corredala di nome, cognome e città di residenza, oltre all'eventuale precisazione “cittadin* italian*”, e inviala a trasparenzanormativa@governo.it
Questo articolo è stato letto 131 volte
Rahmatullah Hanefi rischia di essere condannato a morte
Chi scrive è preso dal lavoro, non sempre ha il tempo di sfornare nuovi articoli, di curarli come piace a lui. Perciò chiede un po' di pazienza: tra poco sarà di nuovo presente. Ma non riesce ad aspettare (anche se adesso non ha tempo per nulla di troppo lungo e rifinito) per commentare la notizia secondo cui Rahmatullah Hanefi rischierebbe addirittura di essere condannato a morte. Per aver messo in pericolo la sicurezza dell'Afghanistan. Bisogna ridere o piangere? Hanno parlato proprio della sicurezza dell'Afghanistan... E Prodi, dopo aver utilizzato l'uomo di Emergency, non batte un colpo (ergo: non c'è). A suo tempo, ho letto un sacco di commenti, da parte di chi, nella "sinistra radicale", accettava di rifinanziare la missione militare in Afghanistan in cambio di un apporto più grande alla ricostruzione delle infrastrutture afgane: la pace sarebbe passata da lì, nel sottrarre spazi alla guerra.
Oggi Emergency se ne va e arrivano nuovi mezzi militari e nuovi soldati. Il popolo italiano in tutto questo non è stato mai consultato, e neppure "rappresentato", considerato il numero esiguo e sicuramente non rappresentativo dei parlamentari che ha votato contro il prolungamento della missione in Afghanistan. Ma che questo serva almeno a poter fare un po' di voce grossa, a imporre la liberazione di Hanefi a Karzai. Ah, se gli americani fossero d'accordo! La cosa sarebbe già fatta, "sicurezza dell'Afghanistan" o meno...
Questo articolo è stato letto 134 volte
Burattini senza (?) fili
Pupi, marionette, burattini… Da un po’ di tempo penso che dovremmo riascoltare il primo Edoardo Bennato, quello anarchico, quello che in pochi versi sapeva concentrare concetti meravigliosi, buoni per tutti, magari anche per un pubblico di ragazzini, ma non per questo meno rivoluzionari. Ricordo che da bambino la mia radio gracchiava:
Vai vai e leggili tutti e impara quei libri a memoria. / C'è scritto che i saggi e gli onesti son quelli che fanno la storia. / Fanno la guerra, la guerra è una cosa seria: / buffoni e burattini, no: non la faranno mai!
(Continua)Questo articolo è stato letto 409 volte
Non tassate il biodisel, mettete Emergency sul balcone
Sfogliando i quotidiani, mi soffermo sempre sulle lettere dei lettori. A volte scopro cose interessanti. Sul manifesto di ieri, ad esempio, ho trovato un appello al Parlamento europeo e al Ministero dell'ambiente italiano, affinché s'impegnino a modificare le disposizioni approvate dalla Commissione europea (prot. n. 501PC0813) "che negano la possibilità di commercializzare biodiesel puro (90% olio di colza, 10% alcol) per autotrazione nel territorio italiano senza che questo sia gravato da accisa". Giuseppe Valerio, autore della lettera, giudica "scandaloso prendere una decisione simile in un momento nel quale l'inquinamento è ormai causa conclamata della morte di migliaia di persone ogni anno e l'aumento della quota di anidride carbonica nell'aria è causa universalmente riconosciuta del disastro climatico. Sono molte oggi le aziende, i comuni, le associazioni, le cooperative che fanno stabilmente uso di biodiesel puro e che verranno costrette da questa disposizione insensata a tornare a bruciare carburanti fossili". Resto senza parole: è l'ennesima riprova del fatto che alle solenni dichiarazioni dei nostri governanti non seguono quasi mai i fatti. Come al solito, quel che interessa è il profitto. Sarebbe bene appurare, comunque, quali sono le motivazioni di un'Europa sempre meno patria dei diritti e sempre più trappola per gonzi. Mi riprometto di andare a cercare le disposizioni europee e di pubblicarle sul blog. Vorrei riuscire a capire il bisogno di Bruxelles di imporre norme su cui onestamente potrebbe lasciar decidere i singoli Stati... E' il caso dell'accisa sul biodisel, ma anche quello del prestito bibliotecario, che secondo le menti elette della Ue dovrebbe essere a pagamento. Non so, tutto ciò mi puzza un poco di liberismo becero: quello che alla spietatezza unisce l'assenza di una qualsiasi motivazione plausibile.
Sempre sul manifesto di ieri, una lettera di tono più allegro, nella quale Cecilia propone di esporre sui nostri balconi, accanto alle bandiere della pace, quelle di Emergency. "Quale migliore simbolo di pace, di contrarietà a ogni tipo di guerra, di uguaglianza e solidarietà?", si domanda. "Facciamo sentire al «nostro governo» che Emergency non sta lottando da sola".
Questo articolo è stato letto 110 volte
Oggi 19 aprile sit in a Roma per Rahmatullah Hanefi
Al sit in hanno finora aderito: Action, Aprile online, Arci, Assopace, Carta, Cisda, Donne in Nero, Fiom, Forum Ambientalista, Giovani comunisti, Gruppo Abele, Left, Libera, Liberazione, Lunaria, manifesto, Rinascita, Riva Sinistra, Sci, UdS UdU Un ponte per, ReDS - Rete degli studenti, Tavola della pace.
Questo articolo è stato letto 78 volte
L'Italia usa lo scudo
Quello che importa ora è che l'annuncio non era stato ufficializzato dal nostro Paese fino all'interpellanza urgente della deputata del Prc/Se Elettra Deiana, vicepresidente della Commissione Difesa della Camera, un'interpellanza fatta in seguito al un articolo uscito sul quotidiano il manifesto il 1° aprile u.s. (ma non si trattava di un pesce, purtroppo). Il Parlamento, insomma, lungi dall'essere stato consultato in quanto legittimo rappresentante del popolo italiano, ha appreso dal giornale una questione di questa importanza. Nella parte estesa di questo articolo, si trovano l'intervento del Sottosegretario di Stato alla Difesa, Marco Verzaschi e la replica di Elettra Deiana. Questo articolo è stato letto 179 volte
La piazzetta della cittadinanza attiva

Vediamo crescere ogni giorno un ossessivo richiamo da parte della chiesa cattolica ai valori e ai modelli unici: in questo apostolato scorgiamo, con preoccupazione, vene di integralismo e di contrapposizione a altri integralismi, ma, proprio perché laici, difendiamo la libertà della Chiesa e della sua missione.
Ciò che ci pare vada oltre è vedere le istituzioni, a partire dal nostro Parlamento, incapaci di esprimere autorevolmente il proprio giudizio. Arretrare per evitare la chiarezza, per paura di un sano conflitto di idee non aiuta la convivenza, anzi descrive una società triste, che guarda indietro e non sa scrutare il futuro. I diritti civili segnano l'epoca, parlano dell'accoglienza e delle società multietniche, del bisogno essenziale di diritti, doveri, responsabilità, di rispetto, di libertà e quindi di laicità.
Per adesioni: scamusso@tin.it
Al sit in hanno finora aderito: Action, Aprile online, Arci, Assopace, Carta, Cisda, Donne in Nero, Fiom, Forum Ambientalista, Giovani comunisti, Gruppo Abele, Left, Libera, Liberazione, Lunaria, manifesto, Rinascita, Riva Sinistra, Sci, UdS UdU Un ponte per, ReDS - Rete degli studenti, Tavola della pace.

Questo articolo è stato letto 150 volte
8 per mille alla Chiesa valdese - appello laico
"Ospito" l'appello
Di fronte all’offensiva clericale volta a limitare irrinunciabili libertà e diritti civili degli individui (che andrebbero invece decisamente ampliati), e alla subalternità e passività dello Stato nelle sue istituzioni parlamentari e governative, benché non credenti in alcuna religione, in occasione della dichiarazione dei redditi invitiamo tutti i cittadini democratici a devolvere l’otto per mille alla Chiesa Evangelica Valdese che le libertà e i diritti civili degli individui ha sempre rispettato e anzi promosso, e che si è impegnata ad utilizzare i proventi dell’otto per mille esclusivamente in opere di beneficenza e non a scopo di culto o di sostegno per i ministri e le opere della propria confessione religiosa.
Paolo Flores d’Arcais, Umberto Eco, Margherita Hack, Vasco Rossi, Giorgio Bocca, Simone Cristicchi, Andrea Camilleri, Dario Fo, Michele Santoro, Oliviero Toscani , Franca Rame, Ferzan Ozpetek, Lidia Ravera, Umberto Galimberti, Lella Costa, Luciano Canfora, Bernardo Bertolucci, Mario Monicelli, Eugenio Lecaldano, Gennaro Sasso
per sottoscrivere: http://micromega.repubblica.it/micromega/2007/03/8_per_mille_all.html
Nel mio piccolo, aderisco anch'io.
E inoltre. Non sarebbe ora di superare il Concordato? Chiedere e ottenere libere Chiese in libero Stato (laico)? Non voglio offendere la sensibilità di nessuno, ma sono convinto che tutte le fedi che rispettano la legge debbano essere trattate dallo Stato nello stesso modo. Sono convinto che non è compito della scuola pubblica (=di tutti) costringere all'opzione Ora di religione vs Ora alternativa vs Ora fuori.
Perché non introdurre piuttosto un'ora obbligatoria in cui si studino tutte le religioni e soprattutto le culture del mondo? Dice qualcosa ai nostri governanti il fatto che ci stiamo aprendo (foss'anche nolenti) a migliaia e migliaia di nuovi "arrivi" e che la nostra società sta diventando multietnica? Conoscere il proprio vicino è importante e sottrarre un'ora di scuola allo studio del catechismo o al cazzeggio per conoscersi e andare verso l'integrazione non dovrebbe essere considerato disprezzabile.
Anche per sbarazzarsi del Concordato esiste già una petizione on line, cui invito tutti ad aderire.
Questo articolo è stato letto 143 volte


























