10.03.07

“Incompatibili con la guerra e il neoliberismo” - Incontro con Franco Turigliatto

Inviato in Politica | 17:09

Torino, conferenza “Incompatibili con la guerra e il neoliberismo”, organizzata da Sinistra Critica. Sono curioso di guardare in faccia Franco Turigliatto, l’astensionista del voto al senato e perciò (a seconda dei gusti) l’eroe, il rinnegato, l’anima bella del parlamento italiano. Volevo sentire come avrebbe spiegato la sua scelta e quali sono, secondo lui, le prospettive future.

Molte polemiche hanno seguito il voto sulla politica estera del governo Prodi. Tanti, tantissimi, anche a sinistra, non hanno compreso la scelta dei due senatori che, con la loro astensione, hanno rischiato di riaprire a Berlusconi le porte di Palazzo Chigi.

Sui giornali ho letto le lettere indignate di tante e tanti cittadini, compresi i compagni e le compagne di Rossi e Turigliatto, che in generale condividono la scelta morale, ma condannano la mancanza di realismo da parte dei due “ribelli”.

La domanda che pongono è pertinente: a chi ha giovato la mini crisi di governo? E si rispondono: a quelle forze centriste che non aspettavano altro per mettere a tacere le istanze più progressiste interne alla maggioranza (e al suo programma di governo, aggiungerei). Ed ecco i 12 punti di Prodi.

Propongo una cronaca-riassunto della serata, che ha visto interventi, fra gli altri, di Franco Turigliatto, Gianni Alasia, Olol Jackson (comitato No Dal Molin), Giorgio Cremaschi e Marco Revelli, più un esponente del movimento No Tav, Emanuele (?), di cui mi sono perso il cognome e Marco Congiu, in rappresentanza degli operai dell’Iveco.


 (Continua) Questo articolo è stato letto 254 volte

09.03.07

Esco a fare due passi

Inviato in Il mondo | 17:17

Esco a fare due passi era il titolo di un libro di Fabio Volo che a un certo punto mi è capitato sotto mano. Ho anche provato a leggerlo, ma non c'è stato verso di arrivare in fondo. Un paio di giorni fa anch'io sono uscito a fare due passi, parte meditando, parte scattando foto durante il cammino. A dir la verità, sono andato in cerca di scritte sui muri, chissà perché. Ai tempi del liceo, all'epoca in cui divoravo le biografie dei cantanti famosi, ero affascinato dai graffiti metropolitani.

“Metropolitani”, a dire il vero, fa un po’ ridere, visto che abito ad Aosta, una cittadina di quarantamila abitanti, che della metropoli non ha proprio nulla.

Ma questo, a ben pensarci, non c’entra.

Ai segni tracciati sui muri da mani misteriose attribuivo un valore che andava oltre l’aspetto decorativo e che non riuscivo a spiegare. Avrei voluto raccogliere le frasi dentro un libro, come si annotano sul diario gli aforismi. All’epoca scrivevo sempre. Scrivevo sui fogli, scrivevo al computer. Volevo fare lo scrittore. Non ho mai scritto sopra un muro, invece. L’atto (sospettavo) avrebbe richiesto una padronanza che non avevo, tanto del mezzo, quanto dello spirito. Però ero attratto dai tazebao sgargianti, pagine d’intonaco vergate da mani misteriose ed esposte agli occhi di tutti.

Chi erano gli autori? Non ne avevo mai visto uno all’opera: agivano la notte, nell’ombra, come fantasmi. O forse le scritte nascevano da sole.

Qualcuno faceva politica, in una competizione truccata con la televisione. Qualcuno chiedeva libertà per i compagni. Ricordo bene un «MARCO LIBERO», ma non saprei dire perché l’avessero arrestato.

A Torino, un muro di via Bogino strizzava l’occhio a Proudhon e sosteneva che «LA PROPRIETÀ È UN FURBO».

Qualcuno lasciava messaggi esistenziali. Qualcosa come tredici anni fa, sopra un muro di Roma, in via Costantino, ho letto la frase «USCIAMO PIÙ SPESSO A GUARDARE LA LUNA», firmata da un anarchico. Oggi come oggi, uscire in strada e guardare la luna (inquinamento luminoso permettendo) è davvero uno degli atti più anarchici che si possa concepire.

 (Continua) Questo articolo è stato letto 442 volte

07.03.07

La scelta afghana

Inviato in Politica | 19:59

Mentre scrivo non so ancora se il governo riuscirà a spuntarla sul rifinanziamento della missione afghana, o se invece vedremo aprirsi una nuova crisi, con relativo pericolo di caduta dell'esecutivo di centro(sinistra?). Tutto sembra indicare, in realtà, che il governo ce la farà: l'Afghanistan è troppo importante per la politica estera (americana) per pensare di far cadere Prodi, a quello forse penseranno i Dico e forse no, perché tanto ormai la sinistra radicale è stata anestetizzata e non c'è fretta di cambiare. Vorrei puntualizzare alcune cose.

 (Continua) Questo articolo è stato letto 174 volte

06.03.07

Otto marzo

Inviato in Generale | 18:59

Un pensiero a tutte le donne, un augurio di pronta emancipazione e qualche iniziativa.

- COME il boicottaggio dei prodotti Dolce & Gabbana, la cui nuova pubblicità mostra l’immagine di un uomo che blocca in terra una donna mentre altri maschietti come lui assistono impassibili: un modo simpatico di incitare allo stupro di gruppo, un suggerimento per un otto marzo innovativo. Gli stilisti si sono giustificati spacciando per opera d’arte (e perciò ingiudicabile) la foto incriminata. Ma forse oggi cercheranno di farsi perdonare, porgendo alle signore un ramoscello di mimosa.

 

- COME il Corteo funebre dell’ovulo non fecondato, che si terrà a Milano, ore 18, con partenza da Corso Italia, 19 (sede centrale dell'Asl), per protestare contro il regolamento funerario recentemente approvato dalla Regione Lombardia, grazie al quale gli operatori sanitari sono obbligati, a spese della donna o del cittadino, a disporre la sepoltura dell'embrione abortito.

- COME l’iniziativa delle “gatte vicentine”, le donne del presidio No Dal Molin che si danno appuntamento per le 17 in consiglio comunale a Vicenza, dove la madre terra e le sue sorelle consegneranno il frutto della svendita della loro città alla giunta municipale; alle 18.30 le “gatte” partiranno per un corteo che si snoderà per il centro della città, liberamente interrotto da monologhi, suoni di guerra, azioni teatrali. Alle 21, cena su prenotazione presso il presidio, a seguire un intervento creativo di Patrizia Laquidara.

 

 (Continua) Questo articolo è stato letto 442 volte

05.03.07

Ma sarà solo qualunquismo?

Inviato in Politica | 14:01

Mentre leggo il giornale, immagino facilmente le maschere sorridenti di Gorge Bush e Tony Blair scambiarsi baci, abbracci e arti mutilati, nella manifestazione No War di Londra, sabato 24 febbraio 2007. 100.000 persone che scendono in strada per dire no al rinnovo del sistema missilistico Trident e chiedere il ritiro dei soldati di Sua Maestà dall’Iraq. «Blair must go!», grida la folla: Blair se ne deve andare. Anzi, “Bliar”, come dice qualcuno (liar = bugiardo).
 (Continua) Questo articolo è stato letto 247 volte

05.03.07

A passeggio per Londra

Inviato in Il mondo | 01:56

Un fine settimana a Londra, insieme a Silvia e a mio fratello. Cammino per la strada, in mezzo alla gente. Tutti sembrano molto accurati nel modo di vestire, di truccarsi e, chissà, forse persino di essere. I fili degli auricolari di mille lettori i-Pod escono dalle vesti dei londinesi e si vanno a cacciare dritti dritti nelle loro orecchie. Scene comuni, cose del mondo globale.
 (Continua) Questo articolo è stato letto 200 volte