mariobadino | 09 Marzo, 2007 17:17
Esco a fare due passi era il titolo di un libro di Fabio Volo che a un certo punto mi è capitato sotto mano. Ho anche provato a leggerlo, ma non c'è stato verso di arrivare in fondo. Un paio di giorni fa anch'io sono uscito a fare due passi, parte meditando, parte scattando foto durante il cammino. A dir la verità, sono andato in cerca di scritte sui muri, chissà perché. Ai tempi del liceo, all'epoca in cui divoravo le biografie dei cantanti famosi, ero affascinato dai graffiti metropolitani.
“Metropolitani”, a dire il vero, fa un po’ ridere, visto che abito ad Aosta, una cittadina di quarantamila abitanti, che della metropoli non ha proprio nulla.
Ma questo, a ben pensarci, non c’entra.
Ai segni tracciati sui muri da mani misteriose attribuivo un valore che andava oltre l’aspetto decorativo e che non riuscivo a spiegare. Avrei voluto raccogliere le frasi dentro un libro, come si annotano sul diario gli aforismi. All’epoca scrivevo sempre. Scrivevo sui fogli, scrivevo al computer. Volevo fare lo scrittore. Non ho mai scritto sopra un muro, invece. L’atto (sospettavo) avrebbe richiesto una padronanza che non avevo, tanto del mezzo, quanto dello spirito. Però ero attratto dai tazebao sgargianti, pagine d’intonaco vergate da mani misteriose ed esposte agli occhi di tutti.
Chi erano gli autori? Non ne avevo mai visto uno all’opera: agivano la notte, nell’ombra, come fantasmi. O forse le scritte nascevano da sole.
Qualcuno faceva politica, in una competizione truccata con la televisione. Qualcuno chiedeva libertà per i compagni. Ricordo bene un «MARCO LIBERO», ma non saprei dire perché l’avessero arrestato.
A Torino, un muro di via Bogino strizzava l’occhio a Proudhon e sosteneva che «LA PROPRIETÀ È UN FURBO».
Qualcuno lasciava messaggi esistenziali. Qualcosa come tredici anni fa, sopra un muro di Roma, in via Costantino, ho letto la frase «USCIAMO PIÙ SPESSO A GUARDARE LA LUNA», firmata da un anarchico. Oggi come oggi, uscire in strada e guardare la luna (inquinamento luminoso permettendo) è davvero uno degli atti più anarchici che si possa concepire.
(Continua)


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